Ricevo e pubblico perché bisogna sapere cosa c'è dietro al piatto.
Ciao Mauro, qui Alice.
Come promesso, oggi rendiamo pubblica una nuova inchiesta riguardante un altro allevamento che risulta affiliato al Gruppo Bompieri.
Ancora loro? Ebbene sì.
Siamo tornati a investigare un allevamento collegato a Bompieri per svelare, di nuovo, cosa accade dietro le porte chiuse degli allevamenti di maiali in Italia.
Il nostro team investigativo è andato a fondo in questa vicenda, rivelando inadempienze davvero scioccanti e una situazione di incuria e maltrattamenti purtroppo molto simile a quella riscontrata nell’allevamento di Brescia.
Il modo in cui vengono allevati questi animali si può definire solo in un modo, Mauro: CRUDELE.
È crudele confinarli in spazi minuscoli, sporchi e infestati dai parassiti, spesso a contatto con i cadaveri dei propri compagni che non ce l’hanno fatta.
È crudele e doloroso per loro convivere con malattie e ferite senza ricevere alcuna cura veterinaria.
Poco tempo fa abbiamo accompagnato Cinzia Torriglia, inviata di Cartabianca, in un sopralluogo notturno, e il servizio è stato girato proprio nell’allevamento di maiali che sul loro sito risulta tra le sedi del Gruppo Bompieri di cui pubblichiamo il video integrale oggi.
Grazie alla collaborazione con Rai3, abbiamo dato la possibilità a 1 milione e 200mila spettatori di vedere con i propri occhi che cosa si nasconde dietro l’eccellenza del Made in Italy: sporcizia dilagante, maltrattamento e abbandono di animali feriti, nonché di carcasse in stato di putrefazione, o addirittura mummificate.
Le immagini andate in televisione sono ripugnanti, Mauro, ma sono solo la punta dell’iceberg rispetto a quello che abbiamo trovato sul campo.
Ma i nostri investigatori hanno trovato ben altro oltre quelle porte, e puoi vedere con i tuoi occhi di cosa sto parlando:
QUELLO CHE NON PUOI VEDERE IN TV: GUARDA LA NOSTRA INCHIESTA
La nostra indagine è un’istantanea davvero preoccupante sul mondo degli allevamenti che riforniscono, tra gli altri, anche i consorzi DOP, marchio che dovrebbe assicurare procedure attente alla qualità.
Se il DOP e certificazioni simili si promuovono come sinonimo di eccellenza geografica, basta guardare ai livelli di inquinamento dell’aria e delle acque della Pianura Padana per rendersi conto che il sistema di produzione del Made in Italy vive un grave controsenso.
Questo perché si basa su una presunta qualità delle “materie prime” e del territorio che le ospita, ma sarà sempre difficilissimo, se non impossibile, assicurare questa qualità allevando gli animali in maniera intensiva - e insostenibile - in aree altamente inquinate.
Quello che documentiamo da diversi anni negli allevamenti intensivi non lascia spazio ad alcun dubbio sull’impatto che queste strutture hanno sulle vite degli animali, sulla salute delle persone e sulla salubrità del territorio.
Ti ricordo, Mauro, che solo in Lombardia vengono allevati 4 milioni e mezzo di maiali ogni anno, più del 50% del totale allevato in Italia, e che questo ha grosse conseguenze sulla qualità dell’aria e dell’acqua.
Nonostante ciò questa è l’area che riceve più finanziamenti, non solo dalla PAC, la Politica Agricola Comune, ma anche da fondi destinati specificatamente al settore suinicolo.
Se da un lato abbiamo un’importante erogazione di denaro, dall’altro non corrispondono controlli seri e puntuali sull’operato di queste aziende.
Infatti in Lombardia le ispezioni in loco si effettuano solo nel 4% degli allevamenti, mentre solo l’1% degli scarti liquidi viene ispezionato.
È evidente che non viene assicurata in alcun modo la protezione degli animali durante l’allevamento e la macellazione.
Questo a causa del totale disinteresse per animali che, secondo il pensiero comune, nascono e crescono esclusivamente per finire in un piatto e quindi non meritano di vivere una vita dignitosa.
Per noi di Animal Equality, invece, è fondamentale tutelare i loro diritti e perciò stiamo chiedendo al Governo italiano controlli più efficaci, frequenti e a sorpresa negli allevamenti di tutta Italia, in modo da disincentivare l’incuria e i maltrattamenti verso gli animali e punire con pene molto più severe e certe chi si macchia di crimini nei loro confronti.
Grazie a persone come te che hanno firmato la nostra petizione, Mauro, stiamo raccogliendo moltissimi consensi che ci aiuteranno a far sentire la voce degli animali più sfruttati al mondo alle istituzioni!
Con stima,
Alice
P.S: Ciao Mauro, oggi lanciamo la nostra nuova inchiesta realizzata in un allevamento di suini che risulta affiliato al Gruppo Bompieri. Ancora una volta abbiamo rivelato un grave stato di degrado degli ambienti e una totale noncuranza del benessere di questi animali. GUARDA LE IMMAGINI ESCLUSIVE DELLA NOSTRA INCHIESTA!
P.P.S: Ecco le informazioni necessarie per sostenerci attraverso bonifico e versamento postale:
Conto Corrente n° 1028587499 intestato ad Animal Equality Italia tramite bollettino postale
IBAN: IT80 K050 3401 6250 0000 0003 906 sul conto intestato ad Animal Equality Italia, Banco BPM con bonifico bancario
Per donare online tramite Carta di Credito o PayPal puoi usare QUESTO LINK •

Viale Andrea Doria, 35 Milano 20124
Tel: (+39) 329 530 3281
C.F. : 97681660581
IBAN: IT80 K050 3401 6250 0000 0003 906
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
DONA IL TUO 5xMILLE
AD ANIMAL EQUALITY ITALIA
Sostieni una buona causa a costo zero: gli animali ti ringrazieranno!
Ti basterà inserire il nostro codice fiscale 976 81 66 05 81 nel tuo modulo 730 / Unico / Cud.
Animal Equality è un’organizzazione internazionale per la protezione animale fondata nel 2006. In Italia opera come associazione non profit ONLUS.
-------------------
https://napoli.zon.it/gruppo-bompieri-lazienda-denunciata-per-maltrattamenti-sugli-animali/
https://www.vegolosi.it/news/brescia-gruppo-bompieri-denuncia-pubblicita-ingannevole/
https://twitter.com/ae_italia/status/1385896362751954945
