
Non siamo qui a parlare di politica, ma come Associazione che ha come proprio scopo il benessere degli animali ci sentiamo di ringraziare la Sindaca Raggi, che ha emanato un’ordinanza per togliere la custodia dei gatti ad una Signora romana di sessant’anni, sofferente di disposofobia, la sindrome da accumulatrice seriale, definita da molti del quartiere come “strega dei gatti“ o addirittura “killer dei gatti”.
La Signora in questione teneva tantissimi gatti nel suo appartamento pieno di immondizia, in condizioni assolutamente antigieniche, come ha verificato la Polizia locale ritrovando addirittura cadaveri mummificati di gatti.
L’ordinanza sancisce “ il divieto di detenzione nella propria abitazione di gatti od altri animali domestici “ e “ l’allontanamento degli animali domestici presenti nell’appartamento e la sistemazione degli stessi presso un luogo idoneo alternativo, a cura del servizio veterinario.”.
Il caso della signora di Roma purtroppo è l’ultimo di una serie di casi analoghi, che coinvolgono sia i cani che i gatti. Di solito i soggetti disturbati sono donne, che conducono una vita solitaria, che spesso hanno subito la perdita di una relazione stabilizzante come la morte di una persona cara o la perdita del lavoro: la compagnia di un animale domestico fornisce loro il supporto emotivo che non hanno in altro modo e la possibilità di avere il controllo su di un altro essere vivente.
Oggi questo comportamento è stato riconosciuto come un disturbo della personalità, detto “Animal Hoarding “, “disturbo di accumulo di animali”, che rientra nella disposofobia ( sindrome ossessiva compulsiva) : invece di accumulare scarpe e borse si accumulano animali.
Il soggetto disturbato infatti raccoglie un numero elevato di animali, che non è in grado di mantenere né di curare ( per cui spesso gli animali muoiono di stenti) , ma non accetta aiuti esterni né tantomeno ingerenze e soprattutto c’è la negazione del disturbo. La causa di questa patologia viene riportata a traumi pregressi dovuti ad abusi nonché alla mancanza di supporto da parte della propria famiglia in età infantile od adolescenziale.
Ma, al di là dell’umana pena per la persona affetta da disturbi comportamentali, che impedisce al soggetto di avere dei rapporti sociali sani e soddisfacenti, non dobbiamo dimenticare che la stessa ,oltre a farsi del male, sta commettendo il reato di maltrattamento di animali, sanzionato dal codice penale:
Art. 544-ter del codice penale “ chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche” è punito con la reclusione da 3 a 18 mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro.
Quindi, se pensate di trovarvi di fronte ad un soggetto “Animal Hoarding“, non pensateci due volte e fatelo subito sapere : alla Polizia locale, all’ASL, a noi di ENPA od a qualsiasi altra Associazione animalista. Ma fatelo, per favore.
ENPA SEZIONE DI VITERBO
