Paolo D'Arpini 

Alcuni giorni addietro, avendo appreso della decisione di Zingaretti di dimettersi da segretario del PD, sono rimasto esterrefatto ed incredulo.

Essendo io iscritto al PD, da parecchi anni, ed avendo a suo tempo sofferto per l'ascesa  del "rottamatore", renzie, ed avendo tentato il possibile all'interno del PD per  favorire un ritorno ad una politica di sinistra, fui uno di coloro che videro con favore l'ascesa di Zingaretti e la sua elezione a segretario del Partito.

Purtroppo l'idillio è  stato alquanto breve, ben presto mi resi conto che,  con  il suo atteggiamento  gattopardiano, anch'egli proseguiva nel percorso   di allontanamento dagli ideali  che avevano contraddistinto la vera  "sinistra". Il PD ormai non può più considerarsi l'erede del glorioso Partito Comunista, al massimo, e solo parzialmente,  arriva a rappresentare una maschera socialdemocratica centrista.

Comunque avevo approvato (come un male minore)  l'alleanza con il M5S e la formazione del governo Conte in cui, a parte le evidenti incapacità e cantonate prese da alcuni ministri,  si tentava almeno di mantenersi su posizioni che non andavano troppo contro il  volere "popolare". 

All'improvviso, come un fulmine a ciel sereno, giunse la notizia dell'abbandono  da parte di Zingaretti, ma ciò avveniva solo   dopo la formazione del "governissimo" di Draghi (che univa in un abbraccio mortale il PD ed  il M5S  al Berlusconi ed al Salvini). La nascita del "governissimo" fu per me  uno schiaffo morale al quale non posso porgere l'altra guancia e perciò  ho definitivamente smesso di considerarmi un appartenente al PD. Ciò non toglie che non riesco ancora a comprendere le motivazioni  dell'abbandono di Zingaretti. Ed  anche la mia compagna Caterina spesso mi chiede "ma tu lo sai perché Zingaretti si è dimesso?" e cosa potevo risponderle?  

Nessuna delucidazione chiara mi veniva dai comunicati del PD  ed anche dai "compagni" di sezione e del Provinciale e del Regionale  non giungevano risposte  ma solo ambigui appelli al "restare uniti", mentre si facevano già i primi nomi di ipotetici successori. Le misteriose dimissioni di Zingaretti assomigliano tantissimo alle dimissioni di Ratzinger,  avvenute senza un vero motivo, semplice "stanchezza"...?  

Post Scriptum -  Ebbene oggi ho ricevuto una lettera, che potete leggere al link sotto segnalato, di una analista, Michele Rallo, che non è certo vicino alle mie posizioni politiche ma che almeno cerca di essere obiettivo per quanto riguarda la vicenda trattata.   

Continua con intervento di Michele Rallo: https://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2021/03/povero-zingaretti-nicola-sfortunato-era.html