Viterbo PENSIERI IN LIBERTA'
a cura di Barbara Pasqualini

 

                                                         (foto di Enrico Pasqualini) 

Pensieri in libertà Novembre 2020

Se vi state chiedendo in quale strano e tortuoso percorso mentale vi coinvolgerò oggi, vi accontento subito: in un film ho udito un buffo personaggio pronunciare la storpiatura di una parola, e, dedotto l’etimo corretto, mi sono chiesta che cosa poi significasse…

Sto parlando del… busillis!

Come sempre, una prima ed utile indicazione mi arriva dal dizionario. 

Busillis

http://treccani.it/vocabolario/busillis/

buṡìllis (pop. buṡilli) s. m. – Punto difficile, difficoltà, nelle frasi qui sta il b., questo è il b., e sim. La parola ha origine dalla storiella di un tale che, leggendo in un testo l’espressione in diebus illis e avendo diviso male le parole (in die busillis), non sapeva spiegarsi quel busillis.

[Per precisare…

In diebus illis

(Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.)

In diebus illis è un’espressione tardo-latina usata nei Vangeli, dal significato letterale: “in quei giorni”.

Tale espressione, come anche in illo tempore (“in quel tempo”), iniziava spesso i brani del Vangelo declamati durante la Messa in latino. È inoltre l’origine della parola scherzosa busillis.

Ambedue le formule, comunque, non appartengono al latino classico, in cui l’indicazione temporale si esprime con l’ablativo semplice.]

Urge approfondire il discorso, ed anche in questa circostanza, con il computer a portata di mano, è stato sufficiente digitare su un motore di ricerca il termine in questione per avere la risposta desiderata!

Menziono la mia fonte:

https://it.wikipedia.org/wiki/Busillis

…ecco qui il busillis odierno!

Busillis è un termine che ha assunto il significato di “problema spinoso e di difficile soluzione”, “punto dolente della questione”. Deriva da un’errata sillabazione della frase latina in diebus illis (in quei giorni o a quel tempo). Da qui le espressioni “non venire a capo del busillis” o “qui sta il busillis”.

Il termine

La storia dell’origine del termine “busillis” viene raccontata da Giraldus Cambrensis:

[Giraldus Cambrensis (1146 – 1223), è stato un religioso, scrittore e storico gallese.]

Cito testualmente.

(LA)

«Item exemplum de illo qui quaesivit a magistro Johanne Cornubiensi quis esset busillis? Putabat enim proprium nomen regis vel alicujus magni viri fuisse. Interroganti autem magistro Johanni ubinam hoc, et in qua scriptura inveniretur, respondit quoniam in missali; et currens propter librum suum, ostendit ei in fine columnae paginae unius scriptum in die, in principio vero alterius columnae bus illis, quod recte distinctum facit “in diebus illis.” Quo viso, magister Johannes dixit ei: “Quoniam de divina pagina hoc erat principium, videlicet evangelii, se velle in crastino in publico scholae suae auditorio istud inquiri.” Quo facto, cum sequutus esset omnium risus, ostendit magister, hinc occasionem sumens, exemplis variis quantum accidat in clero dedecus et scandalum ex ignorantiae tenebris et illiteraturae.»

(IT)

«Un altro esempio di ciò [della scarsa conoscenza della lingua latina da parte degli ecclesiastici] è l’episodio di colui che chiese al maestro Giovanni di Cornovaglia chi fosse Busillis. Pensava infatti che fosse il nome proprio di un re o di un qualche grand’uomo. Quando il maestro Giovanni gli chiese in quale testo si trovasse tale nome, rispose che si trovava nel messale; e scorrendo il suo libro, gli mostrò alla fine di una colonna della pagina le parole “in die”, e all’inizio dell’altra colonna “bus illis”, che, sillabate correttamente, si leggono “in diebus illis” (“in quei giorni”). Visto ciò, il maestro Giovanni gli disse che, avendo quella parola origine dalla pagina divina, cioè dal Vangelo, il giorno dopo avrebbe voluto indagarla col pubblico della sua lezione. Quando lo fece, avendo suscitato il riso di tutti, il maestro prese l’occasione per mostrare con diversi esempi quanto sia grande per il clero la vergogna e lo scandalo derivante dalle tenebre dell’ignoranza e della mancanza di letture.»

(Giraldus Cambrensis, Gemma Ecclesiastica, II, cap. 35 [Enormitatum exempla quae ex imperitia sacerdotum et illiteratura proveniunt] (p. 343 ed. London 1862))

L’errore dell’amanuense diventa comprensibile se si considera che l’uso di lasciare uno spazio tra le parole è un’acquisizione recente. Non tutte le lingue lo fanno: il cinese e il giapponese moderni ad esempio scrivono i loro testi senza nessuna interruzione.

Gli spazi non vennero usati in latino fino al 600 d.C. – 800 d.C. circa. Al loro posto si usava il punto mediano [·], cioè un piccolo punto usato al posto dello spazio per separare le parole nell’antico latino scritto.

