Viterbo CRONACA la guerra è nemica dell'umanità; le armi servono ad uccidere gli esseri umani

Giuseppe Sini
Egregio Presidente della Repubblica, il Governo italiano ha annunciato l'intenzione di inviare armi a milizie guerrigliere che operano nell'area tra Iraq e Siria, con il dichiarato intento di porre un argine ad altre milizie guerrigliere a suo tempo e lungamente sostenute in vario modo dagli alleati dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti d'America (e di cui l'Italia era e continua ad essere scelleratamente parte), ed il cui attuale sanguinario, terroristico, crescente potere è diretta conseguenza sia di quel criminale sostegno, sia della destrutturazione statuale dell'Iraq provocata dalla guerra illegale e criminale contro quel paese condotta dai medesimi Stati Uniti d'America, sia della guerra civile (e del conseguente smembramento territoriale de facto) in corso in Siria che gli Stati Uniti d'America hanno massicciamente fomentato e sostenuto.
I sanguinari assassini che gli Usa ed i loro alleati pensavano di poter utilizzare come sicari ora minacciano gli interessi dei loro stessi creatori e mentori, cosicché gli Usa ora avviano una ulteriore escalation bellica in un'area già fin troppo martoriata, riservando a sé i bombardamenti dall'alto attraverso i raid aerei ed alle milizie locali di volta in volta utilizzabili la carneficina a terra, sempre condannando le popolazioni locali a subire stragi, devastazioni ed ogni sorta di orrori.
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Questa è l'atroce verità, signor Presidente della Repubblica: la guerra è nemica dell'umanità; le armi servono ad uccidere gli esseri umani.
Più armi significa sempre e solo più uccisioni.
A follia si aggiunge follia, a crimine crimine.
La decisione del Governo italiano di inviare armi a milizie irregolari in quell'area è un crimine ed una follia: provocherà nuove stragi e nuove distruzioni, ed è parte dell'escalation bellica voluta dai primi responsabili di quel colossale disastro umanitario non sazi di sangue.
Quello che occorre, in Iraq come in Siria, è promuovere pace, disarmo e rispetto dei diritti umani:
- in primo luogo facendo intervenire adeguate forze d'interposizione dell'Onu;
- recando massicci aiuti umanitari a tutte le vittime superstiti;
- privando l'Isis dei rifornimenti esterni, delle complicità internazionali, delle relazioni d'affari di cui gode (la cosa più urgente a tal fine è concertare un'azione internazionale antimafia che impedisca a quel gruppo terrorista ogni transazione finanziaria, lo privi delle forniture di armi e munizioni che garantiscono il rinnovarsi del suo arsenale, renda impossibile l'ulteriore reclutamento);
- ed infine e soprattutto ripristinando la legalità e la civile convivenza con operazioni non di guerra ma di polizia, operazioni che non possono essere dirette o condotte dagli stessi responsabili sia della guerra e delle distruzioni, sia della creazione e dell'alimentazione dei gruppi armati terroristi a suo tempo spacciati per "combattenti per la libertà" e poi rivelatisi - come era ovvio - criminali fascisti.
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Egregio Presidente della Repubblica,
voglia essere garante della legalità; voglia essere difensore della Costituzione della Repubblica Italiana.
Dissuada il Governo italiano dal commettere questo crimine, questa follia.
Persuada il Governo italiano ad impegnarsi per la pace, il disarmo, il soccorso umanitario a tutte le vittime, l'invio urgente e indispensabile di ingenti e adeguate forze d'interposizione dell'Onu.
Neghi il suo consenso ad altre uccisioni, ad altre stragi.
Difenda il diritto di ogni essere umano a non essere ucciso.
Distinti saluti,
Peppe Sini
responsabile del "Centro di ricerca
per la pace e i diritti umani"
