
Dott. Giuseppe Di Prima
Le parti intime femminili sono spesso oggetto di problematiche legate ad aggressioni da parte di batteri, virus, miceti e parassiti. Fra queste, la patologia più diffusa è la candida.
La vaginite micotica, è una malattia provocata da un fungo appartenente al genere Candida. Esistono due tipi di Candida responsabili di infezioni vaginali: la Candida albicans, molto più frequente e la Candida glabrata. L'infezione da miceti può essere difficile da diagnosticare, anche per un bravo ginecologo; l'importante è tener presente anche il quadro sintomatologico generale che accompagna in misura differente l'infezione vaginale. Se la flogosi vulvo-vaginale risulta resistente ad un primo trattamento, sia esso locale o sistemico, con ogni probabilità si è di fronte ad una infezione da Candida.
La localizzazione vaginale può essere considerata una "residenza momentanea", così come la localizzazione cutanea (presenza di macchie fungine), oppure il Mughetto nella cavità buccale. Normalmente la Candida Albicans accompagna la vita dell'individuo sano, cioè è un saprofita,e vive anche nell'ambiente vaginale. In realtà, la "vera residenza" della Candida è la mucosa dell'intestino tenue, e normalmente non causa problemi perché è mantenuto a concentrazioni basse dal sistema immunitario e dai batteri “amici”; ma se gli viene permesso di proliferare può diventare molto fastidioso. Questo miceto infatti si accresce considerevolmente, da monocellulare a pluricellulare causando notevoli problemi per la salute del soggetto in questione.
In particolar modo questo si evidenzia dopo una terapia antibiotica, o cortisonica, nel diabete, durante l'assunzione di un contraccettivo orale, o di farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale (tranquillanti, ansiolitici, sonniferi), o ancora se si fa uso di farmaci antiulcerosi (cimetidina, antiacidi), o anche in gravidanza. A livello genitale femminile una eccessiva proliferazione di candida si può manifestare con perdite bianche, che a volte possono assumere l'aspetto di ricotta o simil-caseoso, bruciori costanti o dopo aver urinato, arrossamenti della regione stessa. .
La relazione tra candida vaginale e candidosi intestinale è oramai un fatto acquisito ed accertato. Il New England Journal of Medicine riporta che la vaginal candidiasis viene collegata alla presenza di candidiasis intestinale.
La candida è insidiosa perché penetrando nelle pareti intestinali, danneggia la capacità di assorbire vitamine, minerali, aminoacidi e acidi grassi, portando a deficienze nutrizionali.
Ma cosa sbilancia la flora intestinale? La prima causa è la dieta. Cosa piace mangiare ai batteri “buoni”? Preferiscono cibi ricchi di fibre, verdure, grano integrale, legumi. La candida e altri microbi dannosi preferiscono carboidrati semplici, dolci, prodotti a base di farina raffinata, biscotti, pane bianco, pasta, e bevande zuccherate. Con questi alimenti la candida si nutre e si riproduce.
Anche gli antibiotici, uccidendo i batteri “amici”, favoriscono il proliferare della candida.
Una valida e definitiva terapia per debellare questa fastidiosa micosi è stata messa a punto da un noto ricercatore ginecologo di Roma che, per optare sui principi attivi di origine naturale, ha chiesto la collaborazione del sottoscritto.
Dopo lunghi studi tecnici e sperimentazioni, l’albero del tè australiano ci ha risolto il problema senza più recidive, utilizzando anche la somministrazione orale di una particolare forma farmaceutica dell’olio che era stato finora utilizzato soltanto per uso locale.
