Primo Levi
Giornata della Memoria, la scuola che allena a non dimenticare
L’incontro di Juppiter con studenti, presidi e rappresentanti delle istituzioni, verrà trasmesso il 27 gennaio in contemporanea in tre istituti
Ricordare per essere migliori: la Giornata della Memoria non è una pagina di storia da rispolverare ogni 27 gennaio, ma un bagaglio da portare sempre con sé. “Memoria è presente, passato e futuro”, spiegava ai ragazzi della scuola Fantappié Edith Bruck, scrittrice sopravvissuta ai campi di sterminio, in un’intensa chiacchierata online la scorsa primavera, quando l’Italia era chiusa in casa dal Coronavirus.
Gli studenti della terza F dell’istituto viterbese la incontravano per la seconda volta, nell’ambito del progetto “L’avventura ha le ali grandi”, voluto dall’associazione Juppiter, finanziato dal ministero dell’Istruzione e che copre tutto l’anno scolastico. Un percorso più indispensabile che mai, in piena pandemia, per affiancare le scuole nell’educare i ragazzi al digitale e nell’abituarli a riflettere sui grandi temi del nostro tempo, tra i quali la consapevolezza del passato e la capacità di non dimenticare. Un progetto che ha interessato i giovani degli istituti Luigi Fantappié di Viterbo, Fratelli Agosti di Bagnoregio ed Ernesto Monaci di Soriano (plesso di Bomarzo), che per tutto l’anno hanno lavorato sul tema della memoria e sull’importanza di coltivarla, proprio perché certi orrori non devono ripetersi.
Anche quest’anno, nei limiti del Covid, Juppiter ha trovato un modo per celebrare degnamente la Giornata della Memoria. Non si è potuta ripetere l’iniziativa dell’anno scorso: il corteo silenzioso di ragazzi dalla casa di una famiglia deportata al centro di Viterbo. Juppiter, allora, ha raccolto le voci di studenti, dirigenti scolastici, rappresentanti delle istituzioni e ne ha fatto un video, concepito come una vera e propria trasmissione televisiva e intitolato “La scuola che costruisce memoria”: verrà mostrato la mattina del 27 gennaio, in contemporanea in tutte le scuole partecipanti.
Contiene le impressioni dei ragazzi - 4 giovani delle medie, in rappresentanza di ognuno degli istituti coinvolti -, che hanno affrontato il tema con maturità e senza distacco: sanno bene che un mondo migliore dipende anche da loro. “La Giornata della Memoria non dovrebbe essere solo un giorno, dovrebbe essere dentro di noi tutti i giorni, come una preghiera”, hanno detto gli studenti.
Le dirigenti scolastiche Valeria Monacelli (Fantappié), Paola Adami (Agosti) ed Emilia Conti (Monaci) hanno sintetizzato il lungo lavoro impostato con gli alunni: niente numeri e nozioni, ma occasioni per discutere insieme, stimolare la sensibilità, combattere l’indifferenza. La memoria della Shoah è diventata la sfida per lanciare un seme nel presente: quello del rispetto per gli altri, la loro cultura, la loro religione. Se germoglierà nel quotidiano, i ragazzi avranno imparato una lezione che parte da ieri, arriva a oggi e resta attuale domani.
Tra gli “intervistati” anche i sindaci delle città dove hanno sede i tre istituti: Giovanni Arena (Viterbo), Luca Profili (Bagnoregio) e Marco Perniconi (Bomarzo). E poi il comandante provinciale dei carabinieri Andrea Antonazzo e il questore Giancarlo Sant’Elia, che ha ricordato il commissario Giovanni Palatucci e il suo impegno nella difesa degli ebrei dalle deportazioni, prima di essere anche lui internato a Dachau.
“La memoria ci salva - dichiara il presidente dell’associazione Juppiter, Salvatore Regoli -. Senza memoria non siamo nulla. Mai come in questo momento dobbiamo avere cura della memoria e di chi la incarna. Mai come oggi i nostri giovani rappresentano i custodi di un patrimonio umano che non può essere dimenticato”.
Associazione Juppiter
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27 gennaio Giorno della Memoria
In questo ultimo anno, gravato dalla tragica esperienza della pandemia da Covid-19 che ha rivelato tutta la fragilità e precarietà sanitaria, economica e sociale anche del nostro paese, è necessario che la Celebrazione del Giorno della Memoria sia occasione di una profonda ed articolata riflessione sulla necessità di riconoscere che esiste una sola umanità e che ogni discriminazione tra le persone che hanno diversa provenienza, credo religioso, orientamento politico e sessuale, diverse disponibilità economiche deve essere sempre respinta e contrastata se si vuole celebrare nel concreto il Giorno della Memoria.
E’ l’indifferenza, il tacito lasciapassare che uccide e che ha permesso e permette guerre, violenze, soprusi, sfruttamento delle persone e delle risorse del pianeta. E’ l’indifferenza che ha permesso le atrocità inumane di cui facciamo memoria il 27 gennaio di ogni anno ricordando l’abisso più profondo ed oscuro della storia recente raggiunto dal cuore e dalla mente umana.
