Prof. Giuseppe Occhini 

     Già in un’altra occasione scrissi che il complottismo è in molti casi un criterio erroneo d’interpretazione della storia del passato e degli accadimenti politici attuali in quanto  fa ricorso troppo frequente ad un presunto susseguirsi di complotti. Ma cosa dobbiamo intendere per complotto?

Il tramare, il congiurare, il progettare segretamente per poi dar seguito ad  azioni illegali o criminose a danno di qualcuno, istituzione o persona; ad esempio mettere a punto un piano per assassinare un personaggio scomodo, sia esso un esponente politico, un capo di stato, un generale, uno scienziato, un imprenditore, un capo religioso ecc. Oppure finanziare ed armare gruppi terroristici  di uno stato per rovesciare forzosamente il suo governo. Si tratta in ogni caso di un’attività riprovevole, contraria alle norme di ogni diritto e che fa ricorso assai spesso all’uso della violenza e della menzogna. Complottismo è pertanto spiegare determinati avvenimenti come conseguenza di complotti quando complotti non ce ne sono stati.

     Ciò premesso, sarebbe però fuorviante e contro ogni evidenza rifiutare in maniera assoluta l’esistenza dei complotti, ovvero attribuirli solo a quelli che (spesso senza fondato motivo) riteniamo nostri nemici e responsabili di ogni nefandezza, mentre neghiamo sistematicamente che essi appartengano anche al nostro operato e a quello di chi  (spesso senza fondato motivo) dichiariamo nostri amici.

     Sin dall’antichità abbiamo casi clamorosi di complotti; chi non ricorda la congiura di Catilina? E complotti furono anche l’uccisione di Cesare e  di Cicerone e  successivamente tante uccisioni di imperatori romani. Si potrebbe continuare ad elencare fatti del Medio Evo e del Rinascimento, ma per non essere troppo prolissi saltiamo all’età contemporanea. Possiamo cominciare con l’assassinio del presidente americano Abramo Lincoln nel 1865 da parte di proprietari terrieri del sud ritenutisi danneggiati dalla proclamazione della libertà degli schiavi, per arrivare, dopo una serie di uccisioni di altri presidenti di questa singolare democrazia, all’assassinio  del presidente Kennedi e di suo fratello Robert. Passando all’Europa possiamo ricordare il complotto che portò in Austria nel 1934 all’assassinio di Dollfuẞ a seguito di losche trame tra nazisti tedeschi e filonazisti austriaci determinati a realizzare l’anschluss, cioè l’annessione dell’Austria alla Germania. Si potrebbero aggiungere i complotti con conseguenti attentati falliti (almeno sei) organizzati da gruppi di fuoriusciti antifascisti residenti in Francia per eliminare Mussolini negli anni compresi fra il 1920 ed il 1932; questa inclusione troverebbe però motivo di critica da parte di eventuali antifascisti contemporanei perché ho inizialmente scritto che un complotto è tale se persegue azioni illegali o criminose mentre nel caso specifico si sarebbe trattato, dal loro punto di vista, di azioni benemerite. Lo stesso discorso vale per il fallito complotto del 20 luglio 1944 attuato da un gruppo di ufficiali tedeschi per eliminare Hitler.

Nel 1952 un complotto di ufficiali egiziani, tra cui il colonnello Nasser,  estromise il re Faruk che trovò asilo in Europa. Analogamente nel 1969, un gruppo di ufficiali libici, tra cui Mu ̔ammar al-Qaddafi,con un complotto da tempo preparato, fecero un colpo di stato contro il re Idris e proclamarono la repubblica. L’uccisione il 20 ottobre 1911 di al-Qaddafi fu il risultato di un altro complotto avendo egli in modo alquanto ambizioso ed arrogante, voluto mettere in atto una politica internazionale libera dal gioco delle grandi potenze. In particolare aveva stretto un’alleanza commerciale che avrebbe dovuto dare una posizione preminente all’Italia e cosa ancora più grave stava tentando di creare con la partecipazione di tutti gli stati africani una moneta alternativa al dollaro. Francia e  Gran Bretagna ritennero che i loro interessi preminenti nell’accaparramento del petrolio libico potessero andare incontro a difficoltà mentre gli USA non potevano accettare la sostituzione del dollaro con una moneta unica africana sia per motivi economici che per una considerazione di prestigio in quanto il Paese egemone, che ha diritto di guidare l’ordine mondiale, non può consentire a nessuno che si ignorino le sue prerogative.

