È il 20 gennaio 2020. Devo fare chimica organica, per l’ennesima volta.
Chiedo alla mia coinquilina di farmi compagnia a Viterbo, visto che avevamo deciso di fare la sessione ognuna a casa propria.
Ho l’ansia, è la terza volta che faccio questo esame, mi voglio sbrigare, devo fare altri esami, mi voglio laureare e iniziare una vita diversa.
Poco prima di un esame scelgo di non vedere il mio ragazzo che sta a Roma per non distrarmi. Faccio l’esame e va alla grande, 10 minuti e sto fuori. Ormai nemmeno la professoressa riesce più a vedermi, e ha ragione.
C’è il sole è una bella giornata e io mi sento la ragazza più felice del mondo. Addio chimica, almeno per ora. Vado avanti e a Febbraio faccio un altro esame, Economia, anche questo fila liscio. Grazie a dio.
Ecco che ricomincia il semestre, si torna in classe, si torna a Viterbo con la dispensa di una settimana e vestiti più leggeri.
Ma si respira un’aria diversa. Un sospetto che qualcosa stava cambiando.
Ancora non lo sapevamo ma la nostra vita stava cambiando, forse non per sempre ma stava cambiando. Facciamo in tempo a fare una lezione frontale, a conoscere il nostro professore che eccoci qua
<Chiudiamo tutte le scuole di qualsiasi livello>...
Va bene dai per due settimane si fa, si fa lezione online, accettabile.
Passano pochi giorni.
<Chiudiamo le regioni, ognuno stia a casa propria. L’Italia è zona rossa>.
Eh si....faccio in tempo a passare un ultimo fine settimana col mio ragazzo a Roma, una settimana dopo si sarebbe laureato, a casa sua, senza di me.
Non mi dilungherò nel dire di aver passato tutti gli stadi del lutto.
Dopo la sua laurea avremmo dovuto fare una vacanza, quando si sarebbe scaldato un po' il tempo, magari ad aprile dopo un mio esame.
Non è andata così. Ci siamo rivisti il 3 giugno.
Beh se devo dirla tutta volevano riunire i “congiunti” da maggio ma se sei di regione diverse ti attacchi allegramente.
Che razza di parola congiunti, ma come tante altre cose è entrato nel lessico comune di questo ultimo anno, insieme a; Covid, Lockdown, Quarantena, “è pregato l’uso della mascherina e di entrare una alla volta”, insomma la solitudine.
Più o meno credo si possa riassumere in questo.
Ci hanno chiesto di essere pazienti, di essere civili, di rispettare le regole. E lo abbiamo fatto, molti di noi lo hanno fatto.
E siamo ancora qui più esauriti, più stanchi, più soli.
Si ci hanno chiesto di stare a casa, lo abbiamo fatto e alla fine abbiamo trovato anche il lato positivo. <infondo ai nostri nonni hanno chiesto di imbracciare le armi e a noi di rinnovare l’abbonamento a netflix> Chi se ne frega di chi sta in 8 in 50 mq, di chi conosce la violenza, di qualunque genere all’interno delle mura domestiche, chi se ne frega dei fidanzati lontani, il fuoco della passione brucia di più con la lontananza...che stupidaggine.
Ma continuiamo ad accettare tutto. Tutto. Abbiamo perso un anno di vita, non abbiamo più tempo ma accettiamo lo stesso tutto.
Allora la morale? Stiamo imparando qualcosa da tutto ciò o sarà vano?
Bene abbiamo imparato ad essere pecoroni, ad avere paura di un ragazzino che non porta la mascherina. Questo Covid, la pandemia non ci ha reso migliori. Guardiamo in faccia la realtà.
Denunciamo i nostri vicini che fanno festa, sgridiamo i vecchi che tengono la mascherina sotto al naso, ci siamo arrabbiati con i ragazzini che hanno fatto le vacanze all’estero.
Lo so è tutto molto noioso così, lo capisco. Ma abbiamo imparato anche altro.
Il tempo corre veloce, e non gli stiamo dietro. Abbiamo pensato che il mondo si fosse fermato qualche mese fa ma non è così, nulla si ferma, forse rallenta ma va avanti.
Abbiamo perso le domeniche in famiglia, le vacanze, gite nelle belle giornate, abbiamo perso gli affetti. Questo tempo non tornerà indietro, non si recupera, non illudiamoci, ma ci dà la forza di non sprecare più tempo. Non sprecarlo con persone con le quali non ci interessa stare, a fare litigate stupide, a non uscire di casa perché il divano è più comodo.
Riprendiamoci la nostra vita pezzetto dopo pezzetto, minuto dopo minuto. Vivere e non sopravvivere.
Ho passato tutte le fasi del lutto, vi farò sapere quando arriverò all’accettazione.
Una lettrice
