Viterbo PENSIERI IN LIBERTA'
a cura di Barbara Pasqualini

                                (foto di Enrico Pasqualini) 

Pensieri in libertà Maggio 2020

Cari amici lettori,
in questo difficile periodo, per tutti noi, permettetemi di coinvolgervi, ancora una volta, in una mia personale, leggera divagazione (d’altra parte, vi propongo, per “autocitarmi”, Pensieri in libertà), per concederci qualche momento di distrazione dalla quotidianità. Vorrei essere una nota “faceta” tra tante notizie “serie” che impegnano sovente le nostre letture. Se vi avrò regalato un sorriso, mi considererò soddisfatta…un pensiero affettuoso a tutti voi.

Sarà la complicità del tepore primaverile, sarà forse il vago sentore floreale che pervade l’aria ma oggi il mio olfatto è particolarmente sensibile ed è completamente “irretito” dal profumo del detersivo della lavatrice che inonda casa mia… Direte: <<Che ci sarà di interessante nel conoscere il tuo giorno di bucato?>>

Giusta obiezione.

Rispondo: <<Nulla!>>

In realtà, la cosa interessante, almeno per me, è la riflessione che mi è scaturita quest’oggi mentre stendevo i panni con mia madre.

Quella che attualmente è per me, e per la maggior parte di noi, una pratica consueta ed anche piacevole (adoro il profumo dei panni puliti!), qualche decennio fa, all’epoca delle mie care nonne, per intenderci, era un po’ meno gradevole e molto più “avventurosa” …

Mi sono tornati alla memoria i loro racconti…fare il bucato era impegnativo e faticoso, non solo perché mancava loro la lavatrice, preziosa collaboratrice, ma anche perché non c’era davvero la scelta di saponi che abbiamo ora…

Mi son chiesta, perciò, quale sia la storia dei detersivi e, questa volta, ho trovato “pane per i miei denti” …la ricerca non è stata nemmeno così immediata!

Un primo prezioso aiuto nell’individuare le pietre miliari di questa cronologia lo ho avuto a questo link:

https://assocasa.federchimica.it/Stampa/Idetersivinellastoria.aspx

Per i curiosi come me, una breve digressione su Assocasa, cui rendo grazie per le interessanti notizie fornite!

(Associazione Nazionale detergenti e specialità per l’industria e per la casa

Assocasa, costituita nel 1984 nell’ambito di Federchimica, rappresenta le imprese di prodotti per la pulizia, la manutenzione e l’igiene degli ambienti non solo per la casa, ma anche per le comunità e l’industria: detersivi, saponi da bucato, coadiuvanti di lavaggio, presidi medico-chirurgici (disinfettanti e disinfestanti ambientali), cere, prodotti per la cura delle auto, deodoranti ambientali.

Assocasa riunisce circa 100 imprese nazionali e multinazionali operanti in Italia, con un fatturato globale che supera i 3 miliardi di euro, pari alla quasi totalità del mercato, e circa 6000 addetti.

Dal punto di vista normativo, l’Associazione, oltre ad offrire servizi di consulenza sulle normative italiane ed estere che regolano il settore, mette a disposizione del Legislatore le proprie competenze in fase di studio preliminare delle normative stesse.)

Ed ecco qua quanto sapientemente riportato da questa fonte!

I detersivi nella storia

La responsabilità della tutela ambientale è una acquisizione recente per l’umanità; ma il vantaggio di vivere in un contesto di pulizia, e la connessione di questo con la difesa della salute, sono conoscenze apprese in tempi molto antichi. È interessante percorrere un sentiero poco noto della storia, che parte dal bollire i grassi animali nelle pentole sul fuoco, per giungere alla capacità di fornire igiene assoluta, morbidezza, trasparenza e brillantezza.

Assocasa propone quindi alcuni cenni storici sulla detergenza:

2800 a.C.: i Babilonesi cominciano a fabbricare il sapone grazie all’ebollizione di grassi e cenere.

