Viterbo CRONACA Testi sacri, fondamentalismo religioso e guerre di religione
di Agostino Giovanni Pasquali
Re David
Gentile Direttore, qualche tempo fa mi ero riproposto di inviarle una “lettera della domenica” con una certa regolarità a condizione che la mia proposta le fosse gradita.
Ho saltato una settimana perché un mio scritto non è stato gradito, non da lei, ma da alcuni lettori.
Si è trattato di un malinteso che è stato chiarito e quindi riprendo la mia corrispondenza con
Testi sacri, fondamentalismo religioso e guerre di religione
8 agosto, primo pomeriggio, caldissimo. Mi son chiuso in casa: tapparelle abbassate, poltrona reclinabile e birra fresca. E’ bello rilassarsi nella penombra e magari rivedere un vecchio film, uno di quelli leggeri, senza impegno intellettuale o angosce esistenziali; meglio ancora dormicchiando.
Ho acceso la TV proprio mentre cominciava “King David”. Cosa c’è di meglio di un racconto biblico, fatto di buone azioni e di interventi divini?
Veramente ho visto solo la prima parte del film, che descrivo brevemente:
Il profeta Samuele rimprovera aspramente Saul, re degli israeliti, perché, dopo aver combattuto e vinto gli amaleciti, non li ha uccisi tutti e, anzi, sta per fare un accordo di pace con il loro re Agag.
Poiché Saul non ha rispettato il volere di Dio, il quale, per bocca dello stesso profeta Samuele, gli aveva ordinato espressamente lo sterminio di tutti gli amaleciti e di tutto il loro bestiame, Samuele sconsacra Saul e gli preannuncia che presto Israele avrà un nuovo re.
Saul espone le sue ragioni, che secondo me sono ottime ragioni di “Realpolitik” (come si direbbe oggi), ma Samuele non si lascia convincere; lui è un fondamentalista.
Ora viene una scena di estrema crudeltà, da film horror.
Samuele personalmente con un colpo di spada decapita il re Agag, ne raccoglie la testa sollevandola per i capelli e la mostra soddisfatto.
* * *
Ho avuto una reazione di rigetto. Ho spento il televisore disgustato dalla crudeltà di quel Samuele, ipotizzando che il soggettista e il regista del film avessero preso dalla Bibbia un episodio e lo avessero alterato per gettare discredito sulla Bibbia stessa e su Dio.
Ma, ipotesi per ipotesi: e se invece il racconto biblico fosse proprio così, o lo fosse almeno in parte?
Ho pensato che se la Bibbia è stata ispirata (si dice anche: dettata) da Dio, la Bibbia non può aver narrato una simile crudeltà, addirittura un omicidio ordinato da Dio stesso ad un suo profeta, che io più che profeta chiamerei sicario.
Sai cos’è? - mi son detto - andiamo a vedere la fonte, proprio la Bibbia.
Con grandissimo stupore ho accertato (Bibbia C.E.I. 2008 - primo libro di Samuele, capitolo 15) che il film riporta i fatti esattamente come sono descritti nella Bibbia, esclusa solo la descrizione esplicita della decapitazione.
La Bibbia dice infatti: “Samuele l'apostrofò: «Come la tua spada ha privato di figli le donne, così tra le donne sarà privata di figli tua madre». E Samuele abbatté Agag”. Quell’“abbattè” lascia pochi dubbi, anche perché, in seguito (capitolo 17), “Davide fece un salto e fu sopra il filisteo, prese la sua spada, la sguainò e lo uccise, poi con quella gli tagliò la testa”.
Beh? Che pretendete! La ghigliottina non era stata ancora inventata.
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Prima di attribuire al volere del Signore certe azioni non proprio caritatevoli, mi è venuto qualche dubbio sulla credenza che la Bibbia sia stata scritta “tutta” sotto dettatura di Dio, quanto meno dubbi sulla conformità alla parola di Dio, della redazione scritta che ci è pervenuta.
Ho fatto qualche ricerca e sono arrivato ad alcune conclusioni.
