
Viterbo CRONACA A SASSATE
Fase 2 - No! No! No! Non ci credo! Non sarà la “fase 2” a risolvere i problemi, né quelli sanitari né quelli economici.
Per quelli sanitari basta vedere la Germania che ha avuto subito un incremento dei casi pur avendo un popolo disciplinato e ordinato, da noi ci sarà un incremento ben più consistente considerato il nostro pressappochismo, la nostra grave mentalità egoistica; il nostro arrivismo, il nostro menefreghismo.
Non mi dite che sono esagerato, basta vedere quello che è successo nella fase 1: l’elevato numero di contravvenzioni per omessa disciplina alle disposizioni con un rapporto almeno di un altro 50% sfuggito per mancato controllo (porto un esempio personale: sono stato fermato dalla Polizia sulla tangenziale ovest, mentre controllavano i miei documenti sono passate quattro vetture senza subire controlli. Saranno stati tutti regolari?). Possiamo quindi immaginare ciò che accadrà nella fase 2 e la mia personale preoccupazione è che ritornando a quote elevate di contagi si debba per forza di cose richiudere tutto.
Per i problemi economici non sarà certo la fase 2 che risolverà la crisi immane in cui siamo precipitati. Se per le grandi industrie, che si saranno attrezzate come stabiliscono le disposizioni emanate, ci sarà una possibile crescita, non prevedo un miglioramento per le piccole imprese e per le attività commerciali tipo Bar, Ristorazione, Alberghi, B&B. Come si fa a credere che un bar qualsiasi, con decine di clienti pressoché fissi, possa ritornare ad averli di nuovo! Prima cosa per le disposizioni di ingresso e di permanenza nel locale, seconda cosa per la prudenza naturale in molti che prima di bere un caffè o una bibita al bar ci penseranno due volte. Così sarà per i ristoranti, che già in base alle norme dovranno diminuire i posti per rispettare la distanza di un metro e poi ci sarà lo stesso problema dei bar: quanti clienti si azzarderanno a frequentare più che altro da soli! Certamente per una compagnia di amici che vuole festeggiare qualcosa o per un pranzo di nozze sarà difficile rispettare tranquillamente un metro di distanza l’uno dall’altro!
Stessi problemi anche se di natura diversa per alberghi e B&B.
Lo so, saranno proprio queste categorie a pagare il prezzo più alto e non è il piccolo contributo previsto, né tantomeno un prestito che possono risolvere i problemi, occorre per costoro trovare i fondi da elargire senza restituzione alcuna per rifondere un parziale “mancato guadagno”, magari aggiungendo un periodo (3 anni?) di esenzione tasse.
A tutto questo aggiungiamoci i trasporti pubblici: sono convinto di un mancato rispetto delle norme specialmente all’ingresso dei mezzi che, tra l’altro, almeno nella nostra zona, erano già insufficienti.
In conclusione, ma vorrei tanto sbagliarmi, c’è tanta confusione in questa fase 2 e ho il terrore di vedere ancora una volta occupata la terapia intensiva di Belcolle.
Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) - Sembra che ci sia la possibilità di avere 37 miliardi di prestito dal MES a tasso zero e senza condizioni. La somma potrebbe essere molto utile in questo momento di difficoltà, ma ci sono delle divergenze da una parte del centrodestra: Forza Italia sarebbe d’accordo nell’accettare questo prestito, Lega e Fratelli d’Italia no, dimenticandosi che il MES è stato approvato da loro nel 2011.
Ci sono molti che affermano che già l’Italia deve restituire molti miliardi di euro e questo prestito andrebbe ad aumentare il debito; sono ancora di più quelli che affermano che la restituzione del debito potrà iniziare ancora prima se avremo la possibilità di partire oggi con qualcosa di più concreto. Personalmente dico due cose, la prima è: chi se ne frega del debito, prima o poi l’avranno i nostri euro; la seconda: Salvini e Meloni avete rotto i … lascio a voi lettori la rima giusta.
Mascherine - Roba da matti! Ho comprato fino ad ora 10 mascherine per me e 10 per mia moglie, le prime due in farmacia pagandole 11 ero l’una, poi ho trovato quelle fatte da una artigiana viterbese a 3 euro, ne ho prese quattro vista la differenza notevole con la farmacia, ne ho comprate altre sei in una tabaccheria sempre a 3 euro, altre otto le ha acquistate mia moglie a Roma nei pressi dell’ospedale S. Andrea anche queste a 3 euro.
