Frammenti di Pace
Era il 2019 e c’erano già seri problemi economici. Il modello dominante, speculativo ed utilitarista, mirava al massimo dell’utile finanziario, licenziando, riducendo i salari, sfruttando in modo selvaggio le risorse naturali e moltiplicando debito e disuguaglianze.
Poi è arrivato il Covid. La pandemia ha imposto il blocco delle attività economiche, la situazione sembrava disperata. Insieme alla crisi del sistema sanitario si sono verificati centinaia di migliaia di decessi, milioni di disoccupati… tutto sembrava perduto e nessuno riusciva ad ipotizzare un futuro accettabile.
Ma come sempre accade nella storia, dietro a una grande crisi si nasconde una grande opportunità. «Dietro ogni problema c’è un’opportunità», scriveva Galileo Galilei, ed è altresì evidente che, più è vasto il problema, e più importante è l’opportunità che si presenta. Alcuni esempi: prima del Covid tutti i sistemi sanitari stavano operando tagli e licenziamenti, riducendo farmaci e servizi soprattutto per la parte più povera della popolazione. Dopo il Covid, assisteremo al più grande investimento nel sistema sanitario mai visto nella storia. Non solo medici e infermieri verranno assunti a migliaia, ma tutta la società si sta organizzando per introdurre misure igienico-sanitarie in grado di limitare l’emergere e la diffusione del Covid e di altri pericolosi virus.
Nell’ambito della finanza, il Covid e il blocco delle attività economiche ha determinato lo sgonfiamento delle bolle speculative che si aggiravano minacciose nelle Borse di tutto il mondo. La prima a sgonfiarsi è stata la bolla speculativa sui titoli del petrolio e dei combustibili fossili. Come per miracolo, i capitali si stanno spostando verso le tecnologie verdi, alimentando una ripresa che sarà tutta orientata alla “Green Revolution”. Tutti i settori economici – dall’energia alla mobilità, dalle infrastrutture ai trasporti, dalla comunicazione al commercio – stanno andando verso il “Green New Deal”.
Stiamo per assistere ad una rivoluzione tecnologica, economica e sociale tra le più grandi e significative della storia. Il Covid ha fatto esplodere in modo drammatico i limiti e le contraddizioni del sistema utilitaristico. Così, a partire dall’Europa, si è passati da una politica di tagli e austerità ad una politica espansionistica, centrata sugli investimenti atti a sostenere l’economia reale, difendendo l’occupazione e lo Stato sociale. A questo proposito, ha destato scalpore un articolo scritto da Mario Draghi sul “Financial Times”, in cui l’ex presidente della Banca Centrale Europea propone un cambio di paradigma. Draghi chiede agli Stati di evitare che le persone perdano il lavoro e di fornire un reddito di base ai disoccupati.
Alle banche propone di fornire prestiti a costo zero alle società disposte a salvare posti di lavoro. Il capitale necessario per svolgere questo compito sarà fornito dal governo sotto forma di garanzie statali. Le misure proposte da Draghi sono state subito accettate e rilanciate dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, nonché sostenute da Francia, Germania, Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Irlanda.
La strada indicata da Draghi sembra quella invocata più volte da Papa Francesco: «Il denaro deve servire e non governare», ed è forse anche per questo che il Pontefice ha nominato Mario Draghi membro della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. Ma indipendentemente dalle conseguenze pratiche che l’emergenza Covid potrà avere sulle scelte di politica economica nell’Europa e nel mondo, una riflessione va fatta sulla natura e il significato della crisi e delle conseguenti opportunità.
La storia insegna che non bisogna temere che i muri cadano, che le certezze vacillino, che i vecchi modi di pensare vengano spazzati via, che i paradigmi dottrinali e legislativi vengano modificati. Non bisogna temere la novità e il movimento. Il sole che scalda, il vento che soffia, il mare che genera onde, le stagioni che cambiano, gli elementi naturali che muoiono e quelli che rinascono quotidianamente, sono parte dell’affascinante processo vitale del nostro pianeta.
Il movimento di decadimento e rinnovamento è alla base di tutti i processi vitali. Processi che, per quanto riguarda le comunità umane, sono sempre più accelerati. Il motore del rinnovamento è l’empatia, l’intelligenza, la ricerca del vero, del buono e del bello, l’irrefrenabile aspirazione umana ad allargare gli orizzonti, aspirare al cielo e all’infinito, immaginare e sognare mondi nuovi… il desiderio di amare e costruire relazioni. Non si cambia per paura.
Ci si rinnova per coraggio ed audacia. È miope e dannoso pensare di gestire il presente impedendo i cambiamenti. Per questo motivo, il mondo che sta andando in pezzi si sta rivelando come la più grande opportunità per costruirne uno migliore. Ha scritto Ralph Waldo Emerson:
«Il mondo è fatto di cancelli da aprire, di opportunità da cogliere, di chitarre da suonare». E Mark Twain ha aggiunto: «Sciogli gli ormeggi, naviga lontano dal porto sicuro. Cattura i venti dell’opportunità nelle tue vele. Esplora. Sogna. Scopri». Ha concluso Madre Teresa di Calcutta: «La vita è un’opportunità, coglila. La vita è bellezza, ammirala. La vita è beatitudine, assaporala. La vita è un sogno, fanne una realtà. La vita è una sfida, affrontala». (Antonio Gaspari, www.orbisphera.org)
