CAFFÉ CORRETTO O NOVICHOK?
Le tante domande senza risposta dell’Affaire Navalny…

Stefano Aviani Barbacci

Gaspare Pisciotta fu ucciso da un caffè “corretto” alla stricnina nel carcere dell’Ucciardone dopo che aveva promesso rivelazioni sui retroscena della strage di Portella della Ginestra. Similmente, Michele Sindona perse la vita dopo aver bevuto un caffè nel supercarcere di Voghera. Suicidio o omicidio?

In ogni caso una testimonianza eloquente della potenza letale di certo caffè italiano…

Non altrettanto potente, a quanto pare, è il Novichok che pure ha fama di essere una terrificante arma di sterminio d’epoca sovietica. In grado di uccidere al semplice contatto e sufficiente a sterminare una comunità intera anche se usato in quantità minime, non è riuscito ad averla vinta su Alexei Navalny, il noto attivista russo filo-occidentale.

Similmente, il Novichok non è riuscito a uccidere: l’agente-doppio Sergei Skripal, il manager delle Pussy-Riot Piotr Verzilov, l’attivista Vladimir Kara-Murza (legato all’oligarca Mikhail Khodorkovsky) e altri ancora. Un’inefficacia che contraddice quanto è noto della sostanza (il chimico Leonid Rilk parla di una letalità del 100% con una dose 400 volte inferiore a quella che si afferma sia stata usata) al punto che ha suscitato più di qualche dubbio persino tra i giornalisti del Washington Post (1).

 

Navalny, in piena ripresa, scende le scale dell’ospedale (in una foto postata dal medesimo).

Come è possibile che si sopravviva ad un agente nervino? E come è possibile che i “russi” reiterino attacchi con il medesimo preparato a fronte di così tanti fallimenti? Si tratta oltretutto di un’arma assai pericolosa da maneggiare, trattandosi di neuro-tossine che anche se soltanto inalate o entrate a contatto con la pelle possono portare alla morte in pochi minuti.

Ma i dubbi non finiscono qui. Se Navalny è stato vittima di un attacco predisposto dall’apparato di sicurezza russo, come è possibile che il medesimo apparato lo abbia poi prontamente soccorso (l’aereo è stato fatto atterrare in anticipo a Omsk) salvandogli con ciò la vita? E perché Putin ha consentito (su richiesta della moglie Yulia) che Navalny fosse trasferito in Germania per il proseguo delle cure?

I medici tedeschi hanno ringraziato Aleksander Murakhovsky, il medico-capo dell’ospedale di Omsk, per i tempestivi soccorsi prestati grazie ai quali Navalny avrebbe avuto salva la vita (2). Dunque è certo che i medici di Omsk siano stati bravi… ma la documentazione sanitaria che hanno prodotto si riferisce ad una marcata ipoglicemia. Come è possibile dunque che Navalny sia stato salvato sulla base di una diagnosi sbagliata? Ciò appare arduo e contraddittorio da sostenere.

Se davvero i “russi” volevano Navalny morto, perché non finirlo in ospedale invece di trasferirlo in Germania? E se volevano occultare le proprie responsabilità in un avvelenamento, perché avrebbero fatto ricorso ad un ingombrante agente nervino per uso militare, destinato a far strage e a lasciare una firma certa nel sangue di ogni possibile vittima?

Tali obiezioni sono logiche al punto che qualcuno ha anche sostenuto che il complotto contro Navalny sia stato ordito presso un ufficio dello FSB all’insaputa del Cremlino. Ora, pare francamente improbabile che i servizi russi tramino contro il loro presidente, come vediamo che accade negli USA. Se però fosse vero, dovrebbero anche dire che non è sostenibile l’accusa a Putin di essere lui il mandante.

Invece, sulle prime pagine dei giornali Putin e la Russia sono colpevoli “a prescindere” e il governo tedesco può dichiarare un attacco con un agente nervino senza mettere a disposizione alcuna evidenza medica a supporto. E quando la Procura Generale del Paese di cui Navalny è cittadino ha richiesto copia della documentazione sanitaria di parte tedesca, non ha ottenuto alcuna risposta.

