
Andrea Stefano Marini Balestra
La Viterbese non vince allo Stadio Rocchi dal 20 febbraio scorso. Addirittura ante lockdown, quindi in un’altra era, ma purtroppo, qualche maledizione circola.
Impossibile che una squadra ben messa come rosa di giocatori, allenatore e dirigenza, nelle partite fuori casa aggredisce, segna e porta a casa punti in classifica, ma nello stadio amico, perda.
E’ successo contro il Catania.
Una sconfitta amara perché maturata negli ultimi minuti di partita, anzi, pure nel recupero.
Impossibile avere tanta sfortuna di subire un rigore al 90° (pure dubbio, per una mischia in area di rigore tra vari giocatori), poi vedersi parato il penality e solo su ribattuta del portiere vedersi scagliata la palla in rete.
Esorcista cercasi!
Del resto, sino all’ultimo episodio sopra ricordato, la Viterbese andata in vantaggio al 35° del secondo tempo aveva contenuto la squadra avversaria decisamente padrona del campo per metà della partita, poi, un pareggio avversario aveva posto in parità la contesa e, tutto sommato questo risultato, sarebbe stato accettato da entrambe le squadre.
Ma il diavoletto che pervolita sul Campo sportivo ci ha messo la coda e la Viterbese è caduta.
Forse non lo meritava.
