Viterbo CRONACA Mi colpiva l’entusiasmo messo nel raccontare

I primi caldi, mi hanno riportato all’estate, stagione magica, breve, luminosa.
Un ragazzo seduto accanto alla mia sedia in attesa che inizi lo spettacolo, parlava con una sua coetanea, elencando le cose che di lì a poco avrebbero fatto.
Mi colpiva l’entusiasmo messo nel raccontare, finalmente poteva fare la vacanza che aveva sognato.
Per un attimo come in un flash mi sono rivisto.
All’inizio la vita ti promette di poter fare ogni cosa, è lì a portata di mano, basta solo allungarla, non ti accorgi che hai tutto, anche se non hai un soldo in tasca. Poi con l’andar del tempo tutto si capovolge hai qualche soldo in tasca, ma non hai più quel prezioso regalo che è la libertà, l’hai barattata in cambio di chissà che cosa.
Quella libertà compagna inseparabile dei tuoi sogni la consideri come un bene inesauribile, ma purtroppo finisce.
Il ricordo per assonanza, va ai lavoretti estivi, con gli orari da rispettare, le gerarchie, e infine i soldi guadagnati anzi sudati, che ti permettono di comprare una vespa 50 usata, con la tenda canadese in una torrida giornata al mercatino dell’usato. La notte della partenza trascorsa senza dormire perché l’eccitazione è al massimo.
Poi la partenza al mattino appuntamento al “Bar Mecocci” i primi sfottò della giornata, poi via in sella verso Civitavecchia.
La notte passeggiando sul traghetto, lo sbarco, la confusione della coperta della nave dove regna il caos, tutti ai nastri di partenza, pronti ad uscire.
La Sardegna ti accoglie subito con un panorama brullo, arso, ma che ti prende l’anima per la sua essenzialità. Le vespe 50 non aspettano altro che giri la manopola del gas, il sogno chilometro dopo chilometro si materializza sei tu il protagonista di questo film.
L’incontro casuale con alcuni amici di Viterbo, loro si che “viaggiano” a bordo di una vecchia Austin con la cappotta apribile ricostruita con la fodera dei materazzi di moda allora: strisce bianche e marroni un must si direbbe oggi. Tutti poi sotto lo scroscio di un tifone per irrigare i campi, il caldo è incredibile.
I bagni in un mare stupendo, la ricciola pescata e poi ingenuamente lasciata nel frigorifero comune del Camping, ancora oggi ci prendiamo in giro per il furto subito.
I soldi e il tempo si sono presi buona parte della nostra libertà, ma l’entusiasmo, la gioia quando incontro gli amici di allora, è rimasta inalterata, luminosa e calda come quelle giornate d’estate.
Foto e testo Luciano Pasquini