Per questo la legge 211/2000 ha istituito il 27 gennaio - data della liberazione dei sopravvissuti dal campo di sterminio di Auschwitz - Giorno della Memoria, perché non si dimentichi lo sterminio del popolo ebraico, la deportazione politica e militare, le leggi razziali fascisti , i peggiori crimini commessi da nazisti e fascisti nella seconda guerra mondiale, e perché si ricordino anche quanti ebbero il coraggio di opporsi alle persecuzioni, alla barbarie, allo sterminio degli innocenti.
Richiamare il testo e lo spirito della legge è una necessità vitale e un dovere. Non c'è memoria senza rispetto della storia e la storia ribadisce in primo luogo la tragica unicità della Shoah, dello sterminio razziale, della macchina di morte che ha potuto essere messa in atto non solo per volontà di Hitler e dei suoi criminali collaboratori, ma anche perché schiere innumerevoli di obbedienti esecutori di ordini hanno schedato gli ebrei, li hanno catturati, hanno manovrato i convogli verso i lager mentre altri preferivano girare la testa e non vedere. Le responsabilità non riguardano solo la Germania nazista, ma anche l'Italia fascista.
Il Giorno della Memoria ci deve far riflettere sulla storia dell'Italia di quegli anni e sulle troppe rimozioni che tentano ancora di cancellare dalla memoria collettiva la responsabilità di governi e istituzioni. La monarchia e il regime fascista, con leggi razziali del 1938 volute dal dittatore Mussolini di fatto privarono di ogni diritto gli ebrei e favorirono la loro discriminazione e la successiva deportazione nei campi di sterminio in piena ed efficace collaborazione con i nazisti.
Il Giorno della Memoria ci impone di ricordare tutte le vittime della persecuzione politica e razziale, gli oppositori antifascisti, i partigiani deportati e assassinati, i civili razziati e ridotti in schiavitù, gli zingari e gli omosessuali portati alla morte, i bambini, gli handicappati. Ricordiamo anche i militari italiani assassinati (massacro di Cefalonia) o fatti prigionieri e costretti nei lager ai lavori forzati per aver rifiutato l’adesione alla Repubblica di Salò e la collaborazione con i nazisti.
Razzismo, ingiustizia, diritti umani negati, popoli interi annientati dalle guerre nascoste e dalla fame, dal mancato accesso alle cure e alle vaccinazioni per le malattie infettive e ora anche per il Covid 19, migranti respinti e che muoiono in mare o nei lager, sovvenzionati con i soldi della vecchia e chiusa Europa, sono oggi i nuovi orrori che si consumano sotto i nostri occhi spesso in una indifferenza sempre più diffusa e complice.
Celebrare realmente il Giorno della Memoria significa quindi impegno per la giustizia, la pace, il disarmo nucleare, il rispetto dei Diritti umani per tutti gli esseri umani, la salvaguardia della salute e dell’ambiente.
E’ questo oggi il rinnovato impegno antifascista nel Giorno della Memoria.
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La Priora del Monastero Santa Rita da Cascia sulla Giornata della Memoria
“Scegliamo, con Santa Rita, la strada dell'amore, dell'umiltà, del dialogo e della pace, per salvarci dall’odio che distrugge la vita”
CASCIA (PERUGIA), 26 GENNAIO 2021 - “La memoria è un dovere concreto, che ci parla del passato ma ci chiama ad agire nel presente, per costruire un futuro libero da odio, violenza e indifferenza. Facciamo memoria di ciò che è stato, per lasciare oggi un segno migliore nella storia, marchiata ancora da guerre e discriminazioni che attentano alla vita di tutti”.
Si apre così il pensiero di Suor Maria Rosa Bernardinis, Madre Priora del Monastero Santa Rita da Cascia, per la Giornata della Memoria, che ricorre in tutto il mondo domani 27 gennaio 2021 per le vittime dell'Olocausto. La monaca agostiniana invita a riflettere sul valore della memoria e a scegliere di adoperarsi per il cambiamento.
“Il verbo zachar - prosegue la Madre - che arriva dalla lingua ebraica, ricorre oltre 200 volte nella Bibbia. Il suo significato è sia ricordare che agire. La memoria, infatti, è una forza viva che ci fa scegliere cosa lasciare alla storia di oggi, sulla quale si regge già il domani del mondo.
Le milioni di vite sterminate dal regime nazista solo 80 anni fa, insieme ai tanti conflitti che affliggono il presente, ci dicono che non stiamo andando nella giusta direzione. Non basta condannare il male perché non si ripeta, ma occorre impegnarsi, tutti e ogni giorno, per fare il bene”.
“Santa Rita, che ha vissuto un tempo di vendette, avrebbe potuto girarsi dall'altra parte o peggio arrendersi e dire che la vita era dura per pensare di cambiare il suo mondo e la sua gente. Invece, no, Rita ha scelto di scrivere una storia diversa, illuminata dall'amore di Dio. Quella scelta ha cambiato tante storie, durante oltre cinque secoli e tutt’ora. Al pari - invita la religiosa agostiniana - la nostra scelta può cambiare la nostra vita e la storia dell'umanità, oggi e domani. Scegliamo, con Santa Rita, la strada dell'amore, dell'umiltà, del dialogo e della pace, per salvarci dall’odio che distrugge la vita”.
