Giuseppe Occhini

Segue a fine articolo "Post scriptum"
in risposta al sociologo Francesco Mattioli, per l'articolo di Mattioli clicca qui

Conoscere per giudicare (Noi e l’Islam) PRIMA PARTE Clicca qui

SECONDA PARTE

1°   Quanto esposto nella prima parte riguarda l’Islam sunnita tradizionale od “ortodosso” cioè quello che pur nelle differenze interne restava sostanzialmente collegato con le quattro scuole giuridiche riconosciute. La situazione attuale si è in gran parte modificata per l’espandersi del fondamentalismo. Posizioni rigoriste all’interno dell’Islam ci sono state sin dall’antichità, ma esse venivano emarginate e combattute.

I fondamentalisti contemporanei, ad esempio i Fratelli Musulmani, sono stati spesso messi fuori legge da diversi governi arabi come in Siria e in Egitto . Il fondamentalismo wahhabbita, così denominato dal nome del fondatore ibn ̒Abd al-Wahhāb, fu adottato da un antenato degli attuali sovrani dell’Arabia Saudita che hanno investito miliardi di dollari per diffondere in Africa e Medio Oriente la loro ideologia estremista che ha provocato stragi di Cristiani in Pakistan, Nigeria ed Egitto. I wahhabbiti sono inoltre quelli che hanno effettuato sanguinosi attentati in Cecenia e provocato a suo tempo una guerra. Ma il boom del fondamentalismo si è avuto grazie all’intervento degli USA e della NATO nella guerra dell’Iraq, della Siria e della Libia.

Queste guerre scatenate per effettuare cambi di governo in modo d’avere il pieno controllo di quei territori è avvenuto con la complicità e l’aiuto militare e finanziario d’Israele, Emirati Arabi, Qatar, Arabia Saudita e Turchia. Si sono fatte venire dall’Asia, dall’Africa e dall’Europa decine di migliaia di estremisti musulmani, stipendiati lautamente ed armati di mezzi modernissimi, allo scopo di utilizzare il loro fanatismo religioso e politico per abbattere i governi arabi che avevano scelto, pur coi loro difetti, la via del laicismo, della sovranità e dell’indipendenza nazionale.

A fianco di una miriade di bande terroristiche gli agenti della CIA, con la collaborazione dei paesi della NATO, di Israele, della Turchia e delle monarchie petrolifere, hanno creato due poderose organizzazioni, l’ISIS ed al-Qaida ( questa già funzionante ai tempi della guerra russo-afgana) utilizzando Wahhabbiti, Fratelli Musulmani, Salafiti e simili. Queste aggregazioni politico-religiose, anche se in competizione o in lite tra loro, sono tutte motivate essenzialmente dalla volontà di istaurare nei territori conquistati delle nuove istituzioni statali basate sull’adozione di una sharī ̒a che dovrebbe, in una concezione farneticante, essere riportata a quella in vigore ai tempi del profeta Muḥammad.

In questo progetto voluto e sostenuto dai paesi occidentali, oltre la guerra contro i governi laici locali, è compresa anche l’estirpazione di tutte le minoranze cristiane e sciite procedendo ad attività stragiste di vasta portata. Le fosse comuni di Siria ed Iraq testimoniano l’eliminazione di miglia di persone (crocifisse, decapitate, sgozzate, bruciate vive); molte di quelle che non sono state massacrate erano donne ancora idonee per diventare mogli o concubine o schiave o prostitute.

Tutte queste cose sono state tacitate o quanto meno minimizzate dagli organi di informazione occidentali condizionati e rispettosi delle direttive impartite dalla Nato; si tratta pertanto di colpe gravissime da addebitare non solo ai terroristi islamisti ma anche ai loro mandanti, il cui unico fine è di abbattere con qualsiasi mezzo ed in qualsiasi modo dei legittimi governi che non vogliono essere assoggettati.

2° Tutto quanto è stato sopra scritto, che potrebbe sembrare sovrabbondante, ha avuto lo scopo di chiarire le condizioni del mondo musulmano che fortunatamente non è formato solo da pericolosi terroristi esaltati e strumentalizzati dagli occidentali esportatori della democrazia ma da tanta gente “normale” desiderosa di riprendere come prima a vivere in pace tra i diversi gruppi etnici e religiosi compresi quelli cristiani. Non ultimo scopo di questo intervento è stato quello di chiarire il contesto di Silvia Romano a cui è stata rivolta in Italia un’attenzione forse spropositata.Il mio punto di vista è il seguente:

Nella maggior parte d’Europa vi è libertà di religione anche se la religione è sempre più denigrata. Se una persona di origini cristiane diventa musulmana potremmo dire che questo è un fatto che riguarda solo lei . Quello di cui ci si dovrebbe invece chiedere dal punto di vista religioso, culturale e sociologico perché sempre maggiore è il numero di cristiani che abbandonano il cristianesimo per passare all’Islam; in particolare dovrebbero chiederselo le alte gerarchie del Vaticano che non sembrano al fatto molto interessate.

