
Claudio Pennisi, giornalista
In un caldo sabato di inizio giugno, decisi di fare una passeggiata in centro a Roma con un mio amico.
La giornata proseguì tranquilla e verso le 17:00 decidemmo di rincasare, ma fu proprio in quell'ultimo giro al Corso che incontrai un giovane gabbiano reale magro e debole. Di corsa trovammo una scatola per trasportarlo e lui senza fare troppa resistenza si fece prendere, dentro di me pensavo che forse non sarebbe neanche sopravvissuto.
Nonostante i miei soliti pronostici negativi domenica mattina Gaetano il gigantesco pulcino, che somigliava a una grossa fagiana era lì e aspettava la colazione. Imparò presto a mangiare dalle mie mani e in poco tempo recuperò peso e forze. Ora che ero diventato il suo unico genitore dovevo insegnargli a nuotare e a volare, tutti i pomeriggi lo portavo al torrente dove faceva il bagno e si esercitava al volo. In due settimane Gaetano era trasformato, le ali lunghe e forti si incrociavano sulla schiena, era forse arrivato il grande momento?
Diventava sempre più nervoso e un venerdì pomeriggio, durante un tentativo di volo rischiò di essere sbranato dai cani pastori e io con lui mentre mi affrettavo a recuperarlo. Una domenica mattina, due settimane più tardi Gaetano prese il volo, questa volta per davvero, ora aveva imparato a manovrare le ali e galleggiava nel vento, volteggiava fino a scomparire dalla mia vista. Alcuni giorni dopo Gaetano tornò a casa, stava in terrazza con i gatti, volava sui tetti spaventando i piccioni e mi seguiva aspettando le sardine.
Una sera scese dal tetto, mangiò più del solito, poi partì, da quel giorno non vidi più il gabbiano che avevo cresciuto e reso libero. Egoisticamente parlando posso affermare che mi manca, mi manca il suo volo leggero e le planate sulla terrazza, mi manca salire sul tetto e trovarlo sdraiato al sole. Allevare un uccello giovane significa diventare genitori di qualcuno che dipende da te al 100%, in quelle poche settimane di allevamento devi cercare di dare il massimo.Giornate spese a imbeccare, pulire e insegnare a mangiare.
Ci si affeziona all'animale, ma arriva il momento del distacco e tutta la fatica di intere settimane viene ripagata da questo volo verso la libertà. Non saprò mai se Gaetano è sopravvissuto dopo la liberazione o se un giorno tornerà a trovarmi, una cosa è certa, gli ho dato una seconda possibilità ed è questo che conta.
