Andrea Stefano Marini Balestra

E si proprio quello che traspare dalle recenti esternazioni del Sindaco e dei suoi assessori in occasione di convegni di partito ai quali ha partecipato.

I partiti del centro-destra che appoggiano la consigliatura Arena rendendosi conto del malumore cittadino e delle strigliate dell’opposizione, stanno mostrando i muscoli: da una parte la recente sede cittadina della Lega e dall’altra un convegno presso le Terme dei Papi come tutto dalla stampa locale riportato, nonché la nomina in Forza Italia del civitonico Marco Parroccini ad un incarico internazionale nel partito.

Però, di fronte all’elenco dei “successi” ottenuti nei primi tre anni dell’era Giovanni Arena, ci sono stati chiaroscuri che hanno dato esca a critiche popolari e attacchi dell’opposizione. E pur vero che la consigliatura di centrodestra Arena ha ereditato dalla precedente un fardello di negatività per cui non era del tutto possibile porvi rimedio in fretta.

Poi è venuta la pandemia e tutto si è fermato.

Adesso ripartire dopo un buco di oltre un anno e mezzo non è agevole.

Gli uffici comunali sono ancora sotto stretto disciplinare antipandemico, quindi in pratica chiusi al pubblico. Non basta la mascherina, serve prenotazione per accedere a qualsiasi servizio. In un ambiente cittadino dove la maggioranza ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino e dove per “concessione” governativa (rectius del Comitato tecnico scientifico)  è possibile circolare senza mascherina all’aperto, cosi come servirsi al bancone di un bar e cenare al ristorante, è incomprensibile che, per recarsi all’anagrafe bisogna prenotarsi mediante l’app U-first che non consente l’uso se non in ore notturne, altrettanto ancora incomprensibile lo stop ad attività ludiche e sportive ancora sottoposte a regole dei tempi del lockdown, proprio oggi che il COVID-19 morde meno.

Sembra proprio che il Sindaco, atterrito dall’ipotesi di ricevere un avviso di garanzia per un decesso causa COVID-19, tentenni e non decida. Ma coraggio!

Nel frattempo di gattopardesche decisioni i turisti preferiscono saltare la tappa di Viterbo.

A voglia dire l’assessore De Carolis che il turismo nella Tuscia è in ripresa, quando non sono stati raggiunti nemmeno i numeri ante pandemia. Mentre altri comuni italiani, province e regioni investono in massiccia pubblicità televisiva e cartacea, Viterbo e Tuscia sono assenti. Qua si sta a litigare su impianti fotovoltaici ed eolici e non si pensa allo sviluppo delle terme, anzi, si impedisce a quelle esistenti di operare usando cavilli che tanto appaiono strumentali a favore di qualcuno.

Male quindi per quanto detto, però, bene che l’Assessore ai Lavori pubblici con massima lena stia provvedendo alla riasfaltatura delle vie cittadine lasciate in totale incuria negli anni precedenti, altrettanto bene che a Viterbo si stia organizzando un apparato comunale di protezione civile, ma ancora male la mancanza di una esecuzione delle progettualità per risolvere i problemi della zona commerciale del Poggino, poi per creare viabilità alternativa per evitare ingorghi di traffico sulla Cassia nord, di molto peggiorati dopo la costruzione di una rotonda (tale impianto, all’uso pratico è risultato sbagliato nel progetto, pertanto andrebbe risistemato ed adeguato ai volumi di traffico veicolare), ancora male non aver sentito del varo di una regolamentazione del commercio oggi tutto sbilanciato sulla grande distribuzione a danno delle attività commerciali del centro storico ogni giorno più deserto.

A Viterbo sono stati promessi vari milioni, pare 37, come finanziamento pubblico, ma, se non ci sarà programmazione per spenderli finirà che serviranno (ammesso che arrivino davvero) per tappare i buchi delle finanze comunali.

Abbiamo ascoltato e letto le relazioni nel convegno di Fratelli d’Italia, tutto bene, d’accordo, ma, non vorremmo poi dire ironicamente “tutto bene, madama la marchesa”.