Andrea Stefano Marini Balestra
Il governo, sotto l’impulso degli eventi determinati dalla pandemia, ha emesso una serie di provvedimenti in campo economico a dir poco confusi, contraddittori.
Del resto, tutto lo jus covidianus governativo dal 9 marzo ad oggi è una serie di assurdità le cui conseguenze andranno a vedersi negli anni futuri.
Ci riferiamo oggi all’art. 25 del D.L. 34 del 19.5.20 mediante il quale, in “similitudine” altri stati europei, è stato previsto un contributo a “fondo perduto” a favore dei titolari di partita IVA.
L’articolo in questione prevede la facoltà di presentare a far data dal 15 giugno sino al 13 una “semplice” domanda per via telematica alla Agenzia per le entrate per vedersi corrisposto il 20% del fatturato del mese di aprile 2019, con decalage per i soggetti con giro di affari superiori i limiti indicati.
Comunque, una vera lotteria, perché, il contributo va chiesto solo sul volume fatturato del mese di aprile dell’anno 2019, quando, per es., molti contribuenti, nel mese di aprile dell’anno scorso potevano aver fatturato meno del mese antecedente di marzo 19 o successivo maggio 19.
Lotteria, quindi.
Particolare “divertente”, è che, emanato il Decreto, nessuna circolare ha precisato i confini esatti della ammissibilità del contributo, salvo un “tardivo” provvedimento del Direttore Agenzia entrate del 10.6. sulle modalità restituzione contributi non dovuti, ma senza precisare chi potevano essere i veri destinatari del contributo nel frattempo sbandierato urbi et orbi dal governo come per tutti.
Hanno pertanto presentato domanda oltre un milione di soggetti così come riferito da fonti di stampa.
L’Agenzia delle entrate, probabilmente timorata delle conseguenze per il Tesoro per un’enorme ricorso dei cittadini al beneficio, ha emesso una risoluzione il 26.6,20 n. 37/E indicando i codici tributo per il modello F24 elide da usare per le restituzioni di somme non dovute percette, comunque gravate dalle conseguenze dell’art. 17 del D.L. 9.7.97 n.41 (concernente applicazione di sanzioni per contributi statali non dovuti).
Ma non è finita.
La confusione normativa, che appunto ingrosserà i ruoli delle Commissioni Tributarie, è completata dalla recente Circolare Agenzie per le entrate n.22 del 21.7.20 che risponde ad una serie infinita di quesiti posti dai cittadini.
In conclusione, ci troviamo a pochi giorni dal termine della facoltà richiedere il contributo con già oltre un milione di domande già pervenute e liquidate, che il governo fa retromarcia sulla sbandierata generale concessione del “fondo perduto”.
Il problema che si porrà, dopo le “precisazioni” in corso di opera, è quello dell’accertamento postumo delle condizioni di ammissibilità al contributo e delle restituzioni delle somme percette indebitamente con relative sanzioni.
Infatti, come è accaduto personalmente a me che in data 20.6. ebbi presentare formale domanda di contributo utilizzando, mediante piattaforma SPID, il modello telematico predisposto dall’Agenzia avendo nell’aprile 19 emessa una fattura per euro 800,00.
Quindi mi aspettavo ricevere solo 1.000,00 euro, mentre invece mi sono visto recapitare il 3.7.20 sul mio conto corrente bancario ben 160.000,00, perché era accaduto che gli zeri dopo 800 euro non dovevano essere aggiunti nello spazio perché già previsti dal modello fine spazio stesso.
Il “sistema” ha letto inesattamente la domanda non tenendo conto che il volume di affari annuo dichiarato era inferiore a 40.000,00 pertanto assurdo che in un solo mese si fatturasse il doppio del dichiarato.
Peraltro, nessuna istruzione era nel senso dover monitorare lo stato di avanzamento della domanda per correggere eventuali errori. Quindi, l’Agenzia delle entrate, equivocando l’indicazione 800,00, (che casomai doveva diventare 80.000, mai 800.000) ha liquidato il contributo al 20%, quindi 160.000,00, errando a sua volta in quanto il contributo erogabile mai poteva essere al 20% per un importo di euro 400.000,00, ma eventualmente solo il 15% pari a euro 120.000,00.
Errori su errori!
Lo jus covidianus d’urgenza non poteva crearne di meglio.
Bene, il primo mattino dello stesso giorno 3.7.20, in cui risultava accreditata la somma di euro 160.000,00 provvedevo, come da istruzioni della Risoluzione Ag. Entrate del 26.6.20, a restituire la somma percetta utilizzando il mod. F24 Elide ed i corretti codici tributo, quindi contestualmente alla rinuncia del contributo, sempre utilizzando le stesse istruzioni di cui alla suddetta Risoluzione.
Lunediì 6.7.20. il Direttore della filiale presso cui ho il conto bancario mi ha chiesto revocare il bonifico ricevuto in quanto l’Agenzia delle entrate, tramite Banca d’Italia, ne chiedeva restituzione, accortasi dell’errore dopo aver letta la rinuncia al contributo pervenutole telematicamente.
Ho pertanto sottoscritto quanto richiesto ed in data 6.7. risulta stornata ogni somma.
Ho richiesto nuovamente l’erogazione del contributo, ma la domanda “scartata” per una precedente domanda andata in pagamento.
Neanche Pirandello o Kafka avrebbero scritto di meglio.
Adesso, sarei per l’Agenzia delle entrate un contribuente disonesto, soggetto alle dure conseguenze sanzionatorie ex D.l. n.41 del 1997.
Assolutamente no, perché la somma versatami frutto di un errore dell’Ufficio e della sua sgangherata telematica, comunque ogni somma versata lo stesso giorno per modello F24 elide, di cui è sparita traccia tranne che nelle mie carte. Risulta solo l’emissione di un bonifico alla Agenzia per euro 160.000,00 tre giorni dopo (comunque il 4 e 5 luglio 20 erano sabato e domenica).
Ma Governo Conte, a che gioco stai giocando!
Prometti soldi a tutti, ma dapprima non ti adoperi perché questi possano giungere a destinazione, poi, peggio, per quelli già erogati, anche per errori informatici incolpevoli li richiedi con interessi e sanzioni mediante una serie successiva di circolari della agenzia delle entrate, pure contraddittorie.
I cittadini ne hanno abbastanza delle promesse non mantenute, soprattutto quando queste, dall’inizio non lo potevano essere per inesistenza fondi disponibili.
Non si promette nulla se non si è in grado, figuriamoci agire con inganno.
