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Viterbo CRONACA sicuramente non avevi scelta,
saresti diventato un cavatore di marmo

di Luciano Pasquini

 

Cava nelle Alpi Apuane
(Foto Luciano Pasquini)

Nascere cinquanta anni fa sulle montagne delle Alpi Apuane, sicuramente non avevi scelta, saresti diventato un cavatore di marmo, un mestiere faticoso, pericoloso, fatto per uomini che sanno patire in silenzio, come silenziose sono le montagne dove vivono e duri come il marmo che cavano in blocchi.

 

Oggi le condizioni di lavoro sono sicuramente migliorate, cosi come le tutele, ma resta sempre un lavoro duro. Che si tratti di una cava a cielo aperto o l’estrazione avvenga al centro della montagna, percorrendo lunghe gallerie dove l’acqua filtra dalle pareti e le luci dei fari non riescono rischiarare completamente  le enormi stanze, ricavate dall’estrazione dei blocchi di marmo.

(Foto Luciano Pasquini)

Il rumore assordante delle macchine al lavoro, enormi mezzi meccanici, che spostano blocchi di marmo pesanti diverse tonnellate, per caricarli su camion che li porteranno  a valle lungo una galleria che passa sotto il paese.

Una storia di cavatori, scalpellini e cave, appartiene anche al nostro DNA. Il Peperino da sempre è usato per costruire case, fontane, palazzi per scolpire statue. Narra ora di una storia che pian piano si sta dimenticando, si sta sfaldando come alcune pietre delle nostre mura che hanno sfidato per millenni le intemperie.

(Foto Luciano Pasquini)

L’estrazione del Peperino oltre che al livello produttivo, va recuperata sopratutto come memoria, per conservare la nostra identità di territorio, attraverso attrezzi, foto, ricordi, testimonianze laboratori, va comunicata al visitatore e diventare così parte integrante di un sistema turistico della Tuscia.    

Luciano Pasquini