
Il giornalista Mario Cipolloni quando era nella redazione del quotidiano www.lacitta.eu
La famiglia Cipolloni ringrazia l’intera equipe del reparto in cui è stato ricoverato il collega giornalista Mario Cipolloni redattore di questa testata.
“Puoi dire quello che vuoi, ma sei quello che fai”.
Non a caso mi sento di esprimere questo aforisma, diventato mio da tempo, in una circostanza così adeguata come quella che io e la mia famiglia ci siamo trovati ad affrontare presso la struttura pubblica ospedaliera di Belcolle in questo periodo.
Mio padre, Mario Cipolloni, viene ricoverato, presso questa struttura, il 21 agosto 2020 con una grave insufficienza renale.
Da lì al 14 ottobre, data del suo decesso, è stato preso in carico presso il reparto di urologia coordinato dal prof. Antonio Rizzotto.
Da allora non è passato un solo giorno in cui non sia stato seguito passo passo verso una possibile e fiduciosa guarigione, attraverso il lavoro accurato e dettagliato dell’intera equipe medica, monitorando costantemente il suo stato di salute attraverso continue ricerche e cure, fino ad arrivare all’accettazione di un complicato intervento.
Ciò è stato supportato psicologicamente dal prof. Rizzotto in persona, attraverso un incoraggiamento costante al paziente e a noi famigliari, aiuto necessario ma non scontato, che ha contrastato le chiare preoccupazioni di noi tutti.
In itinere e in collaborazione costante l’intera equipe del reparto ha seguito quotidianamente la malattia di papà, consigliandoci, aggiornandoci, affiancandoci in questo forte percorso.
Mi sento di citare alcuni fra i nomi dei medici con i quali spesso ci confrontavamo, senza assolutamente nulla togliere all’intero reparto medico:
in primis il dott. Carmine Curcio, la prima figura seria e professionale che ci ha accolto e con la quale papà ha dovuto affrontare i primi dolorosi accertamenti, per poi essere sempre costante nel monitoraggio degli stessi;
il dott. Alessandro Gentilucci assidua e gentilissima (nel vero senso della parola) presenza, dettagliato nelle spiegazioni del percorso curativo e sempre accogliente con papà e con noi; il dott. Giancarlo Sebastiani professionale e costantemente presente;
Il dott. Mirko Florio e Marco Casilio sempre partecipativi all’intera vicenda e il dott. Luigi Mazzone che lo ha accompagnato personalmente fino all’ultimo saluto.
Un ringraziamento doveroso e speciale va alla caposala del reparto Rosalba Maccari, figura fondamentale e coordinatrice d’eccellenza tra il personale infermieristico, soprattutto in questo periodo così potente e contemporaneamente delicato sulle restrizioni per il virus Covid.
Gli infermieri e le infermiere tutte, senza tralasciarne alcuni, si sono presi cura di papà in ogni momento, comprendendo la sua delicata situazione, affiancandolo e supportandolo fisicamente e soprattutto psicologicamente.
E non in ultimo i ragazzi tirocinanti, figure gradevolissime e desiderose di affrontare questa missione, perché non si tratta di comune lavoro, che hanno accudito amorevolmente nella quotidianità papà.
Ciò che desideriamo far trasparire non sono semplici parole di ringraziamento, quanto la nostra consapevolezza nell’apprezzare il lavoro delicato e difficile che si sono trovati tutti ad affrontare in una situazione decisamente nuova e forte per il paziente e per noi famigliari e, soprattutto, di non facile gestione.
Tutto questo, ci teniamo a dire, ci è risultato maggiormente sostenibile proprio attraverso l’umanità e la sensibilità che ha contraddistinto queste figure, tanto da affiancarci anche nel momento dell’estremo saluto… tutti loro erano lì fisicamente con noi, racchiusi in un dolore collettivo, senza più gradi di parentela, a salutare il “loro” paziente, Mario.
Con infinita stima e gratitudine
Laura Cipolloni
Beatrice Spagnolo
Evaldo Cipolloni