“Per intercessione di Santa Rita - conclude la Priora - preghiamo il Signore per tutte le vittime di genocidio nel mondo, quelle di ieri e quelle di oggi. Perché milioni di uomini, donne e bambini, anche in questo momento, vengono sterminati, torturati e trattati in modo disumano. Come nei centri per migranti della Libia, che l'alto commissario Onu per i rifugiati ha definito campi di concentramento e dove recentemente una giovane eritrea è stata bastonata in una sala delle torture. Chiediamo con forza a Dio di illuminare la coscienza di tutti noi e soprattutto di quella politica cieca e indifferente, che guarda solo al potere e ne giustifica ogni mezzo. Che il Signore doni a chi deve intervenire la volontà di cessare definitivamente questo inferno in terra”.
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Associazione Nazionale Partigiani d’Italia Comitato Provinciale di Viterbo 27 gennaio, Giorno della Memoria
In questo ultimo anno, gravato dalla tragica esperienza della pandemia da Covid-19 che ha rivelato tutta la fragilità e precarietà sanitaria, economica e sociale anche del nostro paese, è necessario che la Celebrazione del Giorno della Memoria sia occasione di una profonda e articolata riflessione sulla necessità di riconoscere che esiste una sola umanità e che ogni discriminazione tra le persone che hanno diversa provenienza, credo religioso, orientamento politico e sessuale, diverse disponibilità economiche deve essere sempre respinta e contrastata se si vuole celebrare nel concreto il Giorno della Memoria. È l’indifferenza, il tacito lasciapassare che uccide, che ha permesso e permette guerre, violenze, soprusi, sfruttamento delle persone e delle risorse del pianeta. È l’indifferenza che ha permesso le atrocità inumane che ricordiamo il 27 gennaio di ogni anno rievocando l’abisso più profondo della storia recente raggiunto dal cuore e dalla mente umana. Per questo la legge 211/2000 ha istituito il 27 gennaio - data della liberazione dei sopravvissuti dal campo di sterminio di Auschwitz - Giorno della Memoria, perché non si dimentichi lo sterminio del popolo ebraico, la deportazione politica e militare, le leggi razziali fascisti , i peggiori crimini commessi da nazisti e fascisti nella seconda guerra mondiale, e perché si ricordino anche quanti ebbero il coraggio di opporsi alle persecuzioni, alla barbarie, allo sterminio degli innocenti. Richiamare il testo e lo spirito della legge è una necessità vitale e un dovere. Non c'è memoria senza rispetto della storia e la storia ribadisce in primo luogo la tragica unicità della Shoah, dello sterminio razziale, della macchina di morte che ha potuto essere messa in atto non solo per volontà di Hitler e dei suoi criminali collaboratori, ma anche perché schiere di obbedienti esecutori hanno schedato gli ebrei, li hanno catturati, hanno guidato i convogli verso i lager, mentre altri preferivano girare la testa e non vedere. Le responsabilità non sono solo della Germania nazista, ma anche dell'Italia fascista. Il Giorno della Memoria ci deve far riflettere sulla storia dell'Italia di quegli anni e sulle rimozioni che tentano ancora di cancellare dalla memoria collettiva la responsabilità di governi e istituzioni. La monarchia e il regime fascista, con leggi razziali del 1938 volute dal dittatore Mussolini, privarono di ogni diritto gli ebrei, favorirono la loro discriminazione e la successiva deportazione nei campi di sterminio in piena collaborazione con i nazisti. Il Giorno della Memoria ci impone di ricordare tutte le vittime della persecuzione politica e razziale, gli oppositori antifascisti, i partigiani deportati e assassinati, i civili razziati e ridotti in schiavitù, gli zingari e gli omosessuali portati alla morte, i bambini, gli handicappati. Ricordiamo anche i militari italiani assassinati (massacro di Cefalonia) o fatti prigionieri e costretti ai lavori forzati per aver rifiutato l’adesione alla Repubblica di Salò e la collaborazione coi nazisti. Razzismo, ingiustizia, diritti umani negati, popoli interi annientati da guerre nascoste e dalla fame, dal mancato accesso alle cure e alle vaccinazioni per le malattie infettive, e ora anche per il Covid-19; migranti respinti, che muoiono in mare o nei lager, sovvenzionati con i soldi della vecchia Europa, sono i nuovi orrori che si consumano oggi sotto i nostri occhi spesso in una indifferenza sempre più diffusa e complice. Celebrare realmente il Giorno della Memoria significa quindi impegno per la giustizia, la pace, il disarmo nucleare, il rispetto dei Diritti umani per tutti gli esseri umani, la salvaguardia della salute e dell’ambiente. È questo oggi il rinnovato impegno antifascista nel Giorno della Memoria. Viterbo, 26 gennaio 2021 ANPI - Comitato Provinciale di Viterbo
