Bolsena CRONACA Complice il pianoforte de “La Fornacella”

Quando, anche per caso, si incontrano due artiste eccezionali, in cui creatività e padronanza tecnica si fondono in modo mirabile, possono scaturire dei veri e propri momenti di grazia.
E’ il caso della serata di ieri al ristorante “La Fornacella” di Bolsena: una serata come le altre, con tanti ospiti, soprattutto italiani e tedeschi e qualche inglese.
Tra questi la pianista londinese Yvonne Behar che frequenta da anni il lago di Bolsena: una musicista di eccezionali doti tecniche ed interpretative oltre che un’insegnante di alto livello, soprattutto nel campo della musica e della cultura di tradizione sefardita.
Complice il pianoforte de “La Fornacella” (che, per inciso, ha anch’esso una sua storia, legata al mitico concerto di Claudio Baglioni all’Olimpico) è avvenuto l’incontro con Simonetta Chiaretti, il soprano bolsenese che, con la versatilità del suo talento, da sempre costituisce un punto di riferimento significativo anche per la cultura musicale del territorio, in cui svolge una generosa attività di animazione di gruppi vocali e di promozione di giovani talenti.
Brani musicali di Giulio Caccini, Giovanni Paisiello, Benedetto Marcello (il cui recitativo Il mio bel foco è diventato l’emblema del concerto) hanno fatto da introduzione a veri e propri santuari del melodramma: da Casta diva (Vincenzo Bellini) a O mio babbino caro (Giacomo Puccini).
Nel “fuori programma” il concerto si è trasformato in una vera e propria jam session lirica nella quale Simonetta Chiaretti non si è davvero risparmiata: la successione di acuti e sovra acuti eseguiti magistralmente ha letteralmente strabiliato il pubblico dei presenti, che ha dedicato all’artista applausi scroscianti.
Qui, nel registro arduo del belcanto, l’intesa tra il virtuosismo pianistico di Yvonne Behar e la duttilità della voce di Simonetta Chiaretti, densa di sfumature, dal timbro pieno e sonoro si è dimostrata perfetta ed ha regalato ai presenti un inaspettato godimento musicale.
Quando si è poi passati al repertorio napoletano (Torna a Surriento e O sole mio) il concerto è diventato una vera performance collettiva, che ha coinvolto tutti gli avventori presenti, in primo luogo un folto gruppo della Compagnia delle lavandaie della Tuscia, il gruppo fondato proprio da Simonetta Chiaretti e che sta riscuotendo un eccezionale successo in tutta Italia ed all’estero.
Susan Mesmer