1500 a.C.: alcuni archivi egiziani di medicina descrivono come combinare olii animali e vegetali con dei sali per ottenere una sostanza simile al sapone.

312 a.C.: i Galli scoprono la saponificazione; le loro donne iniziano a mescolare grasso animale fuso, cenere di legna e argilla, anche se questa pasta era usata sui capelli, piuttosto che per lavare gli indumenti.

Medioevo: fabbricare sapone diventa una professione consolidata; i maestri saponificatori conservano gelosamente i loro segreti di fabbricazione. Trattano grassi vegetali e animali con cenere di legna e aggiunta di profumo e cominciano a diffondersi numerose varietà di sapone (per radersi, lavarsi i capelli, il corpo, per fare il bucato).

800 d.C.: La Francia progredisce velocemente nella produzione di sapone, grazie alla grande disponibilità di materie prime, quali grassi e olio di oliva.

1746: il sapone viene registrato dalla farmacopea francese che propone diversi metodi di fabbricazione.

1800: il sapone è ancora pesantemente tassato come articolo di lusso. Quando le tasse verranno soppresse, il livello generale di pulizia ne trarrà enorme giovamento. 

1900: è il secolo delle innovazioni. Tra le più significative si segnalano:

■ anni ‘50: creazione di detergenti in polvere multiuso, detersivi in polvere per biancheria e lavatrici

■ anni ‘60: detergenti in polvere per l’igiene domestica, ammorbidenti liquidi per tessuti, detersivi con aggiunta di enzimi

■ anni ‘70: detersivi per tessuti delicati, confezioni famiglia, liquidi per lucidare

■ anni ‘80: ammorbidenti, detersivi in polvere compressa in pastiglie, gel per lavare i piatti

■ anni ‘90: cresce la gamma dei concentrati e compatti, ricariche, pastiglie per lavastoviglie, brillantanti. 

Ma ormai sono completamente invischiata in questa ricerca…

Il mio macchinario investigativo s’è messo in moto e si procede!

Se cerchiamo banalmente (si fa per dire) la definizione di sapone e/o detersivo sui dizionari, ne escono risultati assai curiosi!

Qualche esempio per voi lo riporto di seguito!

http://www.treccani.it/enciclopedia/saponi-e-detersivi_%28Enciclopedia-dei-ragazzi%29/

Saponi e detersivi

Sostanze schiumose per togliere il grasso

La presenza di saponi e detersivi nella vita quotidiana è oggi talmente scontata da ritenere che sia sempre stato così. Nel passato si usavano cenere, sali ed estratti di piante, mentre è solo a partire dall’Ottocento che si scoprono metodi industriali per produrre i detergenti, cosicché il lavare e il lavarsi diventano pratiche diffuse per un’igiene migliore.

Dalla cenere al detersivo

Fare il bucato ha significato per molti secoli aggiungere la cenere (che contiene carbonato di potassio) o il natron (cioè il carbonato di sodio estratto dai laghi vicini al Nilo) all’acqua: queste sostanze sono alcaline (acidi e basi) e hanno la capacità di sciogliere i grassi che formano lo sporco. In aggiunta poteva essere usata la saponaria – pianta molto comune i cui rizomi contengono la saponina, una sostanza tensioattiva e detergente. Tutti questi coadiuvanti dell’azione detergente dell’acqua, però, corrodevano i tessuti.

Fin dall’antichità il sapone è stato preparato mescolando cenere e calce con grassi animali o vegetali, e veniva usato principalmente come cosmetico. Nel Medioevo Marsiglia ne divenne un centro di produzione, da cui il nome del famoso sapone di Marsiglia.

