Viterbo CRONACA Eravamo in epoca elettorale, Arsiero era un dirigente provinciale del P.C.I.

Sono trascorsi pochissimi giorni da quando il caro amico Arsiero Giuliarelli ha fatto ritorno alla casa del Padre lo voglio, per ora, ricordare con lo stesso stato d'animo che entrambi avemmo l'ultima che ci siamo veduti a Villa Immacolata, dove ci recavamo per fare una piccola revisione alle nostre stanche gambe.
Arsiero era sempre sorridente e fiducioso del domani, come lo era stato per vari anni quando faceva politica attiva.
Mi piace ricordare un episodio che abbiamo vissuto insieme tra la simpatia di altri colleghi membri di una commissione presso la quale ci si riuniva per procedere alla formazione della graduatoria per l'assegnazione di alloggi popolari
Eravamo in epoca elettorale, Arsiero era un dirigente provinciale del P.C.I., mentre io ero il segretario sezionale della D.C. viterbese.
Tra una fase e l'altra del nostro lavoro spesso ci scambiavamo battute sulla politica. In campagna elettorale le speranze erano tante sia da parte di Arsiero che da parte mia. Uscivamo da una situazione politica incerta, ma eravamo, ognuno per il proprio partito, fiduciosi di avere un buon risultato, facemmo una scommessa da concretizzare in una successiva riunione da tenere il giorno successivo i risultati elettorali.
Decidemmo che colui che avrebbe visto perdere il proprio partito avrebbe dovuto bere un liquore di colore "rosso" se vinceva il P.C.I. o "bianco" se vinceva la D.C.
Il martedì successivo ci presentammo alla riunione conoscendo il risultato delle elezioni politiche, vinse la Democrazia Cristiana.
Avevo preparato la bevanda, per l'amico Arsiero, che consisteva in una bottiglia di Sambuca, che poi bevemmo tutti insieme, ma
che aveva, al posto della etichetta "Molinari", un bellissimo scudo crociato, lo stemma della Democrazia Cristiana.
Fu una risata collettiva che rafforzò la nostra amicizia che mai è venuta meno. Sono certo che Arsiero, dai prati verdi del cielo, riderà ancora una volta, nel ricordare il fatto.
Bruno Matteacci
