IL PROFUMO DEL PANE

"Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me".

A volte sono proprio i famigliari o gli amici a non capire le nostre scelte, ci prendono in giro, sono perplessi dalle nostre manifestazioni di fede, può succedere, addirittura, di essere umiliati o presi in giro. Niente paura: è tutto previsto. Non scoraggiamoci! Il Signore ci sostiene e ci accompagna!!!

PREGHIERA
O Signore, rendimi vero testimone del tuo vangelo nel quotidiano a qualsiasi costo e in qualunque circostanza. Amen.

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P. ERMES RONCHI
CAFFÈ SOSPESO ☕️?
sul Vangelo di sabato 16 maggio.
Se vuoi, è per te. Per tutti.

CONTROMANO DALLE PARTE DI GESÙ

Gv 15, 18-21
Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo, poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Vi perseguiteranno, come hanno perseguitato me.

Mistero dell’odio, che mi inquieta e mi fa patire. Mysterium iniquitatis. Che riemerge anche in questi giorni negli “odiatori” dei social, i “leoni da tastiera”, che spargono veleno e disprezzo e minacce contro gli ingenuamente buoni. Contro i piccoli “miglioratori” del mondo.
Voglio essere anch’io nient’altro che un piccolo “miglioratore” del mondo.
Sociologi e storici tentano spiegazioni razionali al mistero del male, delle persecuzioni, del numero crescente dei martiri, ma restano alla superficie.

Io credo che la risposta si possa trovare solo dalle parti di Gesù (prima di voi il mondo ha odiato me; hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi); dalla parte dei profeti, prima e dopo di lui; dalla parte della croce, il mezzo più scandalosamente povero e illogico che ha scelto, “l’idiozia della croce” (S. Fausti), che è ancora scandalo e follia.
“Vuoi vincere il male? Prendi tu il potere e governa!” suggerisce il diavolo a Gesù. Ma lui non vuole governare gli uomini, vuole liberarli. E libera dal male prendendolo e patendolo su di sé, con la croce.
Ricordo il dialogo con un monaco copto, in Egitto: Ma tu, voi non avete paura dei fondamentalisti? Sì, mi rispose, ho paura. Ma... che cristianesimo sarebbe senza la croce?

“Voi, miei discepoli siete nel mondo, ma non del mondo, siete nel sistema ma non del sistema”. In altre parole: “ci sono due mondi, noi siamo dell’altro” (Cristina Campo), “un altro mondo è possibile” (Abbé Pierre).
Noi ne siamo i miglioratori. Siamo degli ingenui? Ma io mi ripeto: BEATI GLI INGENUI! DIO E IL FUTURO CAMMINANO CON LORO.
E mi aspetto che i cristiani qualche volta accarezzino il mondo in contropelo (L. Sciascia), che risalgano controcorrente come i salmoni la china della disonestà, che vadano contromano rispetto alla violenza e all’inganno.
Mi auguro che i cristiani, e io per primo, possiamo godere una misteriosa, audace beatitudine: BEATI GLI OPPOSITORI! Beati coloro che hanno amore libertà e coraggio per opporsi a quanti rendono malata la terra.

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Lo Spirito e la via della mistica aperta a tutti

P. Ermes Ronchi

VI Domenica di Pasqua Anno A
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. [...]
Un Vangelo da mistici, di fronte al quale si può solo balbettare, o tacere portando la mano alla bocca. La mistica però non è esperienza di pochi privilegiati, è per tutti, «il cristiano del futuro o sarà un mistico o non sarà» (Karl Rahner). Il brano si snoda su sette versetti nei quali per sette volte Gesù ripropone il suo messaggio: in principio a tutto, fine di tutto, un legame d’amore. E sono parole che grondano unione, vicinanza, intimità, a tu per tu, corpo a corpo con Dio, in una divina monotonia: il Padre vi darà lo Spirito che rimanga con voi, per sempre; che sia presso di voi, che sarà in voi; io stesso verrò da voi; voi sarete in me, io in voi; mai orfani.

Essere in, rimanere in: ognuno è tralcio che rimane nella vite, stessa pianta, stessa linfa, stessa vita. Ognuno goccia della sorgente, fiamma del roveto, respiro nel suo vento. Se mi amate. Un punto di partenza così libero, così umile. Non dice: dovete amarmi, è vostro preciso dovere; oppure: guai a voi se non mi amate. Nessuna ricatto, nessuna costrizione, puoi aderire o puoi rifiutarti, in totale libertà. Se mi amate, osserverete... Amarlo è pericoloso, però, ti cambia la vita. «Impossibile amarti impunemente» (Turoldo), senza pagarne il prezzo in moneta di vita nuova: se mi amate, sarete trasformati in un’altra persona, diventerete prolungamento delle mie azioni, riflesso del mio sguardo.

Se mi amate, osserverete i comandamenti miei, non per obbligo, ma per forza interna; avrete l’energia per agire come me, per acquisire un sapore di cielo e di storia buona, di nemici perdonati, di tavole imbandite, e poi di piccoli abbracciati. Non per dovere, ma come espansione verso l’esterno di una energia che già preme dentro – ed è l’amore di Dio – come la linfa della vite a primavera, quando preme sulla corteccia secca dei tralci e li apre e ne esce in forma di gemme, di foglie, di grappoli, di fiori. Il cristiano è così: un amato che diventa amante. Nell’amore l’uomo assume un volto divino, Dio assume un volto umano. I comandamenti di cui parla Gesù non sono quelli di Mosè ma i suoi, vissuti da lui. Sono la concretezza, la cronaca dell’amore, i gesti che riassumono la sua vita, che vedendoli non ti puoi sbagliare: è davvero Lui. Lui che si perde dietro alla pecora perduta, dietro a pubblicani e prostitute e vedove povere, che fa dei bambini i conquistatori del suo regno, che ama per primo e fino a perdere il cuore.

Non vi lascerò orfani. Io vivo e voi vivrete. Noi viviamo di vita ricevuta e poi di vita trasmessa. La nostra vita biologica va continuamente alimentata; ma la nostra vita spirituale vive quando alimenta la vita di qualcuno. Io vivo di vita donata. (Letture: Atti 8,5–8.14–17; Salmo 65; 1 Pietro 3,15–18; Giovanni 14,15–21)