Mariella Zadro

Non è un caso che l’olio d’oliva venga appellato “oro verde”. Infatti, questo prezioso alimento gode di una storia molto antica, che spesso si confonde tra realtà e leggenda.

E’ documentato con reperti storici, che l’ulivo, prima come cespuglio, poi come albero, risale a 6000 anni orsono e la prima coltivazione si è organizzata nei terreni siriani.

Trapiantato in Grecia, ebbe una diffusione in tutto il bacino del Mar Mediterraneo.

Fu dedicato alla Dea Athena proprio per la sua resistenza e longevità. 

Chi diffuse su tutto il nostro territorio questa coltura, furono senza dubbio i Romani, che ne apprezzarono le qualità in modo smisurato, tanto da ricercarne tutte le qualità e studiarne le singole peculiarità.

Il liquido delle olive spremute veniva usato non solo come prodotto alimentare, ma anche come cosmetico per rinforzare i muscoli dei lottatori.

Parlando di ritrovamenti archeologici, non si può tralasciare di citare il vaso che fu trovato nel sito etrusco di Vulci, (anfora del 500 a.C. che si trova al British Museum di Londra) dove è ritratta la raccolta delle olive.

Più recentemente, risale a circa due anni, la scoperta di Alberto Angela di una bottiglia d’olio, conservata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, proveniente probabilmente dagli scavi delle sepolture ad Ercolano, conseguenti all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C..

Molti poeti, da d’Annunzio a Lorca, da Neruda a Montale, hanno dedicato versi a questa pregiatissima pianta.

E’ il genovese Eugenio Montale che dipinge, come un pittore, con pochi versi, la bellezza delle nostre colline e definisce gli ulivi: “…Disseminati come greggi, o tenui come il fumo di un casale”.

Ora, chi ha l’opportunità di avere delle piante di questo albero, trasforma la raccolta del suo frutto, in una festa.

La tradizione popolare, vuole che durante la raccolta, s’intonino canti degustando sul campo, cibi fatti in casa.

Poi, concluse le operazioni della molatura delle olive, ci si ritrova per apprezzarne l’ottima qualità, con una fumante bruschetta.

Sapori e riti di una tradizione contadina, tipica non solo della Tuscia, ricca di gesti, e momenti che racchiudono emozioni irripetibili.