Forse la Chiesa “al passo coi tempi”, che rivaluta Lutero ed il modernismo ripetutamente condannato da vari papi ed in particolare da San Pio X nell’enciclica Pascendi, la quale oggi attraverso suoi importanti esponenti si dichiara favorevole ad una concezione progressiva dei dogmi e che in conseguenza assume posizioni poco chiare sulle coppie di fatto, sulle coppie gay, sul matrimonio dei preti e delle monache, sulla messa celebrabile dalle monache, crea in molti fedeli, abituati a seguire le prescrizioni tradizionali della Chiesa,una situazione di confusione e delusione.

Nella ricerca di una fede più netta, con una morale meno elastica e possibilista e con un comportamento più rigoroso, la suggestione dell’Islam può farsi strada e le conversioni si moltiplicano anche perché nessuno ormai direbbe che sono gravi peccati di apostasia ma semplicemente “crisi di coscienza”.

     Ma il discorso su Silvia Romano non può concludersi qui perché Silvia Romano non si è convertita ad un generico Islam ma al farneticante Islam di una banda di pericolosi terroristi presso i quali ha detto di essere stata trattata molto bene, certamente con tutte le cure e le gentili premure che si adottano nei rapimenti di giovani donne europee! E perciò si è convertita ad una fede migliore ed è tornata in Italia a propagandare questa sua nuova fede ed a convincerci che i suoi ex carcerieri non sono degli spietati terroristi ma dei bravi ragazzi. In fin dei conti possiamo ben dire che il nostro sensibile governo ha speso bene quattro milioni del contribuente italiano.

 

Post scriptum.

Il noto sociologo viterbese Francesco Mattioli ha mosso alcune obiezioni di principio alla prima parte di un mio articolo precedentemente pubblicato avente per tema CONOSCERE PER GIUDICARE-Noi e L’Islam.

Premetto che la cosa non mi sorprende né mi rattrista perché ho piena coscienza che quello che scrivo suscita e forse susciterà a lungo o per sempre dissenso piuttosto che consensi. In particolare non mi rattrista perché mi ritengo già soddisfatto se su un argomento riesco ad attirare l’attenzione di qualche persona pensante ed a suscitare un dibattito. Le obiezioni sono numerose e rispondere compiutamente a tutte necessiterebbe un tempo ed una capacità d’impegno di cui attualmente non posso disporre.

D’altra parte qualche piccolo chiarimento potrebbe esserci con la lettura di questa seconda parte. Mi soffermo quindi su due soli particolari. Il primo è quello della Dichiarazione dei diritti inviolabili dell’Uomo del 1948 annoverata tra i fiori all’occhiello della cultura occidentale. Parteciparono a suo tempo alla votazione 58 rappresentanti di altrettanti stati; votarono a favore 48. Tra i votanti a favore vi furono anche stati musulmani.

A fronte di questa solenne dichiarazione mi sia consentito citare il breve versetto 104 della III sura del Corano: - Sorga tra voi una comunità che inviti al bene, raccomandi le buone consuetudini e proibisca ciò che è riprovevole.

Il secondo particolare è la frase del Mattioli che scrive: - ….dubito che potremmo avere una chiesa nei pressi della Kaaba. Non dubiti ma ne abbia certezza, l’esempio è però inaccettabile. Non si può chiamare in causa il comportamento del più retrogrado paese del mondo dove il boia giornalmente commina frustate, taglia teste o mani o piedi a seguito di processi sommari.

Non si può chiamare in causa l’Arabia dei musulmani wahhabiti (alleati di ferro degli Usa e con cui noi italiani facciamo ottimi affari di traffico d’armi) facendo pensare che quello sia il comportamento normale di tutti i Musulmani. La Siria era piena di chiese prima che tante venissero distrutte dagli “oppositori democratici” e dalle altre bande terroristiche finanziate ed armate dall’Occidente. E chiese ce ne sono o ce ne erano in Libano, in Iraq, in Egitto ed in ogni stato arabo del Mediterraneo. Chiese ci sono in Iran ed altrove.

Infine per evitare equivoci nessuno pensi che sono musulmano perché sono cristiano cattolico.