Il Consiglio dell’Ordine dei Medici C.e O. di Viterbo, sentita la relazione della dottoressa A. Litta,

Referente
dell’Ordine per le iniziative Ambiente-Salute, ha deliberato unanimemente quanto appresso:
" L’Ordine dei medici di Viterbo esprime ferma contrarietà
all’individuazione nella provincia di Viterbo di siti per lo stoccaggio di
depositi di scorie radioattive a bassa, media ed alta intensità
L’Ordine dei medici - chirurghi ed odontoiatri di Viterbo, anche secondo
quanto stabilito dall’articolo 5 “Promozione della salute, ambiente e salute
globale”del nuovo codice di deontologia medica
(https://www.ordinemediciviterbo.it/ordine/deontologia-e-normativa/il-codice-deontologico.html),
fa presente che proprio per tutelare l’ambiente e
quindi la salute dei cittadini residenti, il territorio della provincia di
Viterbo, non può ospitare depositi di scorie radioattive perché sono già
presenti in esso gravi problematiche ambientali che inevitabilmente hanno
avuto ed hanno conseguenze sul benessere psico-fisico delle persone e
sull’assetto economico-sociale.
Queste gravi situazioni ambientali sono da mettere fondamentalmente in
relazione:
• alla naturale radioattività del suolo per la presenza del gas
Radon, elemento cancerogeno certo di classe I, secondo l’Agenzia
internazionale di Ricerca sul cancro- Iarc (International Agency for
Research on Cancer ), la cui esposizione è correlata al tumore del polmone;
• alla presenza nelle acque ad uso potabile di Arsenico, altro
elemento tossico e cancerogeno di classe I, sempre secondo sempre l’Agenzia
internazionale di Ricerca sul cancro- Iarc;
• all’utilizzo di pesticidi e delle loro miscele in grande
quantitativo - anch’esse sostanze tossiche e cancerogene- utilizzate in aree
sempre più vaste del territorio viterbese soprattutto nella monocoltura del
nocciolo;
• alla qualità dell’aria compromessa, dal trasporto su gomma, dalla
prossimità della centrale elettrica di Civitavecchia e da quella di Montalto
di Castro i cui fumi nocivi arrivano anche nel viterbese, e degli altri
impianti di produzione energetica da fonti non veramente rinnovabili che
emettono nell’aria gas e sostanze nocive;
Nel Rapporto 2019 “ I tumori in Provincia di Viterbo” è segnalato che nel
corso del quinquennio 2010-2014, in provincia di Viterbo sono stati
diagnosticati 10.098 nuovi casi di tumore tra i circa 320 mila residenti e
il numero di casi medio per anno è risultato di poco superiore ai 2.000 casi
ovvero tra le cinque e le sei persone nella nostra provincia muoiono ogni
giorno a causa di un patologia oncologica e sempre nella nostra provincia,
1 uomo ogni 3 ed 1 donna ogni 4andranno incontro nel corso della loro vita
ad una diagnosi di tumore maligno.
L’Associazione Italiana Registri Tumori - AIRTUM ( www.registri-tumori.it )
indica in 180mila, con un incremento del 3%, le morti per cancro avvenute in
Italia nel corso del 2020, oltre il doppio di quelle dovute alla pandemia da
Covid19.
Documenti dell’Organizzazione mondiale della Sanità-Oms, come ormai decenni
di studi e ricerche scientifiche, tra cui il noto e rilevante studio
italiano Sentieri-Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli
Insediamenti Esposti a Rischio di Inquinamento- , mostrano come il rischio
di sviluppare il cancro sia legato strettamente all’esposizione a fonti di
inquinamento ambientale che contaminano aria, acqua, suoli e cibo.
Inoltre, diversi studi di letteratura suggeriscono ormai come l’ inquinamento ambientale sia correlato allo
sviluppo anche di altre malattie croniche di notevole rilevanza epidemiologica e clinica, quali malattie
cardiovascolari, diabete di tipo II, tireopatie, patologie neurodegenerative, disturbi comportamentali e
dello spettro autistico nei bambini, malattie allergiche, autoimmuni ed infiammatorie croniche.
Nei nostri territori quindi la prevenzione del cancro ma anche delle altre
malattie croniche sopracitate può e deve essere raggiunta anche:
• incentivando, negli edifici pubblici e privati, le misurazioni del
gas Radon con successivi interventi per la sua dispersione e la ricerca di
radioattività nelle acque ad uso potabile, proprio in relazione alle
caratteristiche geologiche dei nostri territori;
• garantendo acque potabili e salubri alle popolazione, nella
fattispecie acque con valori di arsenico- nei limiti di legge e
possibilmente prossime al valore zero e prive di altri contaminanti;
• tutelando le tutte le risorse idriche;
• riducendo nettamente l’utilizzo dei pesticidi e fertilizzanti
naturali ed evitando l’esposizione a queste sostanze delle persone, in
particolare dei bambini e delle donne in gravidanza ai pesticidi:
• attraverso interventi di miglioramento della qualità dell’aria.
Per quanto sopra esposto, in ossequio a quanto previsto dall’articolo 32
della nostra Costituzione, dal Principio di precauzione e dai dettami della
medicina in materia di prevenzione, che indicano nella riduzione alle
esposizioni nocive e nella tutela dell’ambiente le fondamentali condizioni
per garantire la salute delle popolazioni, l’Ordine dei medici di Viterbo
esprime ferma contrarietà all’individuazione nel territorio provinciale di
siti per lo stoccaggio di depositi di scorie radioattive a bassa, media ed
alta intensità."

IL PRESIDENTE
Dott. Antonio Maria Lanzetti

 

Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Viterbo
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