 

Aleksander Murakhovsky, il medico-capo dell’ospedale di Omsk dove è stato soccorso Navalny

Ha detto Dmitry Peskov che i medici russi “hanno proposto una condivisione di dati ma non hanno ancora ricevuto, purtroppo, alcuna risposta dai loro colleghi tedeschi”. La divulgazione di dati scientifici invero è spesso fonte di imbarazzo per i politici: lo si vide con Skripal, quando il rapporto pubblicato dai medici inglesi contraddisse la versione del governo di Londra, escludendo il Novichok a favore del Fentanyl, un potente oppioide reperibile sul mercato degli stupefacenti (3).

Quanto viene detto su Navalny appare dunque ben poco credibile. Sembra un nuovo false-flag come i tanti già confezionati per legittimare la guerra in Siria o per isolare la Russia e colpire la figura morale del suo leader. Era stato Putin a smascherare, nell’autunno del 2015, il mercato illegale di greggio che lo Stato Islamico estraeva in Siria e vendeva a prezzi stracciati in Europa grazie all’intermediazione della Turchia: un traffico imponente di autocisterne che solo i jet della sedicente Coalizione Anti-ISIS a guida americano-saudita non riuscivano a vedere nel deserto.

Cui prodest? C’è un evidente fine pratico e immediato in questa crisi che non pochi analisti di questioni politico-militari hanno già segnalato: il gasdotto Nord-Stream 2 è quasi pronto e l’Affaire Navalny è un siluro lanciato contro ogni ipotesi di collaborazione tra russi e tedeschi (4). La Russia ha tutto da perdere e la Germania, già ripresa per aver violato le sanzioni (illegali) che la UE e gli USA hanno imposto contro la Russia, viene ora rimessa in riga.

 

5 Febbraio 2003: il generale USA Colin Powell mostra un falso aggressivo biologico all’ONU

Il 5 Febbraio del 2003, Colin Powell, generale USA e segretario di stato a quell’epoca, mostrava all’ONU le fiale contenenti antrace con cui (a suo dire) Saddam Hussein si preparava a scatenare una nuova guerra in Medio Oriente. Un gigantesco fake. I grandi giornali (gli stessi che oggi gridano al Novichok) scrissero che era la “pistola fumante”. Seguirono mezzo milione di morti.

Le cose però non erano a quel modo, lo raccontò nelle sue memorie Wesley Clarke, un altro generale USA, già comandante in capo della NATO: Washington aveva già deciso la guerra “a prescindere”. Oggi sappiamo queste cose con certezza, il problema è che da certi errori non impariamo mai nulla.

 

NOTE E APPROFONDIMENTI

(1) Il Washington Post ha di recente pubblicato un lungo elenco di casi di avvelenamento in cui la sostanza dichiarata era il Novichok, tutte le vittime sono sopravvissute. https://www.washingtonpost.com/gdprconsen...

(2) Così Israel Shamir: “i medici tedeschi hanno detto in una lettera che le condizioni di Navalny sono rimaste gravi e hanno ringraziato i colleghi russi per avergli salvato la vita”. https://it.sputniknews.com/politica/202009029489982-caso-navalny-cremlino-russia-...

(3) Che la sostanza fosse non il Novichok ma il Fentanyl lo avevano scritto i medici del Salisbury District Hospital il 5 Marzo 2018 sulle pagine del Clinical Service Journal (CSJ).

http://www.lacitta.eu/cronaca/36630-il-caso-skripal-un-false-flag...

(4) Scrive Fabrizio Anselmo che l’avversione USA nei confronti del Nord-Stream 2 ha a che fare con il tentativo di isolare la Russia dall’Europa e farla dipendere dallo shale gas americano”.

https://www.geopolitica.info/gli-ostacoli-alla-realizzazione-di-nord-stream-2/