Viterbo CRONACA Il sottoscritto non ha affatto giudicato nessuno
Giuseppe Bracchi
avvocato ecclesiastico, giornalista
Esimia signora Patrizia, lei ha letto molto male il mio articolo, o se lo ha letto, lo ha fatto dopo aver infilato gli occhiali del pregiudizio e dell’ideologia.
Il sottoscritto non ha affatto giudicato nessuno, ed in quanto al Pontefice la sua infallibilità è solo ex cathedra o quando definisce in modo solenne il Magistero della Chiesa che non si identifica affatto con la figura del Pontefice (attuale o passati), ma con le verità millenarie della stessa Chiesa cattolica, che ha come alfa ed omega Gesù Cristo e non altri.
Per il resto il Vicario di Cristo, chiunque egli sia, è e resta un uomo, criticabile quanto si vuole, pur con il dovuto ed ossequioso rispetto che si deve al successore di Pietro. Il Papa non è un feticcio come Lei crede. Ed il cristianesimo è tutt’altro che stile e modo di fare. E’ Cristo stesso, come appunto insegna papa Francesco.
Ella, in tutto il suo articolo non ha fatto altro che giudicarmi con una punta di astio e livore (dunque, con assai poco stile Bergoglio, che pure ella tanto declama, per non dire assai poco cristiano), ma non si è presa cura di controbattere nessuno dei punti che nell’articolo ho inteso illustrare con dovizia di argomenti.
Si può essere d’accordo oppure no, ma è intellettualmente scorretto per non dire povero di argomenti tentar di controbattere appiccicando etichette del tipo “omofobo” o altre stupidaggini del genere, senza neppure conoscere le persone con le quali si dialoga, seppure in controtendenza, lo ammetto.
Nella mia esperienza di avvocato ecclesiastico e di difensore del vincolo sono venuto a contatto con molte vicende umane dolorose, che se opportunamente e tempestivamente trattate non si sarebbero risolte in modo pietoso.
Certo non posso qui enunciarle essendo vincolato dal segreto e dal giuramento. Ma come vede, io non sto affatto arroccato su torri d’avorio né tantomeno la mia esperienza si limita ai libri. Ma ha molto a che fare con la realtà. Prima di aprir la bocca o metter le dita sui tasti del computer, ci si dovrebbe informare meglio.
Così come dovrebbe informarsi meglio sulla Teologia Sacramentaria, la quale e non da oggi ha sempre insegnato che i Sacramenti sono sette e sono stati istituiti da Cristo Signore. Non ha forse Cristo consegnato a Pietro le chiavi del Regno dei Cieli, dicendo: tutto ciò che sarà sciolto in terra sarà sciolto anche nei cieli e viceversa? Non sono parole mie, ma di Cristo stesso, del Vangelo.
L’ha mai letto signora Patrizia? Anche il Concilio di Trento ha definito questa materia in via definitiva. E tale Concilio, insieme a tutti gli altri Concili che si sono susseguiti nella storia del Cristianesimo enunciando anche dogmi importantissimi (Nicea ed Efeso, tanto per citarne alcuni) non solo per la vita stessa della Chiesa, ma anche per la salvezza degli uomini, fanno parte dell’unica Chiesa di Cristo. Non sono relitti del passato come erroneamente Ella crede.
Ma sono la Chiesa viva, che a Lei piaccia oppure no. Un conto è avere un’idea della realtà della quale si parla, altro è la realtà. Volerla piegare alla propria idea, significa fare ideologia. Questa sì anacronistica.
Arrabbiarsi con il prossimo non significa amarlo, signora Patrizia, come Lei stessa avrebbe la pretesa di insegnarmi. L’ira è cattiva consigliera. Certo, paganamente parlando è più facile amare chi la pensa allo stesso modo.
Ma allora come ci insegna Cristo, dov’è e quale è la novità cristiana? Io sono convinto che si può camminare insieme anche restando sulle proprie posizioni. Il tempo e la storia si incaricheranno di dire quanto anacronistiche.
Paolo VI docet, su certi malintesi del Concilio Vaticano II. Quanto ad aver compassione, credo che anche questo sforzo sia tutto salottiero, più legato alla superbia e, soprattutto, offende l’intelligenza di chi ne fa uso snobistico.
Cordialmente,
Giuseppe Bracchi
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