

Nella foto, il ritratto di W. A. Mozart e la targa del Touring Club

Vincenzo Ceniti Console Touring Club
Duecentocinquant’anni fa, nel primo viaggio in Italia da Salisburgo a Napoli (1769-1771), Mozart accompagnato dal padre Leopold transitò per due volte nella Tuscia Viterbese (aveva 13 anni).
All’andata, scendendo a Roma, sostò a Centeno e a Viterbo. Al ritorno, provenendo dalla Capitale e diretto verso la costa Adriatica, si fermò a Civita Castellana.
Tre stop tecnici per cambiare i cavalli della carrozza e riposare.
L’8 aprile del 1770 i due Mozart riposarono a Centeno presso la locanda della Posta. Il giorno seguente giunsero ad Acquapendente e il 10 aprile a Viterbo.
Il capoluogo li accolse in una serata infernale di pioggia e tuoni. Non sappiamo dove dormissero. Probabilmente in un albergo o locanda-osteria fra le tante che la città offriva: osteria della Luna in piazza Fontana Grande, albergo Reale presso il Caffè Schenardi, osteria dei Muli presso la chiesa di Sant’Egidio al Corso, quella della Posta presso la “Svolta” (tra il Corso e piazza Verdi), albergo dei Tre Re in via Macel Gattesco e locanda dell’Angelo in piazza delle Erbe.
La mattina dopo, prima di partire, il giovane Mozart venne accompagnato dal padre al santuario di Santa Rosa dove ricevette in dono dalle clarisse del monastero una reliquia della santa, di cui il padre Leopold aveva sentito parlare.
Nel viaggio di ritorno i due sostarono a Civita Castellana dove giunsero verso le cinque del mattino dell’11 luglio 1770. Erano partiti da Roma intorno alle 18 della sera precedente. “Una tappa lunga ed estenuante senza chiudere occhio” annoterà il padre nel diario di bordo. Nelle ore notturne, malgrado la stagione estiva, faceva molto freddo tanto che furono costretti ad indossare una pelliccia prudentemente riposta nel baule.
A Civita Castellana si fermarono alcune ore presso la locanda della Posta dove “si buttarono sul letto” fino alle 10, dopo aver gustato una tazza di cioccolato caldo.
Si recarono quindi ad ascoltare la messa nel duomo cosmatesco di Santa Maria e qui il giovane Wolfgang ebbe l’opportunità di suonare l’organo.
Lo strumento ricostruito ex novo nel 1857 e successivamente più volte modificato, conserva ancora parte della cassa lignea barocca di fattura settecentesca.
Dopo il pranzo di mezzogiorno padre e figlio riposarono ancora un poco nella cittadina del Viterbese, per poi ripartire nel pomeriggio alla volta di Terni che raggiunsero il giorno dopo attraverso Borghetto, Otricoli e Narni.
Da qui proseguirono verso la riviera Adriatica.
Nel 2006, in occasione del 250° anniversario della nascita del grande musicista, l’allora console Touring Alessandro Fortuna si interessò per far apporre a Civita Castellana – a fianco del portico del Duomo - una targa che riportiamo nella foto scattata dall’artista Angela Consoli.
