Andrea Stefano Marini Balestra

Sembra possibile. 

Infatti, dopo che il consiglio comunale di Civitavecchia ha deliberato l’abbandono della Città dal territorio metropolitano di Roma così dando inizio alle complesse procedure che comporteranno che la cittadina portuale entri a far parte della Provincia di Viterbo ad essa geograficamente e culturalmente vicina.

E’ ormai lontana oltre 90anni la disputa che contrappose Civitavecchia e Viterbo all’epoca che si crearono le province italiane (anno 1927).

Civitavecchia voleva la sua incorporando il territorio viterbese con il suo capoluogo, ma quest’ultimo rispose no. 

I viterbesi che vantavano che la loro Città era da sempre un capoluogo fino alla fine dello Stato pontificio (Patrimonio di s.Pietro), non volevano quindi abdicare in nulla. Malissimo restarono dopo il 1870 allorché divennero un centro della provincia di Roma.

Non fu istituita la provincia di Civitavecchia, ma il suo territorio inserito in Provincia di Roma, ma non in quello di Viterbo. 

Si creò un'azzardata delimitazione territoriale pose 80 km. tra Roma ed il centro portuale, quindi una divisione amministrativa di un territorio comune per storia e tradizione. 

I Civitavecchiesi si consolarono di applicando sulle targhe delle loro auto “Roma” ed i viterbesi “VT”. Niente “CV” come speravano.

Ma adesso ?

La città di Civitavecchia, che sognava una trentina di anni fa divenire provincia autonoma, è invece classificata per recenti leggi nazionali e regionali parte della Città Metropolitana di Roma, quindi una specie di sua frazione o circoscrizione.

Certamente uno sfregio per oltre 50.000 attivi abitanti e per un centro portuale all’avanguardia europea del trasporto marittimo passeggeri ed anche sempre più merci.

I cittadini civitavecchiesi, stanchi di recarsi a Roma per le incombenze burocratiche di ogni giorno (infatti, soltanto un Tribunale ed un Commissariato e qualche decentrato ufficio esiste a Civitavecchia), hanno volto gli occhi a Viterbo che dista 60 chilometri da loro che, anche a superstrada per Orte con completata, consente rapido accesso.

Ma che succederà poi?

Di certo, perché, non sarà politicamente corretto conservare per il nuovo territorio provinciale la dizione “Provincia di Viterbo” che indica la sola città Viterbo e nemmeno reintitolare “Civitavecchia-Viterbo” per complessità linguistica, nascerà la nuova dicitura “Etruria”.

E sì. E’ anche la storia che si riprende qualcosa che mancava.

Il territorio dell’Etruria meridionale si può considerare anche dal punto di vista storico un unicum territoriale, perché, partendo dalle spiagge del Tirreno dove esistette un porto etrusco e colà nacque un centro dapprima indicato dai romani Centum cellae, infine Civitavecchia, si estende all’interno comprendendo l’intero attuale territorio provinciale viterbese, di cui tutte le popolazioni hanno identica discendenza, cultura ed anche dialetto.

Ben venga Civitavecchia a formare la nuova provincia nel Lazio nord insieme a Viterbo, Tuscania, Montefiascone, Bolsena e tutti i restanti 56 comuni dell’attuale provincia di Viterbo.

E’ la storia che la reclama. 

Allora, noi viterbesi diremo addio alla sigla “VT” per assumere forse quella di “ET”. Sarà però più corretto.