Ma l’innovazione arrivò nella prima metà dell’Ottocento, quando il chimico francese Michel-Eugène Chevreul capì che il sapone è un sale risultante dall’azione di un alcali (cioè di una base) su un acido grasso naturale. Iniziò quindi la produzione industriale e fino alla Prima guerra mondiale il sapone continuò a essere prodotto per saponificazione del sego o degli oli vegetali con un alcali (di solito con la soda).

In quel periodo vennero realizzati anche i primi detergenti sintetici, la cui necessità era dettata da motivi puramente economici: i chimici tedeschi, spinti dal timore di una carenza di sostanze grasse, fino allora importate dall’Oriente, furono indotti a rivolgersi verso i derivati del petrolio e nel 1917 venne depositato il brevetto riguardante il primo tensioattivo interamente di sintesi. I detersivi, nati come supporto dell’industria tessile, erano pertanto inizialmente surrogati del sapone, ma dopo la Seconda guerra mondiale – sia per l’abbattimento dei costi delle materie prime di origine petrolchimica sia per la diffusione delle lavatrici – si sostituirono rapidamente ai saponi tradizionali, che vennero relegati solo all’igiene personale.

Come funziona il sapone

Immaginiamo che l’unto, sporco insolubile in acqua, aderisca ai tessuti in modo tale da impedire che la sola acqua lo trascini via. È necessario allora intervenire con un’altra sostanza, il sapone, che tende a far abbassare le forze di attrazione tra le fibre e lo sporco (sostanze che hanno questa proprietà sono chiamate tensioattivi), che più facilmente viene disperso nell’acqua.

Il sapone – soprattutto se alcalino – con il tempo altera i tessuti. Inoltre, se viene a contatto con sali di calcio o magnesio, ioni comunemente presenti in discreta concentrazione nelle acque, li fa depositare sulle fibre dei tessuti ‘indurendoli’. Per questo motivo i detergenti sintetici sono più soddisfacenti. Un detersivo commerciale è una miscela che comprende varie sostanze tra cui i tensioattivi – i soli che hanno la proprietà detergente –, sostanze ossidanti come il perborato di sodio – con azione sbiancante – e altre che danno l’effetto ottico del bianco. Gli zeoliti, additivi che ‘sequestrano’ il calcio presente nell’acqua, hanno sostituito i polifosfati, ritenuti tra i responsabili dell’eutrofizzazione delle acque, quella che provoca un’abnorme proliferazione di certi tipi di alghe rompendo gli equilibri di un ecosistema. L’uso dei detergenti è disciplinato da apposite disposizioni europee al fine di proteggere l’ambiente e l’uomo poiché l’uso eccessivo di detersivo può scatenare anche allergie o malattie da contatto.

Le bolle di sapone

Il grande statista indiano Mohandas Gandhi (1869 – 1948) ha affermato che «la vita sulla Terra è solo una bolla di sapone». Tuttavia le bolle di sapone, simbolo dell’effimero o della fragilità, rappresentano, insieme alla lamine di sapone, modelli studiati in matematica, fisica, biologia. Si tratta di ‘superfici minime’, cioè che hanno la minore estensione racchiudendo il maggior volume possibile. Modelli di superfici minime si trovano in architettura, nelle coperture a tenda, nelle tensostrutture (la prima delle quali è stata lo stadio olimpico di Monaco, del 1972) e nei programmi di grafica per i computer, che stanno diventando un’originale forma d’arte.

Anche se tentiamo di approfondire la sezione storica del nostro argomento d’interesse, possiamo trovare qualche altra informazione, talvolta ridondante, spesso assai interessante!

http://www.detersivi-ecologici.net/la-detergenza/la-detergenza-nella-storia/

LA DETERGENZA NELLA STORIA

I primi “saponi” noti sono stati probabilmente le saponine, di derivazione vegetale e ricavate da foglie, radici, semi legnosi, bacche, cortecce. Si scoprì che queste sostanze formavano soluzioni saponose che solubilizzavano lo sporco e ne facilitavano l’eliminazione dagli indumenti.

