dott. Giuseppe Di Prima

Quello del cibo industriale per cani e gatti è uno dei pochi settori che non soffre la crisi. Perché alcuni veterinari non consigliano mai un’alimentazione casalinga, ma suggeriscono solo prodotti industriali?

Semplicemente perché si tratta di un’operazione di marketing supportata dalle aziende del cibo per animali e delle grandi catene di negozi per animali.

Cosa contiene questo cibo? Il marketing trasforma gli scarti dell’industria alimentare in menù stellati per cani e gatti, ad esempio a base di salmone o di vitello. Ma la percentuale di pesce o carne presente nei prodotti può essere davvero minima.

Una crocchetta di qualità dovrebbe avere almeno un 50%  di carne o pesce disidratati. Il che significa utilizzare circa 2 chili di carne o pesce fresco per preparare ogni chilo di crocchette. 

Come fanno quindi alcune crocchette a costare pochi euro al chilo??? Quando vedi il prezzo di un pacco, il costo delle materie prime è una piccola percentuale (circa il 20%) della cifra che leggi!

Devi infatti considerare che ci sono tanti altri costi: tasse (IVA al 22%), costi di produzione, trasporto, guadagno del grossista, guadagno del negoziante ecc.

La risposta è semplice: utilizzano materie prime che costano molto poco. Parliamo di pochi CENTESIMI di euro al chilo!

Sostanzialmente sono realizzate con gli scarti dell’industria alimentare che invece di sborsare per lo smaltimento dei loro rifiuti, incassano, anche pochi euro accordandosi con le industrie degli alimenti per animali.

Le etichette sono poco trasparenti. Le tipologie del pesce, della carne e dei cereali il più delle volte non vengono definite e non è dato sapere quale sia la provenienza della carne o del pesce utilizzati. Sono numerose le informazioni che non ci vengono fornite sulle confezioni dei prodotti.

Tra le problematiche evidenziate dai più recenti esami dei prodotti troviamo anche l’eventuale presenza delle aflatossine (una tipologia di micotossine). Nei prodotti alimentari per animali può risultare molto rischiosa per la loro salute.

La presenza di aflatossine nei prodotti alimentari per gli animali domestici non è regolamentata dalla legge, e dalle aziende è considerata normale, oltre a non essere indicata in etichetta.

Si tratta, infatti, di tossine invisibili. Il problema ha avuto inizio negli ultimi anni a partire dall’introduzione dei cereali nelle crocchette per gli animali. In precedenza i cereali non erano presenti. Alti livelli di micotossine sono stati ritrovati nei prodotti per cani e gatti di marche molto note. Senza contare che non è obbligatorio per le aziende indicare in etichetta la presenza di antiossidanti, additivi e conservanti. E se questi ingredienti fossero dannosi per i nostri animali domestici?

Per fortuna non tutti i veterinari sono collusi con le multinazionali ed esistono tanti professionisti davvero onesti, che svolgono al meglio il loro lavoro, a partire da un vero amore per cani e gatti, consigliando appropriata cucina domestica, anche se meno comoda.