Giovanni Maria Arena Sindaco di Viterbo
Un poeta. Me lo ricordo quella mattina in Comune. Nella sala regia. In mezzo ai giovani. Pochi mesi prima della sua scomparsa. Accanto a lui l'allora sindaco Marini. In rigoroso silenzio abbiamo ascoltato la sua lezione di vita, raccontata dalla sua voce e dai suoi occhi a tutti i presenti. In particolare agli studenti.
E sempre in silenzio lo abbiamo ascoltato mentre, a memoria, declamava i versi della Divina Commedia. Alfio si è portato con sé un pezzo importante della storia della sua e della nostra città. Un pezzo della Viterbo che fu.
Ma alcuni suoi insegnamenti, alcuni suoi consigli, qualcuno li ha sicuramente seguiti e coltivati. Magari proprio qualche studente che dieci anni fa era presente a quella cerimonia, e a cui Alfio ha insegnato l'importanza e il valore della cultura. Domani, 30 aprile, sono dieci anni che Alfio Pannega se n'è andato. E Viterbo lo vuole ricordare con un pensiero e un sorriso. Lo stesso sorriso che lui ha donato a tutti quei viterbesi che hanno avuto il privilegio di conoscerlo.