Ad es. saponine terpenoidiche si ottengono dalla radice di Poligala (Polygala senega) e dalla corteccia di Quillaria (Quillarja saponaria, nota come Legno di Panama) mentre saponine steroidiche si ricavano da specie quali la Salsapariglia (radice di Smilax) e il Ginseng (radice di Panax ginseng).

La più antica formula conosciuta per la fabbricazione del sapone, rinvenuta in Mesopotamia (3000 a.C.), descrive un miscuglio formato da una parte di olio e cinque parti e mezza di potassa.

I Romani conobbero il sapone solo nel IV secolo d.C., perché in precedenza usavano una pasta fatta d’olio d’oliva e pomice.

Da olio, o grasso animale, mescolati a cenere di legno di faggio si produceva un sapone molle (sale di potassio), di facile preparazione, impiegato per usi domestici fino al XIX secolo. Il sapone duro, ottenuto mescolando olio vegetale con soda ricavata dalle ceneri di alghe marine, veniva prodotto industrialmente.

Spesso profumato, venduto come un articolo di lusso, venne fabbricato a Venezia, a Marsiglia e in Castiglia, a partire dal XV secolo. Il prezzo del sapone diminuì fortemente negli anni 1820-30, grazie alla produzione industriale della soda, e il conseguente miglioramento dell’igiene personale, verso la metà dell’ottocento, contribuì ad abbassare il tasso di mortalità infantile.

Nel 1903, i due chimici tedeschi Hermann Geissler e Hermann Bauer inventarono un processo per la produzione di sapone secco in polvere. Sapone liquido, surriscaldato, veniva spruzzato sotto pressione contro la parete superiore di un serbatoio, da cui ricadeva sotto forma di granelli solidi.

Nel 1906 il sapone secco fu messo in commercio dalla società tedesca Henkel con il nome di Persil®. Si diffuse, a scapito delle normali saponette, grazie soprattutto ai vigorosi sforzi pubblicitari.

Dagli anni trenta fu superato dai nuovi detersivi. 

Per concludere, vi saluto lasciando la parola a qualche deliziosa (almeno per me) proposta di tuffo nel passato…

Non voglio fare pubblicità a nessuno, i link che indico sono solo a scopo esemplificativo, per ricordarci come eravamo, nel quotidiano, solo qualche tempo fa…

E, grazie di avermi dedicato qualche minuto del vostro tempo e d’avere partecipato al mio bucato…ops, intendevo dire al mio Pensiero in libertà!

http://marcoeula.tripod.com/id3.html

http://curiosando708090.altervista.org/cera-volta-tide-dal-1943/

https://www.youtube.com/watch?v=iVhv7TxUYDQ

https://www.youtube.com/watch?v=A6iPaRVlS0M

https://www.youtube.com/watch?v=CH3ZElX8vvc

Immagini & fonti:

https://www.google.com/search?q=storia+dei+detersivi&rlz=1C1DIMC_enIT861IT861&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=2ahUKEwjvk5Hd-9DmAhUI2qQKHeq4BuEQ_AUoAnoECAwQBA&biw=1366&bih=576#imgrc=-XoArVXlLnWDRM:

antichità 

https://www.google.com/search?q=storia+dei+detersivi&rlz=1C1DIMC_enIT861IT861&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=2ahUKEwjvk5Hd-9DmAhUI2qQKHeq4BuEQ_AUoAnoECAwQBA&biw=1366&bih=576#imgrc=_K7GMgo8PTsMmM

puliti_felici_storia

https://www.google.com/search?q=storia+dei+detersivi&rlz=1C1DIMC_enIT861IT861&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=2ahUKEwjvk5Hd-9DmAhUI2qQKHeq4BuEQ_AUoAnoECAwQBA&biw=1366&bih=576#imgrc=xF2ysds9scMdEM:

maxresdefault

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/d7/Persildose.jpg

Persildose