Malala Yousafzai

Mariella Zadro

“Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo. L’istruzione è l’unica soluzione. L’istruzione è la prima cosa” .

Con queste parole a soli sedici anni, la giovane Malala Yousafzai, proclamò questa frase alle Nazioni Unite, dopo aver superato un periodo terribile della sua vita.

La cronaca ci racconta che era il 9 ottobre del 2012 nella Valle dello Swat in Pakistan, Malala tornava da scuola su un vecchissimo bus con le sue amiche, quando, viene colpita gravemente alla testa, da uno sconosciuto, solo perché fin da piccolissima ha espresso il suo desiderio di imparare a leggere e studiare.

La ragazza, non muore, guarisce e nel 2014 riceve il Nobel per la Pace come simbolo universale delle donne che combattono per il diritto all’educazione femminile non solo in Pakistan, ma anche in Nigeria ed in Siria.

Approda ad Oxford dove si laurea in Filosofia, Politica ed Economia e attraverso il libro “Io sono Malala” ha voluto raccontare al mondo la sua battaglia, per la libertà; un inno per sostenere l’istruzione, in particolare, delle donne.  

Le Nazioni Unite, per richiamare l’attenzione su questa problematica, ha proclamato il 10 novembre come “Giornata di Malala e l’Unesco e lo stato del Pakistan hanno costituito un fondo per l’istruzione considerando che nel mondo ci sono 61milioni di bambini che non possono frequentare una scuola. 

L’istruzione consente lo sviluppo della persona nella sua completezza, nel rispetto dei diritti umani. Ti permette di conquistare una capacità di comprendere, di prendere decisioni nella propria libertà di azione.