
Andrea Stefano Marini Balestra
Lo scanzonato e simpatico autore americano Mark Twain (1835-1910), il cui vero nome era Samuel Clemems, che lui volle cambiare dopo la sua esperienza di pilota di battelli fluviali sul Mississipi scrisse nel 1896 come promozione turistica delle Cascate del Niagara un romantico racconto che trae origine dalla creazione e precisamente un fantasioso diario dei nostri progenitori Adamo ed Eva.
La pubblicazione avvenne nel 1906 e fu un successo. In circa una cinquantina di pagine l’umorismo british di Twain raggiunge il parossismo e la scanzonatura di un brano della Bibbia, il cui testo per i credenti non può essere modificato.
Bene, però l’autore ne fa è una rivisitazione satirica e singolare del celebre mito. È una versione ironica e fiabesca dell’incontro tra l’uomo e la donna per eccellenza, caricati di tutti gli stereotipi dell’uomo moderno, come se fossero vissuti davvero ai nostri giorni. Eva è romantica, vanitosa, chiacchierona. Adamo è cinico, solitario, rude. Eppure, nonostante le diversità, uomo e donna si amano.
In scena ieri sera a Ferento Barbara de Rossi e Francesco Branchetti, voci narranti del testo in scena con i mimi Umberto Bianchi e Raffaella Zappalà, hanno dato uno spettacolo di valore ed interesse non solo per l’esecuzione di un testo importante, ma per la validità dell’interpretazione dei mimi superlativi e convincenti nell’azione non sempre facile andare in accordo con la lettura del testo e del sottofondo musicale.
Applausi a scena aperta e molti di più al termine da parte di un buon numero di spettatori presenti di palato fine che non potevano rinunciare ad assistere ad un’opera di Mark Twain.
