
Fabiano Tiziano Fagliari Zeni Buchicchio con la Soprintendente Margherita Eichberg,
nell’evento organizzato dall’Associazione RinascimentiAmo
il 21 dicembre 2018, sulle Virtù di Palazzo Spreca a Viterbo
Simonetta Valtieri, architetto, autrice di numerosi studi sul territorio
La morte improvvisa di Fabiano ci ha profondamente colpito anche dal punto di vista affettivo personale, avendolo incontrato per la prima volta a 16 anni, quando ho conosciuto mio marito Enzo, che con lui percorreva a piedi il territorio viterbese per rintracciare le basole delle antiche strade romane.
Il rapporto con lui è continuato nel tempo con la consuetudine di vederci, accompagnato dalla moglie Giovanna durante i pranzi di ferragosto nel nostro giardino di Todi.
Il rapporto si è intensificato negli ultimi anni per un progetto sui Farnese e l’ho sentito per telefono qualche giorno fa, quando era in ospedale per una polmonite, probabilmente causata dal lavoro di rilievo a Soriano nel Cimino, che continuava nonostante questo clima invernale, per condurre a termine il suo saggio per la pubblicazione degli Atti di un Convegno.
Tra i suoi studi e ricerche archivistiche, apprezzati anche a livello internazionale, corredati da precisi rilievi e condotti attraverso una ricerca sistematica basata sull’utilizzazione delle antiche fonti archivistiche, ricordo quelli su Santa Cristina e palazzo di Tiberio Crispo a Bolsena, sui tempietti dell’isola Bisentina, su palazzo Viscontini di Acquapendente, su villa Lante a Bagnaia, su palazzo Farnese a Caprarola, sulla Madonna del Piano a Capranica, su palazzo di Papacqua a Soriano nel Cimino, su palazzo Orsini a Bomarzo, sulla rocca del Bramante a Civitavecchia e quelle di Civita Castellana e Nepi, sulle opere di Michele Sanmicheli a Orvieto.
Nella sua lunga e intensa attività ha promosso anche il recupero di disegni e documenti di molti archivi pubblici, come quelli notarili di Tarquinia e del ducato di Castro e quello giudiziario e comunale di Bagnaia, oggi consultabili presso l’Archivio di Stato di Viterbo.
Per il recupero dell’edicola-lavabo e delle 14 Virtù trafugate dal palazzo Spreca di Viterbo – proprietà vincolata del Comune di Viterbo dal 1911, ma venduto a privati – ha rintracciato e pubblicato una copiosa documentazione archivistica.
Mancherà al viterbese il suo impegno civile nella tutela, finalizzato con determinazione alla protezione, conservazione e corretta valorizzazione del suo patrimonio storico, mancherà a tanti studiosi italiani e stranieri, ma Fabiano mancherà soprattutto a sua moglie Giovanna che lo accompagnava sempre nelle sue “missioni” e mancherà tanto anche a noi che lo consideravano come un fratello e avevamo intrapreso progetti di ricerca comuni.
Viterbo potrà onorarne la memoria impegnandosi a riportare a casa quelle Virtù Spreca strappate.
Si unisce addolorata anche mia figlia Ginevra Bentivoglio.
