


Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
La Maremma che fu
(narrazione poesia contrasto poetico)
La mia vecchia Maremma ebbe contrasti
e pure nelle ottave, ben s’intenda;
ve li propongo, sperando che basti
e lo sviluppo non li disattenda.

Il raccolto
Il contadino presuntuoso (1)
“Non m’invidiar pel grano mio maturo
perché la sorte, certo mi fu amica,
comunque il mio lavoro è stato duro
e ben produsse l’oro della spica*
che mi farà contento, son sicuro,
e mi compenserà della fatica:
avendo ricevuto il mio sudore
la terra mi risponde con l’amore”.
Il contadino confinante (2)
“Di te non provo invdia oppure timore
nel dirti che sei solo fortunato
perché, per verità, son poche le ore
che videro al lavoro te impegnato;
dovresti avere solo del pudore
e ringraziare Dio che ti ha graziato
del tempo che passasti all’osteria,
dove il vino non è d’allegoria”.
(1)
“Quanto fu detto è una corbelleria,
comunque la bontà non mi difetta
e per finire il canto in allegria
ti faccio invito a bere una fojetta**
di vino, qui, da Annamaria,
ché quello buono la risposta affretta;
tu non provare invidia pel mio grano,
per farti perdonar dammi la mano”.
(2)
“Io questa non ti do, stammi lontano,
ché del tuo vino no, non ho bisogno,
il grano ti è venuto in grazia d’ano
mentre nel campo mio ci fu scalogno;
per tua sfortuna non son’io ruffiano
e a favorir l’invito non mi sogno:
chiudiamo qui, pertanto, ’sto contrasto
ché come contadino sei da basto”.
*Dialettale
**Dialettale, mezzo litro.