Oggi il termine è utilizzato nel linguaggio aulico per indicare un gran pasticcio o una situazione di confusione. Con questo significato è stato utilizzato per esempio da Alessandro Manzoni nel tredicesimo capitolo dei Promessi Sposi, e ha ispirato il personaggio Disney Cavillo Busillis.

[Cavillo Busillis è un personaggio Disney creato da Romano Scarpa e comparso per la prima volta nella storia Paperina testimone oculare, pubblicata su Topolino numero 552 il 26 giugno 1966.

Nonostante abbia letto molti fumetti che avevano per protagonisti personaggi della Disney, non lo conoscevo!

Ho trovato qui informazioni in merito:

https://paperpedia.fandom.com/it/wiki/Cavillo_Busillis 

Caratteristiche del personaggio

Cavillo Busillis è un noto avvocato paperopolese. A lui si rivolgono spesso i paperi, in particolare Paperon de’ Paperoni, per dirimere questioni legali. In realtà quasi regolarmente l’avvocato si perde in discorsi inconcludenti e non riesce mai a essere veramente utile: tramite questo personaggio l’autore sembra voler parodiare certi atteggiamenti pomposi e retorici, ma inconsistenti, diffusi nella classe degli avvocati. Per il resto, non si sa nulla della sua vita privata.

Aspetto fisico

Cavillo Busillis è un gallinaceo antropomorfo alto e magro, di mezza età, dal becco grosso e appuntito. Ha una pronunciata calvizie (gli rimangono solo i capelli ai due lati della testa, bianchi o biondi a seconda delle scelte dei coloristi), che spera di poter correggere, ma senza risultati, in Paperina testimone oculare.

Il nome

Come nel caso di molti altri personaggi di creazione italiana, il nome dell’avvocato gioca su un facile effetto comico, senza nessuna pretesa di realismo: il nome di battesimo e il cognome ripetono due vocaboli italiani, cavillo (“scappatoia legale”) e busillis (“questione di difficile soluzione”), che rimandano alla sua professione di avvocato.]

Nel capitolo ottavo de I Fratelli Karamazov, il padre Fëdor Pavlonič Karamazov esclama “...ecco dove sta il busillis!”. Nella traduzione di Amleto di Shakespeare, Eugenio Montale utilizza “Questo è il busillis” per tradurre l’affermazione del Becchino “For here lies the point” (Amleto, V.I.). Altri esempi vengono da Andrea Camilleri che nei romanzi del commissario Montalbano utilizza “busillisi”, conformando il termine alle sonorità del dialetto siciliano.

Nel significato di difficoltà, questione spinosa, è utilizzato da Francesco Perri [(1885 –1974) è stato uno scrittore e giornalista italiano, convinto antifascista e meridionalista.] in Emigranti, dove si legge, al capitolo II, “Lì stava il busillis”.

La leggenda poc’anzi narrata, di un religioso che, mentre era intento a tradurre il vangelo, arrivò ad un’espressione che proprio non riusciva a capire [leggeva infatti “in die busillis” (nel giorno busillis) o magari “Indie busillis” (in India busillis).] è riportata anche da altre fonti, quali: https://unaparolaalgiorno.it/significato/busillis

Il problema era quel busillis, di cui nessuno sapeva il significato. La realtà è che, per un’errata trascrizione dell’amanuense o per proprio errore, il chierico era rimasto intrappolato in una divisione in sillabe errata: l’espressione che cercava di tradurre doveva piuttosto leggersi “in diebus illis”, cioè “in quei giorni”.

Questo raccontino ameno ci schiude il significato del busillis: quando si sente esclamare “È un vero busillis” o “Qui sta il busillis”, si intende denotare un ostacolo enigmatico difficile da sciogliere - così come fu quello del chierico, che certe fonti vogliono allievo del celebre teologo Giovanni di Cornovaglia, vissuto nel XII secolo, il quale pure, interrogato sul significato di busillis, non seppe che dire.

[GIOVANNI di Cornovaglia. - Nato in Inghilterra studiò fra il 1150 e il 1160 a Parigi e a Melun sotto Pietro Lombardo, Roberto di Melun e Maurizio di Sully.

Contro i seguaci della dottrina che Cristo si sarebbe annichilito col farsi uomo, sostenne nell’Eulogium (Patr. Lat., CXCIX, coll. 1041-1086) la tesi che Cristo è un dato uomo, ed è qualche cosa anche secondo la sua umanità. Lo scritto è notevole anche per le molte notizie importanti su indirizzi e insegnanti dei suoi tempi, quali Abelardo, Gilberto Porretano, Pietro Lombardo, Roberto di Melun e Acardo di San Vittore. Un estratto dell’Eulogium è l’Apologia de Verbo Incarnato (Patr. Lat. CLXXVII, col. 455).

http://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-di-cornovaglia_%28Dizionario-di-filosofia%29/

E non si dovette trattare di un caso strano o isolato: dopotutto, la consuetudine di lasciare uno spazio fra le diverse parole risale, come ricordavamo, alle porte dell’anno mille.