Eccole:
- I racconti biblici hanno avuto inizialmente una trasmissione orale e, come tutti i racconti orali, ad ogni passaggio il narratore ci ha messo del suo, secondo gli usi e la mentalità del tempo. Se in un certo tempo gli usi erano primitivi e tanto crudeli da farci oggi rabbrividire, può essere che per quei tempi fossero normali. Questo può spiegare il comportamento del profeta Samuele.
Mi sia permesso un breve commento. La civiltà avrà pure fatto qualche progresso attraverso i millenni. Infatti si è passati dall’esecuzione brutale (stile Samuele-Davide) alla morte con torture; poi gradualmente alla crocifissione, al rogo, all’impiccagione, alla fucilazione...
Nell’anno 1792 è stata inaugurata la ghigliottina, nel 1889 la sedia elettrica. Nuovi metodi che fanno giustizia in modo sicuramente più rispettoso per la dignità del condannato, anche perché accompagnati sempre dal conforto di un sacerdote. Ecco perché Socrate ha accettato tranquillamente la condanna a morte: per lui un semplice veleno indolore.
- La Bibbia è stata anche sicuramente interpolata. Per esempio il racconto della creazione (Genesi) contiene alcune strane ripetizioni che hanno portato gli studiosi ad ipotizzare una sintesi imperfetta di due racconti.
Dunque la Bibbia è stata ispirata da Dio, ma lo zampino degli uomini, progenie di quei bricconi di Adamo ed Eva, c’è sicuramente. Quell’esecuzione sommaria potrebbe essere dunque un’interpolazione.
- O forse Dio ha usato un linguaggio che gli antichi israeliti non capivano bene e hanno trascritto male.
- O forse qualche profeta, più che profeta era un isterico, ma la gente lo prendeva sul serio. Del resto anticamente si riteneva che la psicopatia fosse segno della presenza della divinità. E in tempi molto vicini a noi, i tedeschi non hanno forse preso sul serio, anche troppo, un moderno profeta pazzo criminale? E negli USA di oggi, non capita ogni tanto di sentire che ci sono profeti sanguinari?
- O, infine, dato che la Bibbia non è un libro, ma un insieme di libri di diverso contenuto (‘Bibbia’ significa infatti ‘Libri’), si può pensare che certi passi della Bibbia siano un racconto mitologico o anche una cronaca scritta dagli israeliti per esaltare la propria storia.
Il Vecchio Testamento non è solo parola di Dio, è anche cronaca e storia. I libri del Nuovo Testamento, in particolare i Vangeli, sono tutt’altra cosa.
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In ogni caso penso che sia pericoloso considerare la Bibbia, e qualsiasi testo sacro di qualsiasi religione, come legge e verità assoluta da applicare senza riserve.
La Storia ci insegna che in nome dei testi sacri sono state fatte guerre e massacri e, nei casi meno gravi, si sono operate ingiuste e assurde discriminazioni. Purtroppo ancora oggi si fanno discriminazioni, persecuzioni e guerre per motivi religiosi.
E’ cronaca di tutti i giorni: persecuzione dei cristiani in Iraq, rapimenti di giovani donne in Nigeria, programma esplicito di alcuni islamici di distruggere in nome di Allah tutte le altre fedi religiose. Dietro i terroristi c’è spesso una fede religiosa “deviata”.
Riflettiamo sulla guerra in atto tra Israele e Hamas. Non è una guerra di religione, ma addirittura tra religioni nel senso che non c’è un aggressore e un aggredito, ma due parti che si aggrediscono a vicenda in nome del proprio credo religioso con l’uso delle peggiori tecnologie di distruzione. Ovviamente non c’è solo la religione alla base del conflitto, ci sono anche contrasti economici, dispute territoriali, necessità di sopravvivenza.
Ma la soluzione della controversia non ci sarà, e i lutti continueranno e i popoli vivranno con la paura di bombe e di attentati, finché in entrambe le parti preverrà il volere dei fondamentalisti, islamici ed ebraici, i quali si appellano direttamente e integralmente ai loro testi sacri, imponendo al popolo la Shari’a e la Torah, cioè rispettivamente la legge sacra islamica e la legge sacra ebraica. Mi sembra che in entrambi i campi il popolo sia succubo e vittima dei propri fondamentalisti.
Agostino Giovanni Pasquali
