
Francesco Mattioli, sociologo
A vent’anni ero un ragazzo appassionato di macchine veloci e sportive, poi scoprii i “fuoristrada”, la Land Rover, la Jeep e più tardi la Nissan.
Così cominciai a fantasticare non più tanto sulle velocità, quanto sulla capacità di quei mezzi rudi e squadrati dalle grandi ruote quasi cingolate di arrampicarsi ovunque. Un giorno, durante una esibizione sportiva di fuoristrada in montagna, mi trovai di fronte ad un Rover ribaltata e mi sembrò quasi impossibile. Alle mie esternazioni di sorpresa, un esperto che si trovava sul posto mi disse: “Beh, i fuoristrada sono i mezzi più adatti ad arrampicarsi sui pendii più difficili, ma non fanno mica i miracoli…”.
Ho ritirato fuori dalla memoria questo ricordo, per parlare di scienza.
Sembrerà incomprensibile, di primo acchito. Ma in realtà, è per dire che la conoscenza scientifica non è assoluta, oggettiva, anzi come asseriva Popper è falsificabile, non fa i miracoli ma è la migliore conoscenza della realtà di cui disponiamo.
Per cercare di spiegare la realtà che ci circonda e anche per ideare strumenti e tecnologie che soddisfino i nostri bisogni, la scienza supera la filosofia, l’ideologia e il soggettivismo, che non producono “prove”, ma si affidano ad una idea o a una serie di principi ritenuti apoditticamente validi.
Per carità, esistono sistemi etici e filosofici fondati sul sentimento, sull’idealismo e il solidarismo che sono di grandissimo valore umano e umanitario, ma essi servono a fissare valori comuni intorno ai quali una comunità si raccoglie, non a spiegare e ad usare razionalmente la realtà. E quando cercano di dar conto della realtà, ti chiedono di “credere”, talvolta anche al di là delle evidenze materiali.
La scienza è un complesso di conoscenze perfettibili che adottano l’accertamento di “dati”, di fatti concatenati in termini di cause ed effetti, anche in modo sistemico e interattivo; conoscenze che fanno uso della logica, della sperimentazione e dei metodi di induzione (dai fatti particolari alle generalizzazioni) e di deduzione (da una ipotesi generale alla sua verifica empirica).
E’ il cosiddetto metodo galileiano (e copernicano), che si oppose ad una conoscenza meramente religiosa, quindi ideologica, dei meccanismi della natura (a partire dalla spiegazione della rivoluzione della Terra intorno al Sole piuttosto che viceversa).
Inoltre, la scienza si esprime attraverso una comunità di scienziati, che condividono una stessa idea della scienza, delle regole procedurali, dei protocolli, dei saperi consolidati fino a prova contraria, come esige il falsificazionismo di Popper e oggi vieppiù la fisica quantistica.
Un sapere è considerato provvisoriamente valido quando la maggior parte degli scienziati concorda, dopo aver sperimentato esperienze di ricerca comuni.
Ovviamente, la comunità scientifica in certi casi può essere divisa su una serie di nozioni, ma questo garantisce il miglioramento del patrimonio di conoscenze acquisite e quindi il progresso della scienza e della tecnologia. Ad esempio, sul Sars-Cov-2 all’inizio vi sono state idee contrastanti su come fronteggiare il virus, ma poi la scienza si è allineata su orizzonti e protocolli comuni, cha stanno proficuamente agendo in termini di prevenzione, dalle raccomandazioni su mascherine, distanziamento e igiene fino alla sperimentazione di vaccini.
Certo, la comunità scientifica è fatta di uomini, con le loro debolezze e con i loro conflitti, per cui possono scattare anche episodi di conflittualità personale, di mera competizione, di gelosie, di esibizionismo. Queste debolezze sono destinate a cadere, grazie alle prove sperimentali e ai sistemi di controllo dell’attendibilità delle affermazioni di natura scientifica.
Senza guardare in faccia nessuno.
Per fare un esempio, il Premio Nobel Luc Montaigner (che studiò l’Hiv) quando asserì in primavera che il Sars-Cov-2 si sarebbe presto estinto da solo, fu smentito e criticato aspramente dai suoi colleghi per una affermazione così gratuita, senza alcun sostegno scientifico valido e sostanzialmente personalista.
Tutto ciò per dire che se talvolta salta su qualche “scienziato” propalatore di ipotesi senza sostegno scientifico, non necessariamente va preso in considerazione, magari sol perché esibisce dati da lui raccolti e diffusi senza un corretto disciplinare, che vanno controcorrente diventando sostegno ideologico a certo complottismo d’accatto.
Non c’è dubbio che una epidemia trovi un ottimo contrasto nella prevenzione.
La prevenzione è scelta di intelligenza, di saggezza, di conoscenza. Contro la pandemia da Sars-Cov-2 è ottima risposta una prevenzione a trecentosessanta gradi, che implica non solo mascherine, distanziamento, igiene, lockdown, ma anche rafforzamento dei processi fisiologici, sana alimentazione, esercizio fisico e psicofisico; almeno in attesa di un robusto piano di vaccinazione.
Ma quando si ragiona sulla scienza occorrerebbero più competenza, meno generalizzazioni soggettive, meno pregiudizi ideologici. Sarebbe necessario sapere come funziona effettivamente. Sarebbe necessario avere contezza di ciò di cui si parla.
Un esempio non guasta.
Quando qualcuno asserisce che le mascherine non servono, sa di cosa parla? Di quali mascherine, di come e dove devono essere usate? Come funzionano esattamente? Pare proprio di no. Non mi meraviglio, visto che c’è chi è sicuro che la Terra è piatta. Solo che il terrapiattista di per sé è un soggetto innocuo e magari perfino folcloristico; ma se uno nega la pericolosità del Covid-19 o pensa di fronteggiarlo soltanto con qualche esercizio spirituale e una sana alimentazione diventa pericoloso, perché troverà magari l’ignaro pesce capace di abboccare per poi boccheggiare in un reparto di terapia intensiva.
A proposito di vaccini.
La sedicente Accademia della Libertà – peraltro notoriamente sovranista e non solo… - riporta e fa sua la posizione di Trump contro la vaccinazione di massa.
Beh, che un’accademia che inneggia alla libertà fiancheggi Trump - non proprio un campione di democrazia, quanto piuttosto di plutocrazia - dovrebbe sembrare come mettere assieme il diavolo e l’acquasanta.
Cosa si fa pur di essere sovranisti…
Comunque non c’è da meravigliarsi. Se certi politici che, quando stanno al potere fanno di tutto per limitare le libertà e poi, una volta all’opposizione, gridano alle libertà costituzionali violate in tempi di lockdown, significa che in questo mondo purtroppo tutto è possibile. E quindi, occorre essere molto attenti, molto saggi, e soprattutto molto informati.
