Viterbo CRONACA doverose le scuse al signor Pasquali e... qui finisce!

Caro Sig. Luigi Torquati, approfitto anch’io della pazienza di Mauro per rivolgerti un breve ed ultimo pensiero, almeno sugli argomenti già trattati, per dirti, innanzitutto, che le mie scuse al sig. Pasquali erano doverose ed ho già detto nella replica precedente che le passioni spesso non giovano a riflettere bene quando è importante.

Quello di predicare la carità non è mio compito. Esprimo solo idee che hanno come punto di riferimento la mia fede cristiana.

Anche se, mi è stato insegnato da persone molto più preparate di chi scrive, la carità e la misericordia a volte hanno un significato ben più ampio e ancor più spesso riguardano cose non gradite o sgradevole a dirsi o a scrivere, ma che, a mio giudizio, è bene non tacere, anche se questo può significare risultare impopolari, arroganti, reazionari o… fate voi… tanto sono tutte accuse che non mi riguardano né mi toccano assolutamente.

Ripeto, spesso, la passione per certi argomenti, può giocare brutti scherzi, dovrò imparare a contare meglio e di più… prima di arrivare a conclusioni affrettate, che possono far male (anche se involontariamente e mai in mala fede), e far apparire chi le mette per iscritto sotto una cattiva luce.

Per quanto riguarda le tue amicizie ecclesiastiche sono contento che ne abbia a iosa. Ma attenzione alle confidenze, soprattutto quando dici di conoscermi bene (io ne dubito) soprattutto, poi, quando queste confidenze potrebbero essere a senso unico: causano livore e pregiudizi, come hai dimostrato nel tuo ultimo scritto nei miei confronti.

I riflettori non mi sono mai piaciuti. E di lampadine accese le tengo solo per scrivere, leggere ed anche per studiare. Tutto qui. Ed ora ti saluto cordialmente

Giuseppe Bracchi