Dott. Giuseppe Di Prima
Ricordate Hachiko il cane fedele per eccellenza reso famoso per il film con protagonista Richard Gere?
Un quattro zampe giapponese che non si è arreso alla morte del proprio compagno bipede e che ha continuato ad aspettarlo alla stazione, la stessa dalla quale partiva e poi faceva ritorno dal lavoro?. Ebbene, una storia simile, incredibile, si è verificata anche da noi, in Italia, in Toscana, a Borgo San Lorenzo (Firenze), molti anni fa, durante l’ultima guerra.
Un giorno l’operaio Carlo Soriani, trova un cane ferito in un fosso; non ha dubbi e decide di salvarlo, lo porta a casa con sé e se ne prende cura. Fido, questo il suo nome, si riprende perfettamente e dimostra per tutta la vita la sua gratitudine verso colui che non si era girato dall’altra parte. Il legame tra bipede e quadrupede è talmente forte da vivere quasi in simbiosi e, proprio come Hachiko, anche Fido accompagna il suo padrone alla fermata del bus, tutte le mattine. Ed è sempre lì, la sera, alle 19 in piazza che lo aspetta al suo ritorno.
A volte Carlo scherza, non scende dalla corriera; il cane fedele sale e lo va a cercare nascosto dietro il sedile. Questo per due anni. Il 30 dicembre 1943, in piena guerra, Borgo San Lorenzo fu oggetto di un violento bombardamento alleato; anche le Fornaci Brunori furono colpite e molti operai, tra cui Carlo Soriani, morirono.
La sera stessa Fido si presentò come al solito alla fermata della corriera, ma ovviamente non vide scendere il suo amico. Gli operai scesero in silenzio, con facce pallide, Fido esaminò uno ad uno tutti i viaggiatori poi saltò sulla corriera e invano cercò fra i sedili Carlo Soriani. Un legame che si spezza, (almeno apparentemente) ma solo sulla Terra.
Tornò a casa da solo e la famiglia capì che Carlo non sarebbe più tornato. Il cane, però, non lo sa o forse non si vuole arrendere all’evidenza. E fedele, come il suo nome, aspetta ogni sera il suo padrone alla fermata dell’autobus.
In pochi giorni nella piazzetta, tutti iniziano a notare questo cane fedele che aspettava. Anche il giorno dopo, e quello dopo ancora per 14 anni, senza mai un’assenza. Anche negli ultimi anni di vita, quando le zampe non lo sorreggevano più, con gli occhi annebbiati, le orecchie ciondoloni, Fido, il cane fedele, era sempre lì, ad aspettare.
Solo la morte ha potuto interrompere quel rapporto speciale, o forse ha permesso loro di rincontrarsi in cielo.
Una storia incredibile che mostra ancora una volta quanto gli animali siano in grado di insegnarci cosa sia l’amore, quello vero, quello puro. Fido morì il 9 giugno 1958.
La notizia fu diffusa al pubblico dal quotidiano fiorentino La Nazione con un titolo a quattro colonne. Il 22 giugno, La Domenica del Corriere commemorò Fido con una commovente copertina firmata da Walter Molino, che ritraeva il cane fedele in punto di morte sul ciglio della strada, con la corriera che ogni giorno attendeva sullo sfondo.
A Fido fecero il funerale e fu accompagnato da un corteo silenzioso, avvolto da un lenzuolo bianco, fino al cimitero, per permettergli di ricongiungersi finalmente con il suo Carlo: fu sepolto all’esterno del cimitero.
La tomba di Fido con una lapide di marmo è stata strutturata grazie ad un Progetto scolastico della classe prima, portato avanti dall’insegnante Di Marco. La persona che di fatto ha realizzato i lavori è Gucci Roberto, genitore di un bambino della classe. Il suo è stato un lavoro fatto con passione e amore per il proprio territorio.
La fedeltà di Fido è stata premiata con una medaglia d’oro durante una cerimonia in Comune, alla presenza di molti concittadini e della commossa vedova di Soriani. Nel medesimo anno, il Comune di Borgo San Lorenzo decise di omaggiare Fido con un monumento costituito da un basamento in pietra, sovrastato da una statua raffigurante il cane fedele, realizzata dallo scultore siciliano Salvatore Cipolla. L’opera, nota come ”Monumento al cane Fido”, fu collocata in Piazza Dante accanto al Palazzo Comunale. Sul basamento, capeggia la dedica: “A FIDO, ESEMPIO DI FEDELTÀ”.
La statua è stata inaugurata alla presenza della vedova di Carlo Soriani.
