
Prof. Alessandro Finzi
Caro Mauro, su tuo invito, per quel che posso e per quel che vale la mia opinione, secondo me, la situazione vaccini contro il virus è questa.
C’è un virus infernale che si diffonde, ammala e uccide. Ci sono, in Italia, provvedimenti chiamati “proporzionali” che riescono a rallentarne la diffusione e subito, essendo “proporzionali”, vengono interrotti e ne favoriscono la ripresa a ondate successive.
Mancano gli interventi drastici e definitivi adottati con successo da alcuni paesi orientali, ma si spera nel vaccino che dovrebbe essere efficace, si afferma, anche contro le numerose mutazioni già osservate.
Consideriamo però che il vaccino per l’influenza viene preparato specificamente per includere diverse varianti e dunque le assicurazioni non tranquillizzano molto, così come la speranza di essere vaccinati visto che numerosissime sono le segnalazioni dei cittadini che son rimasti scoperti perfino per l’influenza che è un conosciutissimo malanno stagionale, ed evidenzia una gravissima carenza previsionale e organizzativa.
Ci sono poi delle stranezze incomprensibili. Contro il Covid19 ci sono vaccini tradizionali, preparati con virus inattivati e tecniche ormai provate e sicure che forniscono prodotti efficaci, poco costosi, che si possono conservare in comune frigorifero, essere somministrati dal medico di base o da un infermiere, o anche comprati in farmacia e somministrati dal farmacista stesso o da chiunque altro che ne sia capace, come me che posso vaccinarmi anche da solo. Per il mondo occidentale questi vaccini sono, in ordine di tempo, lo Sputnik V russo, impiegato nella campagna vaccinale già avviata per esempio in Cile e in Argentina oltre che, ovviamente, in Russia, e l’AstraZeneca della campagna vaccinale già avviata in Inghilterra.
Cosa fa l’Italia? Fa l’europeista e compra, visto che si ritiene che siamo ricchi e non indebitati fino al collo, non solo il vaccino più caro della Pfizer, ma anche il più complicato da gestire, insieme a quello Moderna che si suppone di prossimo arrivo. Si tratta di prodotti sofisticatissimi e innovativi, basati sull’isolamento di materiale genetico che controlla il maccanismo di cui si serve il virus per aggredire le cellule. Questi prodotti adottano tecniche mai provate prima nelle campagne vaccinali, ma solo sono stati testati nelle sperimentazioni preliminari garantite valide.
Saranno certamente vaccini sicuri ed efficaci, ma devono essere mantenuti a temperature bassissime per cui abbiamo dovuto comprarci i frigoriferi speciali per la conservazione ed il trasporto e rifornirli su scala nazionale, cosa, a quanto pare, mal completata. Poi questi vaccini devono essere somministrati da infermieri per l’occasione addestrati al complicatissimo e accurato processo di scongelamento, diluizione e somministrazione con siringhe di precisione (fa ridere la notizia che sono state fornite a Liguria e Lombardia siringhe comuni a cui, meglio organizzate, le regioni stesse hanno potuto ovviare con siringhe idonee prelevate dalle loro scorte).
Gli infermieri dovrebbero poi operare sotto la sorveglianza di un medico responsabile del servizio e pronto a intervenire in casi di emergenza. Tutto questo personale dovrà lavorare a pieno ritmo lasciando il lavoro a cui erano preposti e non si riesce a immaginate come saranno sostituiti per assistere i malati a cui provvedevano. Verranno abbandonati? Faranno a tempo ad assumere nuovo sostitutivo personale già preparato? Mi sembra che stiano parlando di bandire i concorsi, poi dovranno farli, poi fare le graduatorie, poi assumerli. Problema risolto o roba da matti?
Sembra impossibile, ma pare che non si siano adeguatamente valutati questi inconvenienti del vaccino Pfizer che è stato prescelto: costi onerosi, complicazioni organizzative e tecniche mal risolvibili, specie in condizioni di emergenza, preparazione complessa prima dell’inoculazione, mancanza di sufficiente personale idoneo e pronto a entrare in servizio. Nessuno che abbia pensato a procurarsi vaccini tradizionali come lo Sputnik V, come hanno fatto perfino molti paesi sudamericani, o a prenotare l’AstraZeneca che l’Inghilterra sta già impiegando libera dall’angusto e ottuso ambito burocratico europeo, o anche come ha fatto prudentemente la Germania che non si è fidata e si è prenotata, in maniera autonoma, forti scorte del vaccino Pfizer che chissà quando sarà di nuovo disponibile per il resto della stupida Europa.
