prof. Alessandro Finzi
“L’amico prof. Alessandro Finzi mi scrive:”
Caro Mauro,
il prof. Giuseppe Occhini si meraviglia che il Parlamento Europeo abbia equiparato nazismo e comunismo e cerca di distinguere sulla base di motivazioni storiche.
Ma l’identificazione, secondo me che non ho letto il documento ufficiale, consiste nella comune origine socialista totalitaria. Da un lato c’era l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, dall’altra il Nazional-socialismo (Abbreviato Nazismo). L’unica differenza è che un “socialismo” era internazionalista e l’altro nazionalista.
Nulla di strano che si mettessero d’accordo e nulla di strano che alla fine si siano combattuti. È sempre stato così, nel nome del socialismo totalitario si lotta ferocemente per il potere: Bolscevichi contro Menscevichi, Trotzkisti contro Leninisti, Comunisti contro Nazisti. Non dimentichiamo che Mussolini, il maestro poi superato da Hitler, era anche lui socialista, dalle origini alla finale Repubblica sociale, manifestando la naturale vocazione totalitaria appena conquistato il potere. Qualunque ragione storica si voglia scandagliare, mi sembra che la comune identità social-totalitaria del Nazismo e del Comunismo sia inoppugnabile e definitivamente condannabile senza possibili sottili distinzioni. Come giustamente ha fatto il Parlamento Europeo.
D’altra si può notare come l’Italia, quasi unanimemente fascista, abbia subito dato una notevole forza elettorale al Partito Comunista e, dopo la caduta dell’impero sovietico, c’è da notare che i comunisti italiani, con poche e ormai marginali eccezioni, continuano a cambiare nome nella speranza che la gente dimentichi la tragica origine che, ancora non molti anni fa, induceva perfino qualcuno, diventato poi molto importante, a inneggiare ai carri armati sovietici che invadevano popoli in cerca di libertà.
Ma è bene non dimenticare. Nessuno si è dichiarato pentito, sono sempre quelli anche se adesso vogliono essere chiamati “Democratici”.
Ciao Alessandro.
