
Nel mondo, milioni di animali soffrono per il nostro cibo, la nostra moda, la nostra bellezza e il nostro divertimento.
Chiusi in piccole, gabbie di ferro in allevamenti intensivi o catturati da dolorose trappole metalliche nel loro ambiente naturale, le loro pellicce diventano frivoli portachiavi o applicazioni su cappotti e cappelli.
L'aspettativa di vita di un animale allevato in modo intensivo per la pelliccia è di soli 8 mesi. L'industria della pelliccia – e della pelle – inoltre sono industrie molto inquinanti. Fortunatamente il settore della moda ha acquisito negli anni sempre più maggiore consapevolezza sviluppando alcune alternative cruelty-free che stanno diventando sempre più popolari grazie anche ai consumatori etici.
Oltre ad essere estremamente crudeli, gli allevamenti di animali da pelliccia sono un potenziale rischio per la salute umana. Migliaia di visoni rinchiusi in gabbie piccole e sporche, in condizioni di stress, costituiscono la ricetta ideale per lo sviluppo e la diffusione di malattie infettive. Ad oggi, il virus di Covid-19 è stato riscontrato nel visone in 289 allevamenti in Danimarca, 70 nei Paesi Bassi, 13 in Svezia, 12 in Grecia, 1 in Spagna, 1 in Italia, 1 in Francia, 1 in Lituania e un numero ancora indefinito in Polonia.
Il SARS-CoV-2 è stato rilevato anche in 16 allevamenti negli Stati Uniti e in uno in Canada. In alcuni paesi ciò ha portato all’abbattimento preventivo di milioni di animali per ridurre ed evitare una possibile diffusione.
L’unico provvedimento utile e necessario per tutelare gli animali e la salute pubblica è però il definitivo divieto d’allevamento e commercio di animali da pelliccia, come hanno già fatto moltissimi Stati Membri dell'UE come l'Austria, la Repubblica Ceca, la Croazia, la Slovenia, i Paesi Bassi, il Lussemburgo, la Slovacchia e il Belgio.
Insieme possiamo muoverci verso un futuro più sicuro e senza pellicce.
Grazie per essere al nostro fianco
Con affetto,
HSI/Europe
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