Ed ora, dopo avervi indotto a seguire i miei tortuosi percorsi tra una curiosità e l’altra, mi preparo a congedarmi in modo un po’ inconsueto… 

Questo mese vorrei salutarvi…in musica, con il Concerto d’Aranjuez di Joaquín Rodrigo.

Lo ho scelto non solo perchè mi emoziona sempre ascoltarlo ma anche perché ho scoperto che ha un sottile legame con il mese di novembre.

Questo è, infatti, il mese di nascita del celebre artista e quello in cui l’opera fu eseguita per la prima volta! 

Joaquín Rodrigo, marchese dei giardini di Aranjuez (Sagunto, 22 novembre 1901 – Madrid, 6 luglio 1999), era un compositore e pianista spagnolo; fu precocemente segnato da un evento drammatico: divenne cieco dall’età di tre anni per via della difterite.

Questo musicista classico, è noto principalmente per il suo Concerto d’Aranjuez, opera apprezzatissima, nonché oggetto di svariate reinterpretazioni.

http://www.joaquin-rodrigo.com/

http://it.wikipedia.org/wiki/Joaqu%C3%ADn_Rodrigo

http://it.wikipedia.org/wiki/Concerto_d%27Aranjuez

L’artista fu fregiato di alcune onorificenze, tra cui, nel 1953, la Gran Croce dell’Ordine Civile di Alfonso X il Saggio, un Ordine cavalleresco spagnolo, nato per premiare le persone fisiche e giuridiche e gli enti sia spagnoli che stranieri, che si sono distinti per i meriti conseguiti nei campi della formazione, della scienza, della cultura, dell’insegnamento e dell’indagine o che hanno reso un servizio eccezionale alla Spagna. L’ordine fu fondato, in origine, come “Ordine Civile di Alfonso XII”, dal figlio di questi, il re Alfonso XIII di Spagna, il 23 maggio 1902. Il 2 settembre 1988 l’ordine originario fu assorbito dal neo-costituito “Ordine Civile di Alfonso X il Saggio”, ispirato ai nuovi principi democratici della costituzione spagnola del 1978.


L’opera più famosa di Rodrigo è il Concerto d’Aranjuez (1939 - Parigi), un concerto per chitarra classica solista e orchestra. Il secondo movimento, l’adagio, è uno dei più conosciuti della musica classica del XX secolo.

Una curiosità … Aranjuez è un comune spagnolo situato nella comunità autonoma di Madrid. Posta sulla riva sinistra del Tago, Aranjuez è nota per i suoi edifici reali e per i grandi giardini in contrasto con l’aridità della zona circostante della Nuova Castiglia.

… è proprio ispirandosi ai giardini del Palazzo Reale di Aranjuez, a cinquanta chilometri da Madrid, [la residenza di primavera del re Filippo II (1527 – 1598) nella seconda metà del secolo XVI, in seguito completata a metà del secolo XVIII per Fernando VI (1713 – 1759),] che Joaquín Rodrigo compose il celebre Concerto d’Aranjuez.

Joaquín Rodrigo

Questa è probabilmente l’opera più nota di Joaquín Rodrigo, che ha contribuito significativamente ad annoverarlo tra i compositori spagnoli più famosi del primo dopoguerra. Composta all’inizio del 1939 a Parigi, in un’atmosfera tesa per le ultime vicissitudini della guerra civile spagnola e per l’imminente seconda guerra mondiale, costituisce la prima opera scritta da Rodrigo per chitarra e orchestra.

La strumentazione è unica, dal momento che è raro trovare una chitarra solista che si confronta con il suono prodotto da un’intera orchestra. Ciò nonostante, la chitarra non viene mai coperta, pur rimanendo l’unico strumento solista per l’intera esecuzione, in quanto suona nei momenti di piano e pianissimo mentre nei pieni orchestrali la solista è in pausa.

Il concerto cerca di trasportare l’ascoltatore ai suoni della natura sebbene questi siano lontani nello spazio e nel tempo.

Il compositore stesso descrisse il concerto come la cattura della “fragranza di magnolie, il canto degli uccelli ed il fragore delle fontane” dei giardini di Aranjuez. 

Una curiosità, che già vi ho anticipato: la prima esecuzione avvenne il 9 novembre 1940.

Buon ascolto!

Immagini & fonti:

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https://www.google.com/search?q=Joaqu%C3%ADn+Rodrigo&tbm...

Coat_of_Arms_of_the_1st_Marquis_of_the_Gardens_of_Aranjuez

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/09/Coat_of_Arms_of_the_1st_Marquis_of_the_Gardens_of_Aranjuez.svg

Aranjuez_PalacioReal_cadena

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/8/8d/Aranjuez_PalacioReal_cadena.jpg