Giuseppe Bracchi

Continuano gli sproloqui televisivi di Conte. Approfittando del generoso spazio concessogli dalla Rai, il Nostro spara cifre senza senso, in preda ai fumi di un ottimismo becero, pur sapendo che non c’è un euro da spendere e che le sue parole rischiano di restare tali davanti ad una mancata copertura finanziaria delle spese elencate, ancora tutta da verificare (art. 81 Cost).

Ben quattrocento pagine da spiegare. A chi? Soprattutto agli imprenditori, a quelle piccole e medie imprese che sono il motore trainante dell’economia italiana e che tra una promessa e all’altra ogni giorno si trovano a dover fare i conti con i centesimi per tirare campare. Il politichese regna sovrano e con esso anche la burocrazia, in attesa di tempi migliori. Quali? Conte non lo dice, ma da settembre in poi sarà assai difficile tenere in piedi imprese e lavoro. E allora, stiamone certi, ne vedremo delle belle. Andrà tutto bene! Slogan falso. Le automobili hanno bisogno di benzina nel motore subito e non fra qualche giorno o qualche mese per poter ripartire. Non servono lauree o master bocconiani per sapere o comprendere ciò che detta il buon senso.

Intanto le banche, che concedono sempre meno prestiti alle imprese, pare si siano inventate un altro “escamotage”: il prestito potrebbe essere concesso a patto che l’imprenditore interessato faccia un’assicurazione sulla vita. Sento puzza di bruciato. O meglio di tragedia, se a quanto pare, gli istituti di credito intendono tutelarsi dalla possibilità di eventuali suicidi. Sarebbe molto interessante svolgere delle indagini o inchieste da parte della stampa specializzata. Però si continua a dire che tutto andrà bene. Mi pare di sentire il gracidio della rane, di quei virologi che, tra un compenso e l’altro per le loro apparizioni televisive, prima si dannavano l’anima per rassicurarci che il Covid 19 era soltanto una banale influenza, poi messi alle strette e non sapendo più che pesci pigliare, si sono accordati sul fatto più elementare ed ovvio che mai, ovvero che sarebbe meglio lavarsi spesso le mani. La montagna ha partorito il classico topolino. Ed il Covid se la ride.

Intanto siamo entrati nella cosiddetta Fase2, che poi altro non è che la fase 1 proseguita con altri mezzi. La Chiesa cattolica firma accordi col governo di Conte, dimostrando una subordinazione allo Stato degno del peggior giuseppinismo…. passato e presente. Toh, corsi e ricorsi storici! Importante è trasformare le chiese in bivacchi per extracomunitari. Il paradiso può attendere. In barba alla palese violazione degli art. 3, 8 e 19 della Costituzione. Nessuno che alzi la voce, nessuno che se la senta di impugnare certi assurdi provvedimenti davanti alla Corte costituzionale.

Del resto autorevoli costituzionalisti sono già intervenuti per evidenziare e sottolineare che se è vero che la Costituzione prevede la possibilità di limitare la mobilità personale ex art. 16 Cost. per motivi di sanità pubblica e che la stessa salute è un diritto costituzionalmente garantito ex art. 32, è altrettanto vero che in caso di tutela dei diritti tra loro confliggenti è necessario operare un bilanciamento dei valori, tenendo conto che la compressione di un diritto deve essere congrua al fine che la legge stessa ha intenzione di perseguire. Diversamente la Corte costituzionale sarebbe incaricata di intervenire e di dichiarare la disciplina incostituzionale per eccesso di potere. Ma questo bilanciamento dei valori, come io credo, non è stato tenuto in alcun conto dal Governo nella sua decretazione d’urgenza, ancorché trasformata in legge dello stato. Si possono trattare zone del Paese dove il focolaio pandemico è pressoché inesistente o più contenuto, allo steso modo delle altre zone dove invece la pandemia è più marcata? Non è questa una violazione del principio di uguaglianza? Si può comprimere l’iniziativa privata (art. 41 Cost.)? Si può comprimere il diritto al lavoro (artt. 1, 4, 35 Cost.)? Si può dire ad un lavoratore stattene a casa, privandolo chissà per quanto tempo di un salario sufficiente a garantire a sé ed alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa (art. 36 Cost)?

Da argomenti e domande seri, alla farsa. Due fidanzatini sarebbero stati multati pur un bacio in pubblico, pur se armati di regolare mascherina. Vero? Falso? Guai a voi anime prave! Ammonirebbe ancora oggi il Sommo Dante! I funzionari del Grande Fratello non hanno frapposto mezzi a tempo. Del resto come ci insegna una pagina del romanzo di Orwell, 1984, non fu l’amore tra due persone a scombussolare i piani dell’occhiuto dittatore? La neolingua deve trionfare: “distanziamento sociale”… “Io resto a casa”.. “tutto andrà bene”… finiremo per rendere impossibile il crimine mentale per mancanza di concetti. Il delitto massimo per molte forme di potere è il pensare, il comunicare, formulare idee e concetti, riconquistare gli spazi pubblici, anche per un breve attimo di effusioni sentimentali, proprio come il caso dei due giovani fidanzati. Se qualcuno poi volesse approfondire l’argomento della neolingua, non deve far altro, a mio avviso, che immergersi nella lettura di un saggio, secondo me profetico, quello dell’ebreo tedesco Viktor Kemplerer: “La lingua del Terzo Reich”.

Da ultimo, in cauda venenum, mi sia consentito un pensiero su coloro che indagano sulle minacce social apparse contro Silvia l’islamica. Non hanno nulla di meglio e di più urgente da fare? Non sarebbe meglio, per esempio, che chi di dovere si incaricasse di indagare sulle fonti del riscatto pagato? Lo stato non dovrebbe mai trattare con i terroristi. Dove ho già sentito questo motto? Già, erano i tempi di Aldo Moro e delle Brigate rosse. Ma questa è un’altra storia. Sic transit gloria mundi!

 

                                                                                 GIUSEPPE BRACCHI

                                                                   Pubblicista – Avvocato TERU Umbria