Adesso ci dicono che le mascherine, visto quante ne servono, non possono costare più di 50 centesimi. Mi è sorto un dubbio: non è che la farmacia me le ha fatte pagare troppo? Va bene che erano cinesi, ma allora mi viene ancora un altro dubbio: facevano forse parte dei regali che ci hanno fatto dalla Cina o no?
25 Aprile - Abbiamo assistito in televisione alla deposizione della corona d’alloro all’Altare della Patria da parte del Presidente Mattarella, senza folla, da solo, senza autorità civili e militari, con una scorta ridotta al minimo, un trombettiere dei carabinieri che ha suonato il silenzio e due corazzieri con la mascherina. Mattarella si è tolto la mascherina solo al momento della deposizione rimettendola subito dopo.
Anche a Viterbo c’è stata la deposizione della corona ai caduti, anzi più corone; la prima al liceo Buratti in memoria di Mariano Buratti assassinato a Roma dai fascisti nel 1944, la seconda e la terza a piazza dei Caduti con la totale assenza di autorità come raccomandato, salvo un Erbetti in lontananza.
A guardia della corona due Vigili urbani che, sprezzanti del pericolo e più coraggiosi dei Corazzieri, se ne stavano impalati senza mascherina. Unica presenza stonata quella del rappresentante dell’ANPI con relativa bandiera. Il monumento ricorda tutti i caduti delle varie guerre non solo i partigiani che hanno fatto, tra l’altro, il loro tempo così come i nazifascisti. Ricordiamo le varie fasi della nostra Italia nei libri di storia e lasciamo da parte associazioni e simboli superati e che dovrebbero essere banditi ovunque.
A chiusura della vicenda una domanda: il Sindaco Arena fissava solo la corona al liceo Buratti oppure si è reso conto dell’erba alta sulle scale e dell’immenso guano all’ingresso?
Bella ciao - Quest’anno, a causa dell’emergenza sanitaria, molte iniziative programmate per la Festa della Liberazione sono state solo virtuali. L’ANPI, comunque, aveva invitato gli italiani a tornare sui balconi alle 15 di sabato 25 aprile per cantare Bella Ciao, canzone simbolo della Resistenza. Ma quali sono le origini di questa canzone?
Forse la versione che conosciamo oggi potrebbe risalire a un’antica ballata piemontese dal titolo Fiore di Tomba che parla dell’abbandono del proprio amore. Così come un’altra possibile derivazione potrebbe essere da una ballata francese del Cinquecento.
Secondo molti studiosi non c’è alcuna fonte che attesti che Bella ciao sia stata mai cantata dai partigiani durante la guerra e sul piano documentale non se ne ha traccia prima del 1953, momento in cui risulta comunque piuttosto diffusa. Nel 1964, al Festival dei Due Mondi, Giovanna Daffini, una musicista ex mondina, canta una versione di Bella ciao che descrive una giornata di lavoro delle mondine, sostenendo che è quella la versione “originale” del canto, cui durante la resistenza sarebbero state cambiate le parole adattandole alla lotta partigiana.
Nel maggio 1965 un tale Vasco Scansani, scrive una lettera al quotidiano l’Unità e racconta che le parole di Bella Ciao delle mondine le ha scritte lui, non prima della guerra ma nel 1951 in una gara di cori fra mondariso e che la Daffini gli ha chiesto le parole.
Sembra quindi che Bella ciao sia diventata l’inno ufficiale della Resistenza solo molti anni dopo la fine della guerra. Qualcuno sostiene che il suo successo sia dovuto al fatto che nella canzone non ci sono riferimenti politici precisi, come in altri canti, ma abbraccerebbe tutte le “facce” della Resistenza. Molti invece ritengono che il successo di questa canzone derivi soprattutto dall’orecchiabilità del motivo, dalla facilità di memorizzazione del testo, insomma dalla sua immediata fruibilità.
Ascoltiamola nella versione Lutor: “O partigiano, mi prendi in giro, o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!”
CEI – Non appena saputo che nelle disposizioni della fase 2 la norma prevedeva soltanto funerali e non le altre funzioni religiose, la CEI ha protestato affermando che "i vescovi non possono accettare di vedere compromessa la libertà di culto; la decisione del governo è arbitraria". Sembra, stando a quanto afferma un alto prelato vaticano, che i vertici della Cei sono da settimane sotto pressioni interne “enormi”, le descrive il presule, soprattutto da parte dei presuli più intransigenti, molti di questi appartenenti alla vecchia guardia.
