Carlo Acutis (1991-2006)

Micaela Merlino

E’ tutto pronto per la Beatificazione di Carlo Acutis (1991-2006), che avverrà oggi ad Assisi nella Basilica di San Francesco. Un altro bel fiore nel giardino celeste dei Santi.

 Un metro e ottanta di bontà, sguardo sereno, sorriso luminoso, e una precoce passione per l’informatica, che studiò da autodidatta su testi di livello universitario, pur essendo solo un ragazzino.

Ma, soprattutto, un giovane che aveva messo Gesù al centro della sua vita, che pregava assiduamente, partecipava alla celebrazione della Messa tutti i giorni, recitava il Rosario ed era impegnato nel volontariato per aiutare i diseredati e gli emarginati della sua città. Tutto questo fu Carlo Acutis, un adolescente del tempo post moderno, di una bontà e sensibilità non comuni, che pur nella sua breve vita ha lasciato un segno indelebile di amore per Dio e per il prossimo.

Nato nel 1991 a Londra da genitori italiani, che si trovavano nella capitale inglese per ragioni di lavoro, quando la famiglia tornò in Italia visse a Milano.

Dotato di una vivace intelligenza, era un ottimo studente e un vero genio del computer, progettava e realizzava siti web e utilizzava i social per avvicinare altri giovani alla fede, desiderava convincerli a mettere Dio al centro delle loro vite e a fare sempre il bene.

La sua testimonianza di fede attraverso internet non era, però, rivolta soltanto ai suoi coetanei, ma a tutti, poneva molta fiducia nella comunicazione quale mezzo di riflessione e confronto, e quindi anche di conversione. Rifiutava le mode del momento, anzi si rendeva conto che spesso le persone per conformarsi a certi schemi mentali e comportamentali, in un certo senso rinnegavano la propria personalità, il proprio io. Egli, invece, con grande perspicacia, aveva ben compreso che ogni persona, per volontà divina, è diversa e nasce con propri talenti da mettere a frutto, non da sprecare.

Amava dire, a tale proposito, usando un linguaggio modernissimo: “Tutti nasciamo originali, ma molti muoiono fotocopie”. Carlo era molto devoto a Gesù presente nell’Eucaristia, all’età di quattordici anni ideò una mostra fotografica virtuale sui miracoli Eucaristici, che successivamente è stata ospitata in migliaia di parrocchie, in Italia e all’estero.

La morte di un ragazzo è sempre una tragedia, ed anche quella di Carlo lo è stata, a causa di una leucemia fulminante che lo ha ucciso in pochi giorni: era il 12 Ottobre 2006. Però Carlo stesso negli ultimi momenti della sua vita, ha dato prova di una grande fede e di una grande speranza, era certo che Dio avesse un progetto su di lui, quindi la morte non gli faceva paura perché sapeva che nascondeva la promessa in un’altra vita imperitura. La serenità delle ultime ore terrene di Carlo è stata testimoniata non solo dai suoi genitori, che gli sono stati accanto fino alla fine, ma anche dai medici dell’ospedale San Gerardo di Monza in cui era ricoverato.

Tutti fecero fatica a comprendere come fosse possibile che, un ragazzino di appena quindici anni pienamente cosciente del male che lo stava portando alla tomba, non fosse disperato, anzi, al contrario, fosse sereno nell’affrontare la morte. Vengono in mente, per confronto, le ultime ore di Santa Teresina di Gesù Bambino, che nel mezzo delle sofferenze patite con forza d’animo, pregava di poter abbracciare al più presto il suo Sposo Gesù.

Evidentemente la grandezza di coloro che sono stati poi proclamati Santi, sta anche nel modo in cui hanno affrontato la morte: i martiri intonavano inni di lode a Dio prima di essere sbranati dalle fiere negli anfiteatri romani, San Francesco l’ha chiamata “Sorella”, Santa Agostina Pietrantoni e Santa Maria Goretti hanno perdonato i loro uccisori prima di morire, Don Pino Puglisi ha guardato in faccia con sguardo mite i suoi assassini, consegnandosi a loro senza ribellarsi. Carlo poco prima di morire disse, serenamente e autenticamente, di volere offrire le sue sofferenze per il bene del Papa e per l’edificazione della Chiesa.

Sapeva che il Golgota, sul quale tutti gli esseri umani prima o poi dovranno salire, è solo un passaggio, è un attraversare la morte, non un restarci, perché Cristo è risorto. Dopo la sua morte Carlo fu seppellito nel cimitero di Assisi, ma il 6 aprile 2019 il suo corpo fu traslato nel Santuario della Spogliazione, e deposto in un monumento collocato nella navata destra. La fase diocesana del processo di Beatificazione fu aperta il 15 febbraio 2013 a Milano, e si chiuse il 26 novembre 2016. Il 5 luglio 2018 Carlo fu proclamato Venerabile da Papa Francesco. Sono noti diversi miracoli avvenuti per sua intercessione, ma in particolare nel novembre 2019 la Congregazione delle Cause dei Santi ne riconobbe uno, verificatosi nel 2010.

Un bambino brasiliano era affetto da una gravissima malformazione del pancreas (pancreas biforcuto), che gli impediva di mangiare cibi solidi, e ne metteva a rischio la vita. Il sacerdote padre Marcelo Tenorio, devoto di Carlo Acutis, riuscì ad avere dalla madre Antonia Salzano un pezzetto di pigiama del ragazzo, quello che aveva indossato prima di morire. Con questa reliquia benedisse il bambino malato, poi con altre persone iniziò una novena di preghiera, comprendente anche una preghiera speciale a Carlo. Inaspettatamente il terzo giorno il bambino chiese di mangiare, e ingoiò per la pirma volta cibo solido senza stare male.

Furono svolti esami radiografici e fu trovato che, inspiegabilmente, il suo pancreas diviso a metà era completamente risanato. Il 21 febbraio 2020 questo miracolo è stato riconosciuto anche da Papa Francesco, aprendo così la strada alla Beatificazione di Carlo. Ora è tutto pronto per la cerimonia, che avverrà oggi 10 Ottobre ad Assisi nella Basilica di San Francesco, e il rito sarà presieduto dal Cardinale Agostino Vallini. Il 23 gennaio 2019 il corpo di Carlo è stato riesumato, ed è stato sottoposto ad alcuni interventi tecnici di conservazione ed integrazione, per poter essere esposto alla devozione dei fedeli in occasione della Beatificazione.

I tratti del volto sono stati ricostruiti con una maschera al silicone, inoltre è stato recuperato il cuore, che è stato sottoposto ad uno speciale trattamento conservativo, quindi è stato riposto in un reliquiario che sarà mostrato durante la cerimonia. Il corpo di Carlo sarà visibile al pubblico fino al 17 Ottobre. La devozione verso le reliquie dei Santi non è da intendere come una pratica sconveniente, ma ha un fondamento teologico: San Paolo scrisse che il corpo di ogni cristiano è il tempio dello Spirito Santo, donato da Cristo.

Di conseguenza nel corpo dei cristiani che hanno veramente seguito Cristo nella loro vita, lo Spirito Santo ha dimorato al massimo grado, ecco perché si venerano anche le loro reliquie. Carlo desiderava veramente essere unito a Gesù il più possibile, e amava ripetere con una delle sue frasi geniali: “L’Eucaristia è la mia autostrada verso il Cielo”. La vita di Carlo è stata proprio così, velocemente proiettata verso il Cielo, come se avesse percorso un’autostrada. In tuta e scarpe da ginnastica, come un adolescente del terzo millennio, ora procede veloce anche verso la Santità.