Viterbo CRONACA Ricordi del passato
di Luciano Pasquini

La fontana delle Sette cannelle (foto Luciano Pasquini)
La fontana delle Sette cannelle, nei pressi della Quercia, mi riporta alla mente quando la strada era ancora bianca e polverosa e le macchine non circolavano, perché si contavano sulle le dita di una mano.
Un luogo ideale per le partite di Ruzzolone.
Si partiva dall’archetto del convento dei Padri Cappuccini, appena fuori Viterbo, per arrivare alla meta, appunto al fontanile delle Sette cannelle.
Un gioco a squadre: si lanciavano delle ruzzole, dischi di legno di circa trenta centimetri ai quali si avvolgevano le corde per imprimere la velocità e la direzione, lungo il tracciato che sembrava un circuito, in quanto molti tratti dello stradone risultano incassati nel terreno ed erano per la ruzzola vere e proprie rotaie. Vinceva chi con meno tiri arrivava al traguardo.
Un gioco per sua natura conviviale, socializzante, fatto all’aria aperta e a contatto con la natura, che comunque richiedeva concentrazione, precisione e forza.
Mi ricordo i continui sfottò tra i partecipanti, che diventavano sane risate quando la ruzzola andava fuori strada o si spaccava in due colpendo una roccia. Noi ragazzi allora copiavamo, con le nostre brave ruzzole in miniatura, le mosse dei grandi che ci precedevano.
La vera festa era all’arrivo, quando i giocatori si godevano il meritato riposo sul muretto del fontanile (ora recintato da un’ inferriata, che in qualche modo l’ha protetto, dal diventare una discarica).
Dai tascapani cominciavano ad uscire delle belle fette di pane casareccio, con formaggio e salcicce stagionate, le cosiddette susianelle, che coltellini affilati, provvedevano a tagliare a pezzettini. Noi scendevamo alcuni scalini per riempire le bottiglie d’acqua fresca che già da allora veniva da una sola cannella e che i partecipanti alla gara usavano solo per pulirsi le mani.
Il gioco della Ruzzola ha origini antichissime, si dice Etrusche ed è un peccato che col tempo dalle nostre parti sia andato in declino, fino a sparire quasi completamente.
In altre regioni vanta una partecipazione attiva, specialmente in Emilia. Nella Tuscia, un gruppo sportivo si sta dando da fare per organizzare un Campionato Nazionale a Soriano nel Cimino, adeguando il tracciato alle esigenze dei regolamenti ufficiali. Un motivo in più di richiamo turistico.
Il Ruzzolone è paragonabile a quelle specie animali che in natura si sono quasi estinte e che l’uomo ha reintrodotto in areali simili con buoni risultati. I tempi sembrano promettere bene. Un in bocca al lupo agli amanti di questa disciplina.
Luciano Pasquini
