Viterbo CRONACA Una causa del pericoloso 'declassamento'
è la scarsa pubblicità ai nostri 'tesori artistici'

di Ivano Aidala

 

Il Turismo (divertimento, riposo, curiosità più o meno culturale, ecc.) è, o almeno dovrebbe essere, una delle principali - se non la principale - attività italiche con un solo, e primario, obiettivo: essere al posto numero Uno nella classifica mondiale del settore.

   Ed invece, al posto di nuove, indispensabili, utili sovrastrutture, ecco in arrivo nuove tasse come l'aumento dell'imposta di soggiorno. Bernabò Bocca, Presidente della Federalberghi, ha dichiarato al Messaggero che "Il made in Italy" andrebbe valorizzato come brand, come scopo principale.

Ma purtroppo non è affatto così, tanto che secondo il rapporto della World Tourism Organization 2014 l'Italia è preceduta nell'affluenza di visitatori esteri dalla Francia, dagli Stati Uniti, dalla Spagna e dalla Cina.

Il che vuol dire occupare 'soltanto' la quinta piazza nella classifica dei Paesi più visitati, ma non basta, perché per il nostro amatissimo Stivale c'è la triste prospettiva di essere sorpassato anche da altre nazioni, per esempio dalla Turchia e dall'India.  

Una delle cause di questo pericoloso 'declassamento' è senz'altro la scarsa pubblicità che viene offerta ai nostri 'tesori artistici', tanto che non sono poche le località quasi - per non dire totalmente - ignorate dai turisti (compresi quelli di casa nostra).

Fabio Isman (Il Messaggero) ce ne ha ricordate diverse: San Vincenzo al Volturno (Isernia); Sepino (Campobasso): antica città sannita con un teatro ed un museo; San Clemente in Casauria (Pescara); Terra del Sole (Forlì); Palazzo ducale di Urbino; Museo archeologico di Ancona; Basilica dei Santi Quattro Coronati (Roma); Palazzo reale e museo nazionale di Pisa; Villa Giustiniani Odescalchi di Bassano Romano; Musei di Tarquinia e di Vulci.

Ci siamo avvicinati a Viterbo ed ora entriamo nella città Capitale della Tuscia e di oltre sessanta Comuni. Ce ne sono di 'cose' da far vedere ed ammirare ai turisti che hanno il privilegio e, perché no, la fortuna di non fermarsi soltanto a Roma.

Non si può non restare incantati - specialmente se si viene da Paesi e da metropoli soprattutto industriali - davanti al Museo Nazionale Etrusco ed al Museo della Ceramica; entrando nella Cattedrale di San Lorenzo o davanti al Palazzo Papale. Mettiamo nell'elenco la Chiesa di Santa Rosa; il quartiere San Pellegrino; Villa Lante a Bagnaia; Bagnoregio, la città che muore; il lago di Bolsena; tanto per citare alcune delle 'pietre preziose' che arricchiscono il 'Gioiello della Tuscia".

   E questa è Viterbo, costretta, però, a confrontarsi negativamente con il rovescio della medaglia: i turisti, ospiti attesi e graditi, denunciano la mancanza di servizi come i bagni pubblici; di mappe cartacee quantomeno del Centro storico e dei suoi monumenti principali. La gente viterbese poi - diciamo oltre 15.000 cittadini - è stata costretta a chiedere ad Equitalia la rateizzazione delle tasse imposte.

   Concludiamo, infine, con una ciliegina (amara) sulla torta: il Signor Ministro Dario Franceschini ha annunciato la soppressione della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria meridionale. Gli Accademici, e non soltanto loro, sono decisamente contrari. Attendiamo novità.


Ivano Aidala