Pertanto i suddetti stati si accordarono per eliminare una volta per tutte chi riteneva di non doversi curare dei potenti del pianeta e, secondo una logica già in altre occasioni utilizzata, decisero di eliminare il personaggio scomodo. La tecnica è stata la solita da una decina di anni: in linea di massima non esiste uno stato dove non esista per  motivi  disparati un’opposizione più o meno consistente contro il  governo; pertanto si fa leva su queste opposizioni finanziandole, corrompendone i capi, eccitandone lo spirito di rivalsa, per provocare proteste di piazza che  creano problemi di ordine pubblico che il governo non può ignorare. Si passa poi alla fase della protesta armata e la polizia è costretta a sparare. Coloro che hanno ordito il complotto hanno nel frattempo preparato con la propaganda l’opinione pubblica internazionale prospettando la necessità d’intervento armato per motivi umanitari, perché quel governo, quel dittatore, quel tiranno, quel macellaio sta massacrando il suo popolo. Nel caso della Libia , dove non si poteva chiamare in causa lo stato di povertà della popolazione che godeva di un discreto benessere ed un reddito pro capite fra i più alti dell’Africa si fece ricorso all’antica contrapposizione fra Tripolitania e Cirenaica ed alle invidie verso le tribù più vicine al Ra ̓ is. Per rendere sicura la sconfitta di al-Qaddafi e garantirsi la sua eliminazione fisica, Francia,Gran Bretagna ed USA intervennero, come è noto militarmente, costringendo l’Italia a partecipare, allo scopo di dimostrare che chi fa una politica estera fatiscente ed accetta il ruolo di stato a sovranità limitata non deve prendere iniziative. 

   Le cosiddette primavere arabe, poco credibilmente spacciate come irrefrenabile esigenza di democrazia, furono progettate dagli USA diversi anni prima del loro verificarsi. Il nuovo disegno imperialistico necessitava infatti che si passasse da stati amici, ma con una loro notevole autonomia, a stati a pieno controllo con governi di stretta osservanza filoamericana, operando se necessario con atti di forza alla eliminazione dei governi irriducibili, come si era già fatto con Saddam Hussein. Questo progetto di sovvertire totalmente la situazione politica degli stati arabi del Mediterraneo del sud e del medio oriente ha trovato riscontri anche  nelle interviste e nelle dichiarazioni di personaggi appartenuti alle vecchie amministrazioni USA; non si tratta quindi di elucubrazioni di terrapiattisti, di raeliani, di veteromarxisti o di nazisti.

   Una parte del maxicomplotto a cui aderirono Francia, Inghilterra, Turchia, Arabia Saudita, Emirati, Israele e Qatar ha riguardato  la Siria.  La setta fondamentalista dei Fratelli Musulmani già dal 1979 aveva tentato di organizzare rivolte; nel 1979 ad Aleppo uccisero 32 cadetti alauiti e nel 1980 organizzarono ad Hama un’insurrezione che fu duramente repressa dall’esercito. Il tutto con l’appoggio della CIA e la complicità delle ambasciate di Francia, Inghilterra ed USA. Gli stessi Fratelli Musulmani sono attualmente una delle componenti importanti  dell’opposizione ad Asad; cosa vogliono i Fratelli Musulmani di Siria presentati attualmente all’opinione pubblica occidentale come “oppositori democratici”? In primo luogo vogliono estromettere tutti gli Alauiti (che è il gruppo religioso a cui appartiene Asad) dai posti del potere politico, dalla pubblica amministrazione, dall’esercito, dalle università, ed istaurare un proprio metodo di governo. In secondo luogo vogliono un sistema costituzionale fondato sulla legge islamica cioè sulla sharī ̒a, ovviamete interpretata ed attuata secondo una concezione fondamentalista. In pratica: poligamia, velo obbligatorio per le donne, possibilità di ripudio, separazione dei sessi dalle scuole elementari all’università e negli uffici pubblici e soprattutto limitazioni alla libertà religiosa dei non musulmani, in particolare dei cristiani. In definitiva cittadini possono essere solo i musulmani; gli altri sono ospiti temporanei o sudditi. Quanto poco abbiano costoro a che spartire con la democrazia  è evidente ma agli ignari Europei  sono stati presentati come oppositori democratici che lottano per la libertà contro il macellaio di Damasco. 

   Concludendo, ho elencato alcuni dei casi di complotto più evidenti che dimostrano che se è necessario essere prudenti nell’individuare fatti che possono essere classificati come complotti, ciò non ostante essi non sono una rarità ma acquistano sempre più importanza nella prassi politica contemporanea, soprattutto degli stati occidentali.