Andrea Stefano Marini Balestra

Infatti, l’amico Francesco, sempre molto attento e puntuale, pur definendomi di parte, comprende le motivazioni che scrissi giorni fa.

Quando ebbi ad affermare che l’avv. Conte pretese andare avanti con il governo escludendo il centro-destra, certo non era perché non sapessi che la nostra costituzione preveda che la vita di un governo derivi da una maggioranza parlamentare, ma solo osservavo “politicamente” che, medio tempore, la situazione delle intenzioni di voto del popolo appaiono profondamente diverse da quelle delle elezioni del 4 Marzo 2018.

Certamente i sondaggi, che peraltro appaiono spesso di parte per le differenze tra essi, non sono elementi per sostituire i dettami della Costituzione, però, faccio osservare che il vento di centrodestra è spirato forte nelle ultime regionali ed in tutte le  tornate amministrative.

Un presidente del Consiglio, a mio modesto parere, se veramente politico, oltre ai conteggi in parlamento per la sua maggioranza, deve fiutare il vento come ogni buon velista. 

Non importa da dove spira il vento, importante è saperne la direzione, quindi tenerne conto.

Quindi, la mia critica, assolutamente non di parte, all’Avv. Conte era solo riferita alla sua debolezza di non aver compreso che il centro-destra, sondaggi si, sondaggi no, è una forza elettorale prossima ventura, quindi, non era il caso metterla in cantina, ma da subito coinvolgerla anche per disinnescare le pulsioni populiste ed antieuropee qualche volta manifestate da alcuni. 

L’avv. Conte, invece, si è arroccato solo sul “presente” ed è caduto. 

Non poteva essere altrimenti. 

Se avesse avuto il coraggio di aprire ad altre forze di opposizione, solo con un rimpasto al quale si è sempre opposto, oggi era ancora al suo posto ed evitato la sospensione dell’attività parlamentare per almeno un mese, come poi, ahimè, avvenuto.

Adesso il governo che si presenta a guida Prof. Draghi contiene anche il centro-destra in se. Qualcuno bofonchia, ma un risultato è stato subito ottenuto: rinuncia della Lega all’antieuropeismo, moderazione dei toni, voglia di far politica condivisa. 

Vi pare poco?

Quindi, caro Francesco, d’accordo che “fatti voglionsi e non sondaggi”, ma questi, tanto amati da tutti i leader, hanno un peso, maggiormente poi se confermati da elezioni regionali ed amministrative recenti.

Il vento gira, nessuno di noi può modificarlo, ma solo saperlo sfruttare.

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L'articolo di Francesco Mattioli

L’amico avv. Marini Balestra e il suo punto di vista sulla politica parlamentare... di parte, ma comprensibile