
ENPA Viterbo a proposito di benessere animale
Chi ha in famiglia un bambino piccolo non ha potuto fare a meno di vedere almeno una volta il cartone animato di Peppa Pig.
“Peppa è un’amabile e buffa maialina che vive con il fratellino George, mamma e papà Pig.
La famiglia di Peppa è una famiglia tradizionale che, presentando dinamiche e situazioni realistiche con semplicità ed umorismo, riesce a dispensare ai più piccoli preziosi insegnamenti su valori come l’amicizia, la gentilezza, la lealtà, il senso della famiglia“.
Questo potete leggere come presentazione del cartone sul sito della Rete televisiva che la diffonde.
C’è stato un periodo che la Peppa-mania dilagava: magliette, cappellini, piatti e tovaglioli… mio nipote ne era entusiasta ed eravamo tranquilli a lasciarlo a vedere il cartone, perché eravamo sicuri che non ci fossero violenza o messaggi negativi: Peppa è diventata parte dei messaggi educativi positivi che vogliamo trasmettere ai nostri bambini.
Ma i bambini crescono… e diventano quei mostri che vediamo in televisione, che l’articolo di Animal Equality di domenica scorsa ha denunciato: un allevamento di maiali, facente parte della filiera Consorzio DOP, che dovrebbe essere un’eccellenza italiana, è stato trovato in uno stato di “sporcizia dilagante”, con il sistematico “maltrattamento ed abbandono di animali feriti”, con “carcasse in stato di putrefazione o addirittura mummificate...”.

Leggendo quell’articolo e gli altri di queste settimane, pare che il maltrattamento degli animali sia un elemento diffuso in alcuni allevamenti italiani: galline chiuse in gabbie piccolissime, maiali seviziati, vitelli presi a calci e pugni….
Eppure, guardate cosa si trova sul sito del Ministero della Salute:
“La protezione degli animali in allevamento ed il loro benessere da sempre rappresentano uno degli obbiettivi prioritari del legislatore europeo. In tale senso il Trattato di Lisbona ha riconosciuto gli animali come “esseri senzienti”.
Stiamo parlando del “benessere animale“.
"Il benessere è uno stato di salute completo, sia fisico che mentale, in cui l’animale è in armonia con il suo ambiente” (Hughes, 1976), in pratica è “la qualità della vita di un animale come viene percepita da un singolo animale”.
Nel 1979 il British farm animal welfare council enuncio’ le cinque libertà per la tutela del benessere animale.
Il benessere può essere considerato rispettato se gli animali sono in buona salute, si sentono bene e sono liberi dal dolore, come viene descritto dalle citate “Cinque libertà” che ho trovato sul sito di CIWF Italia Onlus, un’associazione che da anni si occupa della protezione degli animali negli allevamenti:
· Prima libertà: dalla fame, dalla sete e dalla cattiva nutrizione garantendo all’animale acqua fresca ed una dieta che lo mantenga in salute
· Seconda libertà: di avere un ambiente fisico adeguato dando all’animale un ambiente che includa riparo e una comoda area di riposo
· Terza libertà: dal dolore, dalle ferite, dalle malattie prevenendole o diagnosticandole/trattandole rapidamente
· Quarta libertà: di manifestare le proprie caratteristiche comportamentali specie-specifiche fornendo all’animale spazio sufficiente, strutture adeguate e la compagnia di animali della propria specie
· Quinta libertà: dalla paura e dal disagio assicurando all’animale condizioni e cura che non comportino sofferenza psicologica.
E noi in Italia?
Se andate sempre sul sito del Ministero della Salute trovate la relativa normativa, sia italiana che europea, trovate persino le check-list per verificare il livello di benessere animale nelle varie tipologie di allevamenti.

La riflessione che scaturisce è simile a quella che riguarda gli animali “da compagnia“, cani e gatti: le norme ci sono, sono complete, perfette… eppure c’è chi maltratta e uccide questi animali... forse quello che manca, è la paura della pena: sai che forse andrai davanti ad un Giudice ma non è detto, sai che sei incensurato, pagherai una multa.
Quanti sono finiti in prigione per avere torturato fino alla morte un gatto randagio?
Qualcuno porterà davanti ad un Giudice i responsabili dell’orrore di certi allevamenti?
Ho trovato sul sito dell’Università Statale di Milano il ”Corso di laurea in allevamento e benessere animale“, anno 2021/2022, con dei bellissimi corsi di insegnamento: usciranno dei Dottori in benessere animale!
Ma intanto partiamo, come sempre, dai nostri bambini: insegniamo loro cos’è l’empatia, facciamo capire loro che gli animali sono “esseri senzienti“, che significa – come bene individua Animal Ethics - “essere in grado di avere esperienze positive o negative, significa essere coscienti.”
Significa provare gioia e dolore.

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