Viterbo CRONACA Viterbo liberata dalla Santa da una terribile epidemia
di Laura Ciulli

"Fiore del cielo", la Macchina di santa Rosa di Arturo Vittori è stata ormai assemblata dalla squadra di Contaldo Cesarini e Vincenzo Fiorillo, per sfilare nelle vie in questo suo ultimo passaggio targato 2014, con un nuovo look e tante novità.
Il "Campanile che cammina" grazie al coraggio ed alla forza di un centinaio di uomini vestiti di bianco, con fascia rossa in vita, la sera del 3 settembre, offre alla folla entusiasta uno spettacolo unico ed irreale.
Inizialmente però era poco più di un baldacchino con l'immagine della Santa, in una processione religiosa che commemorava la traslazione del corpo di santa Rosa dalla Chiesa di santa Maria in Poggio al monastero di san Damiano, poi di santa Rosa.
Portata a spalla dal clero o dalle confraternite cittadine su una "macchina" di legno dorato fra torcieri e candelabri.
Secoli dopo nel 1664, poiché Viterbo era stata liberata da una terribile epidemia dalla Santa, il Comune si impegna a portare la statua di santa Rosa ogni anno, proprio su una "macchina", che nel corso degli anni assume proporzioni sempre maggiori, tanto da diventare come una torre illuminata.
Così dal 1258 il "Bel fiore italico, o di Viterbo vanto", come canta l'inno della gioventù femminile dell'Azione Cattolica, Rosa è portata in trionfo per le vie cittadine.
Laura Ciulli