Ammettiamo comunque che tutto funzioni come programmato. A quanto sembra continueremo a ricevere meno di 500.000 dosi di vaccino Pfizer alla settimana per non si sa quanto tempo e peraltro risulta che non siamo attrezzati a somministrarne di più. Dunque in due settimane si dovrebbe in teoria vaccinare un milione di persone; le successive due settimane servono per i richiami e rimane dunque un milione di vaccinati al mese che fanno 12 milioni all’anno. Ma la durata dell’immunità viene valutata pari a 9 mesi o poco più per cui, sic stantibus rebus, non avremmo mai più di 12 milioni di vaccinati a essere molto, ma molto, ottimisti. Bisognerebbe dunque, visto che sono così imprevidenti da non considerare il vaccino russo, prenotarsi subito almeno per quello di AstraZeneca che può essere conservato in frigorifero ed essere somministrato anche da farmacisti e infermieri.
Questo vaccino viene autorizzato con ritardo dall’Autorità europea con la scusa che…. “non ha ancora chiesto l’autorizzazione”! Ma AstraZeneca sta sul mercato mondiale e non ha nessun bisogno di vendere all’Europa. Comunque la domanda l’ha fatta. Ma adesso si “devono” fare i controlli. E come li fanno i controlli? Semplicemente verificando i documenti forniti dalla ditta produttrice! Ma se non si fidano del prodotto, come fa l’Inghilterra che lo sta già impiegando, ancor meno dovrebbero fidarsi dei documenti e organizzare loro stessi le verifiche sperimentali. Non avendo evidentemente voglia di lavorare, ma cercando di dimostrarsi indispensabili, fanno finta di dover eseguire rinnovate e autonome indispensabili verifiche documentali e intanto perdono tempo prezioso.
Basta? Non basta: l’Autorità sanitaria italiana vuole poi dire l’ultima parola per garantirci un vaccino efficiente e sicuro anche se già comprovato da molti altri serissimi Enti e largamente impiegati. Quando poi daranno l’autorizzazione si procederà all’acquisto del vaccino che, ormai già prenotato da altri, potrà essere disponibile chissà quando in quantità sufficienti. Ma è l’Italia stessa che poteva e doveva immediatamente autorizzare il vaccino AstraZeneca e procurarsene indipendentemente una quantità di sicurezza di dosi, come ha fatto la Germania per il vaccino surgelato. E in ogni caso, se le nostre autorità non si fidano, facciano direttamente le (inutili) verifiche senza subordinarsi all’Europa.
Nel frattempo, come hanno fatto diversi paesi orientali, senza pensare ai provvedimenti “proporzionali” previsti dal nostro Governo, si devono prendere provvedimenti drastici, prolungati e definitivi di lockdown che azzerino il virus e consentano di riavviare la vita economica, mantenendo poi una continua vigilanza per aggredire occasionali nuovi focolai, specie di provenienza estera, mettendo in quarantena chiunque arrivi sul territorio (da noi c’è il problema aggiuntivo dell’indispensabile caccia ai clandestini), oppure si andrà avanti con la pandemia ad ondate successive fino a che, con l’aumento degli immunizzati perché hanno superato la malattia ed il crescere, seppure troppo lento, dei vaccinati si formerà una barriera sufficiente a rallentare la diffusione del virus. Chissà quando.
Qui purtroppo ci si orienta coi venti (o ventuno) criteri come se fossero comparabili anziché opinabili. C’è un solo parametro utile per misurare l’andamento della pandemia: l’Rt che rappresenta il numero di persone che vengono in media contagiate da un infetto. Se il valore è uguale a uno vuol dire che un ammalato infetta un altro e il livello di infezione della popolazione si mantiene costante qualunque sia il valore di tutti gli altri parametri. E sempre a prescindere dagli altri parametri bisognerà mantenere il lockdown duro fino a che l’Rt sarà all’incirca pari o inferiore a 0,1 e cioè che si manifesti non più di un nuovo infetto ogni dieci ammalati. Ma qui allentano le misure di sicurezza con valori di Rt ancora pari a valori alti come 1,0 o 0,8 perché magari sono diminuiti altri parametri privi di concreto significato e fra l’altro tenuti segreti, per cui l’epidemia riprende forza e ricomincia a diffondersi in maniera esponenziale. Non hanno ancora capito che il virus non si accorge dei colori attribuiti alle regioni e se se ne accorgesse potremmo immaginarlo mentre festeggia al passare di una regione dal rosso al giallo.
Per concludere, caro Mauro, come tu dici sono pessimista, molto pessimista, ma sono anche irritato che, mentre si concede a chi vuole la libertà di non vaccinarsi a rischio suo e del prossimo, a me e a chi è disposto a vaccinarsi a proprie spese, si vieti di farlo con un vaccino tradizionale reso liberamente commerciabile, per provvedere alla sicurezza sanitaria nostra e di chi ci capita di frequentare e con beneficio anche economico per il Paese che non dovrà più pensare a vaccinarmi gratis mentre la dose a me destinata potrebbe andare utilmente a chi mi segue in graduatoria. In questa Italia del 2021 i no-vax sono cittadini rispettati, che possono fare, anzi non-fare quello che gli pare; io, e tutti i sì-vax siamo invece miserabili sudditi a cui si toglie perfino il diritto di tutelare la propria salute con dei vaccini che tutto il mondo usa.