Papa Francesco non ha chiaramente contraddetto la CEI, ma con le frasi pronunciate durante la messa in Santa Marta "Preghiamo il Signore, perché dia al suo popolo, a tutti noi, la grazia della prudenza e dell’obbedienza alle disposizioni perché la pandemia non torni" ha in pratica avallato la decisione del governo italiano. Almeno così l’interpretano sia il “Corriere della sera”, sia “La Stampa” e anche “Il Fatto Quotidiano” e “Repubblica”. Non sono un giornalista di quei quotidiani importanti, sono un semplice pubblicista, ma anche io credo che sia quella l’interpretazione giusta.
Chiaramente ognuno la pensa a modo suo, c’è il “trentino” (nel senso di seguace del Concilio di Trento) avv. Marini Balestra che è un estimatore di quei presuli intransigenti “appartenenti alla vecchia guardia”, c’è il sociologo Mattioli, molto più evoluto, che afferma in altra sede “Personalmente continuerò i miei colloqui con Dio a casa, rispettando le leggi di Cesare e soprattutto i miei fratelli in Cristo, evitando di assembrarmi con loro. Forse la Cei non capirà e non condividerà, ma sono quasi certo che papa Francesco lo farà e spero soprattutto che lo farà Dio, Lui che fece di una stalla una chiesa”; il tutto ribadito anche su queste pagine.
Io mi sono già espresso chiaramente nelle precedenti Sassate dove, rivolgendomi direttamente al “Trentino”, contestavo il suo dire scrivendo: “Per la preghiera, caro avvocato, non servono le chiese, basta metterci in contatto serio, vero, con Dio e tutto è risolto; per la confessione e l’assoluzione dei peccati ci ha pensato Francesco, questo Papa da lei tanto odiato, che con la sua grande bontà ha voluto impartirci venerdì 27 marzo la Benedizione “Urbi et Orbi” a cui era annessa l’Indulgenza Plenaria con un’efficacia universale”.
Egregio sociologo Mattioli, purtroppo non sono delicato come lei, per me il “Trentino” rimane solo “Trentino”.
1° P.S. Leggo anche l’intervento dell’ing. Pianeselli rappresentante del ”Popolo della Famiglia” (tutto un poema), che con tanto ottimismo è vicino alle decine di migliaia di cattolici e fedeli di altre religioni (spero che mi abbia escluso), ma credo che non valga la pena soffermarsi troppo su quanto scrive, si tratta solo di un attacco politico al governo.
2° P.S. Mi piacerebbe tanto conoscere le parrocchie frequentate da questi difensori della fede e domandare ai loro parroci quanta attenzione dedicano alla propria comunità.
Burocrazia. Poche parole in merito: la viviamo quotidianamente per qualsiasi atto che serve, in questi giorni vediamo un’ulteriore conferma nell’ultimo decreto predisposto per la fase 2: 59 pagine della Gazzetta Ufficiale che all’incirca sono 70/80 pagine trasferite in A4, citazioni di leggi a non finire (2004 -2017 - ecc.), numerosi decreti legislativi (1992 – 1999- ecc. fino ai recenti del 2020), insomma un complesso di parole che il mio medico mi ha sconsigliato di leggere in quanto potrebbero essere causa non di mal di testa momentaneo, ma definitivo.
Da tutto ciò una preghiera al governo valida anche per i successivi: vogliamo radunare tre, solo tre non 250, giuristi di fama che si mettano a lavorare seriamente in modo da rifare completante il “parco” leggi dello Stato eliminando ripetizioni, vecchiume vario, ecc.? O non si può?
Finisco come sempre con qualcosa di leggero rivolgendomi al mio amico Agostino Pasquali. Ho letto la “Storia di ordinaria burocrazia al tempo del Coronavirus” e conoscendo bene le tue, anzi le vostre abitudini, posso pensare malignamente che a casa tua non ha suonato nessuno limitandosi, la Nexive, a lasciare l’avviso nella cassetta delle lettere. Aggiungo poi, che il tutore che ti ha rimproverato per l’assenza della mascherina non era molto aggiornato sul fatto che, perlomeno allora, bastava coprirsi almeno con un foulard, dicasi altrettanto dell’impiegato allo sportello che, comunque è stato gentile a regalartene una. (Leggi sopra alla voce “Mascherine”).
Facevo mente locale sulla richiesta di IMU, interessi e sanzioni da parte del Comune che hai fatto male a non nominare di soli 135 euro per ben tre anni di arretrati; non mi hai mai detto di essere PROPRIETARIO di un buco per terra.
Ultima annotazione: Smartphone e computer servono solo per diffondere bufale o Whatsapp.
Lutor
