Francesco Mattioli, sociologo
Caro Direttore, ho letto un articolo di D’Arpini dove si afferma che Ugo Sposetti era il deus ex machina tra le quinte della Provincia all’epoca della Presidenza Nardini.
Non so se la sua presenza -apparentemente tutoriale secondo D’Arpini - ad una riunione indetta dall’amico assessore Henrici ne sia una prova, ma non mi risulta che Sposetti tirasse le fila politiche dell’Ente. Certo, era fresco senatore e nel partito avrà contato.
Con Sposetti eravamo diventati amici viaggiando spesso assieme da pendolari a Roma, ma mi sorprese quando mi telefonò chiedendomi se volevo fare l’Assessore Provinciale alla Cultura nella Giunta Nardini. Perché è vero che quella Giunta era composta da assessori esterni, che non facevano parte del Consiglio, ma è anche vero che io ero l’unico che non era “organico” ad alcun Partito, sebbene avessi una esplicita preferenza per il centrosinistra (peraltro, la presidenza Nardini iniziò rosso-verde, e solo in seguito per la defezione di Rifondazione divenne di centrosinistra). Fatto sta che per tutta la consiliatura,
Ugo Sposetti con il sottoscritto non si è mai fatto vivo per “dettare” una qualche linea, neppure quando entrai in forte conflitto con l’assessora alla P.I. Fraleone a proposito di certi finanziamenti per attività culturali legati ad obiettivi “anche” formativi. Contribuii così, inconsapevolmente, al crescente conflitto tra PDS e Rifondazione e all’uscita di questi partito dalla maggioranza. Ma non mi fu imputato nulla, e nessuno - neppure il Presidente Nardini e tanto meno Sposetti - mi fece qualche fervorino, propose o impose “regole”.
Quindi, per quel che mi consta, Ugo Sposetti non mi sembra che fosse il tutore della Giunta, come sospetta D’Arpini. Se poi lo è stato per “controllare” i Verdi, occorrerebbe chiedere ad Henrici che, pur essendo un mio caro amico, mai se ne è lamentato con me.
